Rita Fenini

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Anna Maria Angelone

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Più di sessanta edifici storici andati in fumo dal 1984 a oggi. E si tratta di un censimento molto parziale che tiene conto solo degli episodi più gravi. Eventi naturali, guasti agli impianti elettrici o all'illuminazione, incidenti, fatali disattenzioni, errori umani, eccessiva vicinanza delle cucine a materiale infiammabile e, ovviamente, il dolo. Insomma, il tragico rogo che ha distrutto parte della cattedrale di Notre-Dame, non è un caso isolato. Anzi, nel vasto «museo a cielo aperto» che è il Vecchio Continente, gli incendi sono molto più numerosi di quanto si possa pensare e, spesso, si verificano proprio durante lavori di ristrutturazione di routine.

Nel 1984 l'incendio alla cattedrale di York: un terzo degli incendi in Regno Unito.

Il precedente più illustre, con il quale oggi molti pompieri notano analogie con Parigi, è quello della cattedrale di York. Erano le prime ore del 9 luglio 1984 quando le fiamme divamparono nel transetto sud della maestosa cattedrale anglicana, la seconda più grande chiesa in stile gotico del Nord Europa dopo Colonia, risalente a metà del XIII secolo. Anche in questo caso, fu distrutto il tetto. Per domare l'incendio, si attinse l'acqua dal vicino fiume Ouse e l'intervento di spegnimento fu fatto dall'alto per evitare di infrangere le preziose vetrate. Danno di 2,25 milioni di sterline, ristrutturazione durata quattro anni. La causa fu attribuita a un fulmine che provocò un cortocircuito nell'impianto elettrico ma non furono esclusi del tutto un guasto, una fuoriuscita di gas o il dolo.

Non si trattava del primo episodio. La chiesa, le cui fondamenta in legno risalgono addirittura al 627 dopo Cristo, prima di sperimentare la furia di Guglielmo il Conquistatore, fu distrutta da un incendio nell'anno 741. Seguirono altre tre devastazioni: nel 1753, pezzi di carbone ardente mandarono in fumo lo stesso transetto sud; nel 1829, un insano di mente diede fuoco all'area del coro; appena undici anni dopo, nel 1840, una candela lasciata incustodita incenerì la volta e il tetto della navata centrale. Eppure, la cattedrale è stata riparata ogni volta e la sua bellezza è arrivata fino a oggi.

Il Regno Unito, tuttavia, registra più incendi di altri paesi, anche per la vasta quantità di tesori antichi. Tre anni fa, l'azienda tedesca Siemens stilò una classifica dei casi dal 2000 in poi: ebbene, la Scozia contava circa dieci incendi all'anno mentre l'Inghilterra aveva perso almeno una dozzina di residenze storiche ogni anno. In confronto, in Germania erano andati in fumo una settantina di edifici in tutto.

Costi alle stelle per i danni e i successivi recuperi.

Sempre nel 2015, il Cotac - organizzazione no-profit inglese che si occupa della conservazione architettonica - aveva tentato una mappatura degli edifici bruciati e dei costi. In assenza di dati ufficiali per l'Europa, la stima dei costi solo nel Regno Unito - in termini di danni derivati dal fuoco e della somma per la prevenzione anti-incendio - era di ben 7, 7 miliardi di sterline (pari allo 0,9 per cento del Pil inglese).

Basti pensare che l'attuale sede della scuola di architettura, arte e design Glasgow School of Art's, nota anche come Mackintosh building dal nome dell'architetto Charles Rennie Mackintosh che lo progettò a fine '800, ha subito due pesanti incendi in meno di cinque anni, nonostante un multimilionario restauro dopo il primo episodio del 2014.

Se l'austerity condanna anche i monumenti.

