Cronaca

Il (non) caso Ferragni e la "sua" acqua spiegato bene

È persino arrivata in Parlamento la questione dell'acqua minerale a 8 euro, ma in realtà non c'è molto da scandalizzarsi

La limited edition dell'acqua Evian firmata da Chiara Ferragni

Barbara Massaro

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La messa in commercio dell'acqua minerale Evian limited edition firmata da Chiara Ferragni risale a un anno fa. Allora il marchio di acque di lusso (segmento che occupa il 12% del mercato globale con un giro d'affari da 15 miliardi l'anno) si è messo in contatto con l'influencer numero uno al mondo e, come già fatto più volte in passato con altri grandi nomi della moda e del design, ha prodotto una serie di bottigliette da 75cl dell'acqua delle star dove si riconosce l'occhio azzurro di Chiara Ferragni logo del brand della fashion blogger. Una bottiglia di acqua minerale costa 8 euro che per 6 (la confezione standard) fa 72 euro. 

Da dove nasce il "caso"

Questi i fatti. A distanza quasi di 12 mesi dall'ingresso sul mercato della Evian by Chiara Ferragni qualcuno si è accorto che l'acqua costa 8 euro, ha fatto una foto con lo smartphone, l'ha postata in rete e il "caso" è diventato virale con reazioni indignate via social network e addirittura un'interrogazione parlamentare presentata dal senatore Giampietro Maffoni di Fratelli d'Italia sull'opportunità o meno di una persona influente come la Ferragni di prestarsi a sponsorizzare una bottiglia di acqua da 8 euro in un mondo dove si muore ancora di sete.

In un'aula di Palazzo Madama piuttosto sbigottita il senatore ha concluso chiedendo al Governo politiche per i giovani che insegnino il valore dell'acqua.

In realtà la questione Evian by Chiara Ferragni è tutto tranne che un caso.

 

Business il business

Premesso che in un regime di libero mercato una società privata ha tutto il diritto di mettere in commercio una bottiglia d'acqua a 8 euro (Mr. Ferragni, ovvero Fedez, ha ricordato via social che in commercio ne esistono anche da 330 euro) così come un consumatore ha la totale libertà di non comprarla, la customizzazione della bottiglia d'acqua è una semplice operazione commerciale che ha decine di precedenti e altrettanti emuli avrà.

La pratica delle limited edition nel mercato del lusso funziona benissimo perché il concetto stesso di personalizzazione del prodotto porta come denotazione primaria l'esclusività del prodotto stesso che è uno dei motivi che spinge l'acquirente del mercato del lusso a comprare proprio quell'oggetto. Funziona così con le macchine, con gli arredamenti, con i vestiti e anche col cibo e il beveraggio.

Il marchio francese Evian appartiene ai cosiddetti prodotti di lusso e come tale agisce e pensa la propria strategia di marketing.

Una bottiglia "normale" di minerale, infatti costa 6 euro. Il target del consumatore di Evian  non è la famiglia da 4 persone che beve 2 casse da sei bottoglie da 1,5 litri in tre giorni, ma, ad esempio, il ricco uomo d'affari, la star di Hollywood, il cantante e lo sportivo che investe sì nell'acqua, ma anche nell'immagine di se stesso che viene riflessa dal tenere in mano quella stessa preziosa bottiglietta.

Non solo Evian

Evian, in passato, ha già promosso linee di bottiglie limited edition coinvolgendo nomi del calibro di Kenzo, Alexander Wang, Paul Smith, Elie Saab, Christian Lacroix (il primo ad inaugurare la linea limited edition nel 2008) e Jean Paul Gaultier. 

Tutte queste bottiglie hanno nutrito, tra l'altro, il mercato del collezionismo, sono state vendute a 8 euro ciascuna (tranne quella firmata Gaultier che costava 14 euro),  nessuno ha gridato allo scandalo e oggi il loro valore di mercato è ancora più alto.

Non solo: da Coca-Cola a Dom Pérignon, da Di Saronno a Moet le case di beverage sono solite produrre limited edition delle proprie confezioni di bottiglie e negli anni hanno prestato nome e logo a queste operazioni stilisti quali Versace, Armani o Trussardi, ma anche Ferrè, Moschino o Roberto Cavalli.

Tanto rumore per nulla?

Inoltre va sottolineato che Evian punta certo il suo prodotto al mercato italiano come target di riferimento. La fetta di guadagni più consistente, infatti, arriva dall'estremo oriente dove l'aumento della ricchezza e la mancanza d'acqua potabile favoriscono il business delle acque di lusso, Evian in primis.

Tanto rumore per nulla, dunque. In realtà sì. Si tratta di un "non caso" diventato virale a colpi di condivisioni via social network che hanno generato commenti, meme, traffico e pubblicità proprio per quell'operazione commerciale tanto stigmatizzata. 

Basti pensare che dopo un anno di commercializzazione dell'acqua che porta il volto della blogger cremonese più famosa del mondo, la Evian by Chiara Ferragni è andata esaurita in Italia proprio in questi ultimi due giorni.

Del resto, come accade sempre quando si tratta di marketing e pubblicità, bene o male, ma basta che se ne parli.

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