Quei dipendenti pubblici che fanno il doppio lavoro

Nel 2012 sono stati calcolati danni all'Erario per 6,5 miliari di euro.

I giochi milionari dei dipendenti pubblici infedeli

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Nadia Francalacci

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In dodici mesi 1.274 dipendenti pubblici hanno guadagnato con il doppio lavoro, illegale e rigorosamente “in nero” una vera fortuna, anzi, un tesoretto da mini manovra finanziaria: 6 milioni di euro.

Assicuratori, idraulici, consulenti, elettricisti e persino badanti che prestavano i loro servizi a pagamento sia durante l’orario di lavoro, dopo aver timbrato il cartellino, che a chiusura giornaliera degli uffici. Mansioni e lavoretti che hanno creato un danno allo Stato italiano di oltre 15 milioni di euro, a tanto infatti ammonta il valore delle sanzioni che la Guardia di Finanza gli ha contestato.

Ma se da un lato ci sono i dipendenti pubblici “iperattivi” al di fuori dall’ufficio di competenza, dall’altro lato ci sono quelli fin “troppo operosi” che a suon di truffe  hanno svuotato le casse dell’ente per il quale lavoravano oppure attinto in modo illegale ai fondi dell'Unione europea.

A Scafati, in provincia di Salerno, la Guardia di Finanza ha denunciato 153 persone tra cui 11 funzionari pubblici per abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e truffa ai danni dell’ente pubblico. Che cosa avevano combinato? Avevano studiato una maxi frode per ottenere indebitamente contributi assistenziali, erogati a tutela delle fasce più deboli e con una bassa consistenza reddituale e patrimoniale.

Tra dipendenti infedeli, parassiti sociali e sprechi, nel 2012, i danni e le frodi alla spesa pubblica scoperte dalla Finanza hanno superato i 6,5 miliardi di euro.

Ad esempio 4.600 persone, solamente con le frodi al Bilancio nazionale e all’Unione europea sono state in grado di percepire indebitamente fondi pubblici per oltre 1,1 miliardi di euro. I 1.047 falsi invalidi assieme ai 3.297 falsi braccianti agricoli e ai 595 cadaveri” che percepivano comunque la pensione dopo il loro decesso, sono riusciti a spolpare le casse dello Stato di ben 103 milioni di euro.

Anche il “buco” al Servizio sanitario nazionale portato a segno da 1.781 truffatori, nei dodici mesi dell’anno scorso, ha dell’incredibile: 72 milioni di euro.

Ma il danno più importante stato quello all’Erario: 5 miliardi di euro, scoperti dai finanzieri in “soli” 1.431 controlli effettuati in tutta Italia dai singoli Comandi territoriali oppure su delega della Corte dei Conti.

“La strategia elaborata a livello centrale si articola su più fronti -  ha specificato il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo - da un lato, continueremo ad aggredire fenomeni come le frodi ai sistemi previdenziali ed assistenziali, dall’altro, è nostra intenzione mantenere alta l’attenzione sulle frodi di maggiore spessore e sui settori che l’esperienza operativa individua come più remunerativi ovvero gli incentivi per le energie rinnovabili, la spesa sanitaria convenzionata e le misure finanziate con i fondi dell’Unione europea”.

Intanto, nel 2013, ci saranno 3.556 falsi poveri in meno che fino a pochi mesi fa hanno beneficiato indebitamente di prestazioni sociali agevolate come l’accesso ad asili nido ed altri servizi per l’infanzia, la riduzione del costo delle mense scolastiche, buoni libro per studenti, borse di studio, i servizi socio-sanitari domiciliari e le agevolazioni per servizi di pubblica utilità: luce, gas o trasporti.

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