Del resto, la storia dell'arte non è nuova alle fiamme. La biblioteca di Alessandria d'Egitto, uno degli esemplari più maestosi del genere, fu distrutta insieme a migliaia di rotoli antichi proprio da un incendio nel 48 avanti Cristo, durante la campagna di Giulio Cesare. Certo, erano altri tempi e non esistevano sistemi di allarme e spegnimento automatico come gli attuali. Oggi, invece, la prevenzione e soprattutto la manutenzione dei monumenti potrebbe eliminare quasi del tutto i rischi. Peccato che servano investimenti massicci, sempre più rari.

Dal 2008, anno della crisi, i governi alle prese con recessione e debito pubblico sono stati costretti a tagliare la spesa per rispettare i vincoli di bilancio. E, fra le prime vittime, ci sono proprio le opere d'arte: conservazione e restauro hanno un costo importante senza un grande ritorno di visibilità (un po' come accade per il dissesto idrogeologico). Così, gli interventi di manutenzione sono stati cancellati o fatti con il massimo risparmio. E più di una voce lancia l'allarme.

Intervistato dalla Associated Press all'indomani dell'incendio di Notre-Dame, il commissario europeo per l'Istruzione e la Cultura Tibor Navracsics ha ammonito i leader europei a considerare quanto accaduto a Parigi come un campanello d'allarme che suona per l'Europa intera. Ricordando che l'Ue stessa ha stanziato 4,7 miliardi di euro di fondi europei destinati al restauro del patrimonio artistico per il periodo 2014-2020. E da qualche parte si rilancia la controversa questione del Patto di stabilità: perché le spese di manutenzione e valorizzazione dei beni culturali europei non possono essere stralciate dal computo del fatidico paletto del 3 per cento di Maastricht?

Parigi alla conta dei danni.

Intanto, a Parigi si prosegue con il bilancio dei danni e la raccolta fondi per il restauro. La somma di più di un milione di euro già raggiunta, anche grazie al generoso contributo delle principali famiglie di imprenditori d'Oltralpe, rappresenta tre volte tanto il budget annuale stanziato dalla Francia per il restauro. Eppure, non basterà al recupero della struttura incendiata. Il governo di Emmanuel Macron ha aperto un sito per le donazioni nel quale ognuno può dare il suo contributo alla causa (https://www.gouvernement.fr/rebatirnotredame). Nel frattempo, si discute sul tipo di intervento per restituire la cattedrale al suo splendore (se possibile entro il 2024, data delle Olimpiadi in Francia), fra ripristino dell'ultima versione ottocentesca e innesti di modernità. Pochi giorni fa, il quotidiano britannico The Times ha pubblicato il progetto dell'architetto Norman Foster, che pensa a un tetto e a una guglia in vetro per godere della vista del cielo e della luce naturale dall'interno della chiesa. Al pari dell'italiano Massimiliano Fuksas, che vorrebbe ricostruire la caratteristica «fleche» nel pregiato e famoso cristallo di Baccarat.

ELENCO CRONOLOGICO DEI BENI ANDATI IN FUMO

Anno 1984
Transetto sud della Cattedrale di York, Regno Unito
Broomfield House (XVI secolo) Palmers Green (Londra), Regno Unito
Wakefield Covered Bridge, Low, Québec

Anno 1985
Cattedrale Notre-Dame di Lussemburgo (XVII secolo), Lussemburgo

Anno 1986
Hampton Court Palace (XVI secolo), Richmond sul Tamigi (Londra), Regno Unito

Anno 1989
Uppark House (XVII secolo), South Harting, Regno Unito

Anno 1992
Proveantgarden, Copenhagen, Danimarca
Odd Fellow Palace, Copenhagen, Danimarca
Christianborg Palace Church, Copenhagen, Danimarca
Windsor Castle (XI secolo), Windsor, Regno Unito
Redoutensal Hofburg Palace, Vienna, Austria

Anno 1994
Gran Teatre del Liceu (Opera), Barcellona, Spagna

Anno 1993
Pont de la Chapelle, Lucerna, Svizzera
40 chiese medioevali in legno, Norvegia

