Cronaca

Green Hill: "Gli animalisti mi stanno massacrando"

Offeso e minacciato di morte. Lo sfogo di un veterinario accusato dagli animalisti di difendere Green Hill.

Green Hill:"Gli ambientalisti mi stanno massacrando"

– Credits: Lapresse

Offese, minacce di morte, telefonate anonime di giorno e di notte. La vita di Marco Melosi, veterinario di Livorno e presidente nazionale dell’Associazione medici veterinari italiani, è diventata un inferno. Da sabato 3 agosto non ha pace sui social network, sui siti degli animalisti, sul cellulare e sul telefono di casa: gli insulti si susseguono e non di ferma la feroce campagna denigratoria nei suoi confronti.

“Gli animalisti mi stanno massacrando umanamente e professionalmente  ma stanno distruggendo anche la mia famiglia”.

Il girone dantesco nel quale è precipitato involontariamente  si chiama Green Hill. Ma Marco Melosi della vicenda “beagle” non ne sa assolutamente niente. Si sarebbe trovato avvolto nelle spire degli animalisti per un errore della stessa Green Hill e dei suoi legali. Insomma, il veterinario di Livorno che del sequestro della struttura e dei presunti maltrattamenti sui cani è completamente all’oscuro, in poche ore si è ritrovato da essere vittima due volte: degli animalisti e di una leggerezza che sarebbe stata commessa da Green Hill.

Dottor Melosi, che cosa è accaduto il 3 agosto?

Mi chiama un mio amico chiedendomi che cosa mi era successo. In quel momento mi trovavo in ambulatorio per un’urgenza e non riuscivo a capire a che cosa si stesse riferendo. Mi parlava di un mare di offese sul mio profilo di facebook e di un comunicato dai toni violenti e offensivi pubblicato sull’Ansa e sul sito ufficiale della Lav. Appena ho finito con il cane che stavo curando, mi sono collegato ad internet e mi è crollato il mondo addosso. Mi stavano infamando perché era stato nominato perito di parte dai legali di Green Hill. Assieme al mio nome, nel comunicato della Lav, erano riportate anche le generalità di altri due veterinari. Secondo quanto scritto dalla Lav, noi tre saremmo stati scelti da Green Hill per redigere una perizia in difesa della struttura  che sarebbe stata utilizzata dai legali in sede dibattimentale.

Ma lei non  fa parte degli veterinari che redigeranno questa perizia?

Assolutamente no.

E come è uscito il suo nome? Le associazioni ambientaliste non se lo sono certamente inventato…

Il 25 luglio scorso a seguito del sequestro della struttura, sono stato contattato dalla direzione di Green Hill in quanto presidente della’associazione italiana dei veterinari. In quella lunga telefonata mi fu chiesta la disponibilità a far parte di una commissione di veterinari  e di diventare il loro perito di parte. Ma io non ho accettato. Ho detto “no” da subito alla loro proposta anche perché io sono specializzato in ortopedia e non avevo le competenze adeguate per il loro caso.

E allora perché gli animalisti si sono scatenati e l’hanno massacrata via virtualmente su internet e via email, che fisicamente con telefonate dai toni infamanti sia durante il giorno che nelle ore notturne…

I legali di Green Hill hanno comunicato il mio nome, assieme agli altri due, al Tribunale. Ed è proprio dagli atti del tribunale che gli ambientalisti ne sono venuti a conoscenza. E si è scatenato l’inferno.

Alcuni l’hanno appellata “macellaio assassino”, “buffone parassita”, “sei come Hitler” altri hanno chiesto anche la sua morte “a morte! a morte!” ..

Ho provato subito dopo aver letto il comunicato sul sito della Lav, a spiegare che si trattava di un errore e che io non ero il perito di parte di Green Hill ma non c’è stato niente da fare. La rabbia degli animalisti per non dire il loro odio è diventato ancora più forte. Anzi, oserei dire, feroce. Gli insulti e le email sono raddoppiate e diventate ancor più pesanti tanto che miei due figli, ormai più che maggiorenni, si sono messi a piangere. E’ stato terribile vederli così. Ho pianto anche io abbracciato a mia moglie. Un odio e un attacco così violento alla mia persona e alla mia professionalità non  mi era mai capitato in 32 anni di carriera.

Lei, assieme all’Anmvi, ha nominato 4 avvocati che dovranno chiarire la sua posizione e soprattutto difenderla dalle false accuse…

Sono stato e continuo ad essere vittima due volte di questa assurda situazione: capro espiatorio degli animalisti e “paravento” di Green Hill. Purtroppo, prima io e poi i miei legali, abbiamo chiesto a Green Hill di smentire pubblicamente che io non c’entro assolutamente niente in questa vicenda. Ma la cosa terribile è che ad oggi la società non ha ancora fatto un comunicato ufficiale.

Ma in questi giorni oltre a subire le offese  ha dovuto rassicurare tutti i suoi clienti, i padroni dei suoi pazienti…

Le associazioni ambientaliste ma anche molti privati hanno preso la prima pagina del mio sito, quello del mio ambulatorio e lo hanno linkato sul web scrivendo sotto di non recarsi mai più nel mio studio e appellandomi in modo vergognoso. Dunque offese personali ma anche una campagna professionale contro a dir poco violenta che mi ha provato anche psicologicamente.    
                   

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