La madre di tutte le lucertole viveva sulle Dolomiti

Lo studio di un piccolo fossile ritrovato nel nostro paese e analizzato con nuove tecnologie da ricercatori del MUSE di Trento consente di riscrivere la storia dell'evoluzione dei rettili con le squame

Lucertola Megachirella

Megachirella wacthleri immaginata in uno scenario della regione dolomitica di 240 milioni di anni fa – Credits: Davide Bonadonna

Chiara Palmerini

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Il più antico antenato finora scoperto di serpenti e lucertole viveva dove oggi ci sono le Dolomiti. 240 milioni di anni fa. Questo piccolo rettile fossile, scoperto quasi venti anni fa, e oggi studiato con nuove tecnologie da un gruppo internazionale di ricercatori, è un ritrovamento prezioso, che consente di scrivere in molti più dettagli la storia dell’evoluzione: la rivista Nature dedica alla “madre di tutte le lucertole, come è stata definita, la copertina dell’ultimo numero.

Fossile enigmatico.

“Il rettilino pietrificato era stato scoperto quasi venti anni fa da un paleontologo amatore nelle Dolomiti di Braies, a sud della Val Pusteria, consegnato al museo di Bolzano, e interpretato come un rettile simile a una lucertola, battezzata con il nome di Megachirella wachtleri” racconta Massimo Bernardi, paleontologo del MUSE di Trento, che ha contribuito allo studio. Non si era potuto capire però molto di più sulle parentele e la storia evolutiva di questo animaletto fossile, inglobato nella roccia da cui non può essere estratto. In tempi recenti, per svelare qualche mistero sulla sua identità, la lucertolina fossile è stata sottoposta a una specie di TAC, la microtomografia computerizzata a raggi X, al Centro internazionale di fisica teorica di Trieste (ICTP). I dettagli della sua anatomia, in particolare le parti interne e il lato nascosto immerso nella roccia, sono stati così rivelati e confrontati in un lavoro durato anni con fossili di lucertole, serpenti e loro stretti parenti raccolti in tutto il mondo, inseriti nel più grande database mai creato e analizzati grazie a sistemi di cloud computing.

Una stele di Rosetta per capire l'origine di gechi, iguane, serpenti ...

I ricercatori sono infine stati in grado di dire che Megachirella è il più antico rappresentante conosciuto degli squamati, ovvero il gruppo che comprende lucertole e serpenti, ed è costituito oggi da oltre 10mila specie (il doppio dei mammiferi, e hanno anche disegnato un racconto dettagliato di come questo enorme gruppo di animali ha avuto origine e si è evoluto. “Questa lucertolina è una specie di stele di Rosetta” osserva Bernardi. “Lucertole e serpenti che vediamo oggi nei prati, nei mari, nei deserti si sono originati in quel momento lì, ovvero 240 milioni di anni fa”. E non è un momento a caso. Viene dopo l’estinzione del Permiano, la più grande sparizione di massa di esseri viventi della storia del pianeta, avvenuta circa 250 milioni di anni fa. Poiché da analisi statistiche basate sul confronto dei reperti nel database i ricercatori sono in grado di dire che la lucertolina ha antenati ancora più antichi, che devono essere vissuti almeno 257 milioni di anni fa, significa che il gruppo degli squamati si è originato prima della grande estinzione, ci è passato indenne attraverso, e poi ha iniziato a diversificarsi. “Questo ci dà anche l’idea che le crisi costituite dalle estinzioni di massa sono fenomeni assai più complessi di quello che si riteneva fino a non molto tempo fa. Non sono solo quelli in cui la vita sparisce, ma in cui si diversifica e prende nuove strade” dice ancora Bernardi.

Un paese per paleontologi.

La lucertolina delle Dolomiti, il cui aspetto è stato ricostruito in 3D e ambientato nello scenario in cui viveva nella notte dei tempi dal paleoartista Davide Bonadonna, aspira al titolo di uno dei più importanti resti fossili mai trovati in Italia, e sempre più rende il nostro paese interessante da un punto di vista inedito: il patrimonio paleontologico.






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