Anno 1996
Teatro La Fenice, Venezia, Italia

Anno 1997
Cappella del Guarini con la Sacra Sindone, Torino, Italia
 
Anno 1999
Biblioteca dell'Università di Lione, Francia

Anno 2001
Morgan Academy (1862), Dundee, Regno Unito
Chiesa di Soda Rada (primi del XIV secolo), Gullspång, Svezia

Anno 2002
Centro città di Trondheim, Norvegia e strada di Cowgate (1428), Edimburgo, Regno Unito

Anno 2003
Castello di Luneville (XIII secolo), Loira, Francia
Osservatorio di Mount Stromlo (primi '900), Canberra, Australia
Glienicke Jagschloss (casino di caccia del XVII secolo), Wannsee (Berlino), Germania
Tempio di Pratappur, complesso buddista di Swyambhunath (Kathmandu), Nepal

Anno 2004
Wardington Manor (metà XVI secolo), Wardington, Regno Unito
Anna Amalia Library (metà XVI secolo),Weimar, Germania
Central Manezh Exhibition (primi '800), Piazza Rossa (Mosca), Russia
Monastero di Hilandar (1198), Monte Athos, Grecia

Anno 2005
Tempio buddista di Naksansa (anno 671) Yangyang, Corea del Sud
Schloss Elmau (anno 1914), Kruen, Germania
Palazzo d'estate di Pietro il Grande, San Pietroburgo, Russia

Anno 2006
Palazzo vescovile (XVII secolo), Tenerife (isole Canarie), Spagna
Cattedrale della Trinità (1825), San Pietroburgo, Russia
Hapsburg Reinertonishof (XVII secolo), Schonwald, Germania
Cattedrale di Porvoo (anno 1410), Porvoo, Finlandia
4 edifici nella città vecchia di Flims, Graubunden, Svizzera

Anno 2007
Eastern Market (XIX secolo), Capital Hill (Washington), Stati Uniti
Hudson State Hospital (1867), New York, Stati Uniti

Anno 2008
Military Armoury (1885), Quebec City, Canada
Alma College (1878), St Thomas (Ontario), Canada
Governor’s Mansion (residenza del 1854), Austin, Stati Uniti
Grange Hotel (età vittoriana) Rhyl, Regno Unito
Garrick's Villa (tardo Medioevo), Hampton Court (Londra), Regno Unito

Anno 2009
Bath Street Mill (1851), Derby, Regno Unito
Chiesa di St John (1840) Edimburgo, Stati Uniti

Anno 2010
Stationer's Hall (1673), Londra, Regno Unito
Stephen Court (metà '800), Kolkata, India

Anno 2011
Blair Castle (XIII secolo), Perthshire, Regno Unito

Anno 2013
Hotel de Ville (XV secolo), La Rochelle, Francia
Hotel Lambert (casa di Voltaire del XVII secolo), Parigi, Francia
Cuming Museum (1906), Southwark (Londra), Regno Unito
Monastero Litang (XVI secolo), Tibet

Anno 2014
Bass Maltings o casa del malto (1901), Sleaford, Regno Unito
Coldham Hall (residenza di campagna dei Tudor del XVI secolo), Suffolk, Regno Unito
School of Art (metà '800), Glasgow, Regno Unito

Anno 2015
Monastero di Samagaon (XIV secolo), Nepal
Albert Square, Manchester, Regno Unito
Arts Centre (1891),Battersea ( Londra), Regno Unito
Monastero di Novodevičij (XVI secolo), Mosca, Russia
Clandon Park House (inizi XVIII secolo), Guildford, Regno Unito
Cappella di Aberfan (1876), Merthyr Tydfil, Regno Unito
All Saints Church (metà '800), Fleet, Regno Unito
Basilica di Saint Donatien (1889), Nantes, Francia

Anno 2018
School of Art (metà '800), Glasgow, Regno Unito
Museo Nazionale del Brasile (palazzo di San Cristoforo del 1818), Rio de Janeiro, Brasile


(Testo di Anna Maria Angelone)


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