(Ansa)
Cronaca

La Lombardia vuol riaprire il 4 maggio, ecco come

Il Governatore Fontana ha spiegato la sua strategia per la riapertura parziale: le regole delle 4 D ed il lavoro spalmato su 7 giorni la settimana

Voglia di ripartire, di ritrovare lentamente alla normalità, di far sì che, con prudenza e attenzione, la Lombardia possa tornare a essere la locomotiva economica del Paese.

C'è questa tensione ottimista e propositiva dietro al progetto delle "4 D" lanciato dal Governatore lombardo Attilio Fontana che ha illustrato quella che può essere considerata la base di confronto con il governo centrale per avviare, a partire dal 4 maggio, la "graduale ripresa delle attività ordinarie" e non di quelle produttive la cui competenza è del Governo centrale. Questo nodo nelle ultime ore ha creato tensione tra il Pirellone e Palazzo Chigi ma anche con il Sindaco di MIlano, Beppe Sala, secondo cui dietro l'accelerata di Fontana ci sia un ordine di Matteo Salvini.

Fontana ha spiegato quella che ha voluto definire "la via lombarda verso la libertà" che si basa su 4 punti cardinali, tutti con la lettera iniziale D:

Distanza (un metro di sicurezza tra una persona e l'altra),

Dispositivi (ovvero obbligo di mascherina per tutti),

Digitalizzazione (smart working obbligatorio ove possibile) e

Diagnosi (con i test sierologici in arrivo).

Partendo da questa base, il ritorno alla vita e al lavoro dovrà tenere in conto in primo luogo della sicurezza sanitaria dei cittadini per garantire la quale Fontana propone di adottare lo scaglionamento dell'attività produttiva su 7 giorni invece che su 5 e in fasce orarie diversificate in maniera tale da evitare affollamenti sia sui mezzi pubblici sia nei negozi sia all'interno delle aziende.

Questa è solo una delle linee su cui sta ragionando il Pirellone e infatti Fontana ha poi aggiunto: «Ci sono tante proposte che abbiamo iniziato ad esaminare, tante proposte di scienziati e di tecnici che insieme a noi siederanno al tavolo per lo sviluppo. Credo che si debba andare veloci, da domani si entra nel merito per affrontare i problemi, perché noi dobbiamo cercare di far ripartire la vita sempre nel rispetto della garanzia delle condizioni sanitarie dei nostri cittadini».

Inoltre, continua la nota diffusa dalla Regione, «facendo tesoro della prima fase della pandemia, l'ospedale straordinario alla Fiera di Milano (che è costato zero euro pubblici) diventerà il presidio che veglierà sulla salute dei lombardi come una vera e propria assicurazione contro il sovraffollamento delle altre strutture regionali».

Sul tema sanità il Governatore leghista ha anche annunciato il progetto di assumere il personale medico e infermieristico che sta prestando servizio durante il Coronavirus con contratti a tempo determinato. «Stiamo ottenendo di poter stabilizzare i 2500 tra medici e infermieri che hanno dato la loro disponibilità a collaborare in questo momento di emergenza e che per ora hanno accettato la collaborazione con un rapporto a tempo determinato. Faremo di tutto e stiamo ottenendo di rendere questi rapporti lavorativi a tempo indeterminato, in modo che possano entrare a far parte della grande macchina della Sanità lombarda». La Regione, poi, ha messo sul tavolo 80 milioni di gratifica da distribuire al personale sanitario.

«Soldi – ha spiegato Fontana – che valgono come gratifica una tantum: oltre ai 40 milioni messi dal governo per gli straordinari e le indennità di rischio, noi metteremo altri 80 milioni per far avere ai nostri dipendenti una gratifica concreta per il loro comportamento».

La cabina di regia lombarda prevede un tavolo di confronto polifonico per stabilire una "nuova normalità" che potrebbe essere la linea pilota da adottare in tutta Italia.

Alle strategie già esposte, si legge ancora nella nota, "Si accompagnano altri provvedimenti, su cui Regione Lombardia sta giocando un ruolo da protagonista: cassa integrazione con garanzia della Regione, piano di sostegno per piccole e medie imprese (sul tavolo c'è un pacchetto di facilitazioni per l'accesso al credito, con la possibilità di mobilitare risorse fino a un miliardo), provvedimenti a beneficio del personale sanitario (stabilizzazione e bonus economico con almeno 80 milioni di Regione Lombardia in aggiunta ai fondi del governo)".

Nessuno, ha precisato la Regione, vuole rischiare una nuova ondata di contagi, ma come osservato dal leader leghista Matteo Salvini "non si può morire di virus ora e di fame dopo".

E la paura è proprio quella. I numeri della Regione fanno spavento e fotografano una recessione economica senza precedenti recenti: un miliardo 857 milioni di spesa mancante nel solo mese di marzo con un crollo dei consumi delle famiglie lombarde del 31,1%.

Rimettere in moto il motore economico del Paese diventa prioritario per evitare che la vera tragedia debba ancora arrivare con centinaia di famiglie sul lastrico, ditte chiuse e imprese fallite.

Fontana precisa che la "via lombarda per la libertà" non include la ripresa delle attività produttive, ma tratta delle "attività ordinarie" e della necessità di "imparare a convivere con il virus" in maniera "attrezzata e consapevole".

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