Cronaca

Indagato Monsignor Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo

Le accuse sono di truffa e abuso d'ufficio. Era già stato al centro di un'inchiesta svelata da Panorama per un "buco" nei conti della Curia da lui gestita

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Monsignor Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo – Credits: Ansa

Truffa e abuso d'ufficio: sono le nuove accuse che i pm di Marsala imputano al vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, al suo predecessore, monsignor Calogero La Piana vescovo a Mazara dal 2002 al 2006, all'architetto Francesco Scarpitta e all'ingegnere Bartolomeo Fontana.

Mogavero è una figura ben nota ai lettori di Panorama. Già nel 2014, dopo aver svelato i conti in rosso della Curia di Mazara del Vallo , un "buco" di 6 milioni euro per i quali il monsignore era stato anche al centro di un'inchiesta del Vaticano (sotto la copertina del giornale che affrontava il caso), eravamo entrati in possesso di un documento esclusivo: la registrazione dell’assemblea dei sacerdoti della diocesi con il vescovo, svoltasi nell’aula magna del seminario della città. Il presule presenta il bilancio e ammette le sue responsabilità ma per i preti l’incontro diventa una sorta di resa dei conti nella quale tutti si accusano a vicenda. E vengono alla luce dissapori, intrighi e cordate fino ad allora rimasti sopiti o nascosti.

Mogavero aveva risposto con una sua lettera in cui prometteva di dimostrare la sua innocenza e aveva poi dichiarato di voler aprire un processo canonico nei confronti di alcuni collaboratori della curia.

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La copertina del numero con l'inchiesta di Panorama sulla curia di Mazara del Vallo

Ora su Mogavero torna l'attenzione della magistratura per una presunta truffa relativa alla realizzazione della Chiesa di San Lorenzo nel quartiere di Trasmazzaro-Miragliano costruita tra il 2007 e il 2011 e inaugurata nel 2012 e costata 3 milioni di euro, di cui 1,8 milioni ricevuti dalla CEI.

Ma, e qui sarebbe il reato, Monsignor Mogavero avrebbe richiesto fondi anche alla Regione Sicilia falsificando documenti, carte e stato di avanzamento lavori.

Le ipotesi di reato, inoltre, uniscono alla vicenda della Chiesa di San Lorenzo, anche altri ammanchi nei conti della curia di Mazara tra cui oltre 570 mila euro di fondi dell'8 per mille che avrebbero finanziato altro e non opere di beneficenza e il "buco" milionario nei conti della diocesi.



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