Stop al carcere ai giornalisti per diffamazione

 A fine luglio in aula alla Camera la riforma della legge sulla diffamazione e l’ablizione della condanna alla reclusione - la battaglia di Panorama -

Un'immagine di Montecitorio, dove a luglio si discuterà l'abolizione del carcere per i giornalisti (credits: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Ignazio Ingrao

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A fine luglio arriverà in aula alla Camera la riforma della diffamazione e l’abolizione del carcere per i giornalisti: lo annuncia a Panorama la presidente della Commissione giustizia della Camera dei deputati, Donatella Ferranti (Pd). Attualmente sono cinque le proposte di legge di riforma della diffamazione in discussione alla commissione giustizia della Camera: 925 di Enrico Costa (Pdl), 1100 di Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e Deborah Bergamini (Pdl), 1190 di Mirella Liuzzi e Francesca Businarolo (M5S), 1165 di Stefano Dambruoso (Scelta civica), 191 di Pino Pisicchio (Gruppo misto, Centro democratico).

Tutte prevedono l’abolizione del carcere per i giornalisti e la sostituzione con una multa. La prossima settimana inizieranno le audizioni con giuristi, esponenti dell’Ordine, del sindacato dei giornalisti e degli editori. Quindi un seminario pubblico di riflessione a Montecitorio a metà luglio. E nell’ultima settimana del mese la discussione in aula come è stato deciso dalla conferenza dei capigruppo.

Per quella data, annuncia Ferranti, “dovremmo arrivare con un testo condiviso, perciò dovremo lavorare a ritmi serrati in commissione”. Ma la presidente non esclude che, visto il sostegno trasversale dei partiti a una riforma della legge e all’abolizione del carcere per i giornalisti, si trovi l’accordo affinché la commissione si riunisca in sede legislativa per approvare il testo e abbreviare ancora di più i tempi.

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