Cronaca

Fabrizio Corona, niente sconto di pena

La Cassazione ha annullato la riduzione concessa dal Gip: il fotografo dovrà restare in carcere ancora per 11 anni

Corona: ex 're paparazzi', sto male datemi un'opportunità

Redazione

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Nessuno sconto di pena per Fabrizio Corona che ora, dopo che il suo cumulo di condanne definitive era sceso a 9 anni, si ritrova a dover affrontare, dopo due anni già passati in carcere e altri mesi di carcerazione preventiva già scontati, quasi 11 anni di reclusione.

Lo ha deciso la Cassazione che ha accolto il ricorso della Procura di Milano, annullando la riduzione che era stata concessa all'ex "re dei paparazzi" dal gip. Ora la palla tornerà a un gip del Tribunale milanese che sulla base del provvedimento della Cassazione dovrà ricalcolare esattamente il cumulo delle pene che, stando a quanto riferito dal legale di Corona, l'avvocato Ivano Chiesa, dovrebbe attestarsi attorno ai "13 anni". "Siamo in una situazione molto grave - ha spiegato il difensore - non ho altre parole per descrivere i 13 anni di galera per Fabrizio".

 


E sulla vicenda interviene anche l'ex compagna di Corona, Belen Rodriguez: "Trovo che parlare di questo argomento a lui faccia davvero male. Se fossero stati tutti zitti, qualche sconto di pena forse l'avrebbe avuto". Quasi un anno fa, il gip di Milano aveva portato il cumulo di condanne definitive a carico del fotografo dei vip, per una lunga serie di vicende giudiziarie che l'hanno visto coinvolto negli anni passati, da 13 anni e 2 mesi a 9 anni. Tenuto conto dei due anni circa già trascorsi a Opera e della carcerazione preventiva all'epoca dell'inchiesta cosiddetta "Vallettopoli", come aveva spiegato il suo legale nei giorni scorsi, all'ex agente fotografico rimanevano da scontare circa 6 anni e 8 mesi. Ora con la decisione della Cassazione, che ha accolto il ricorso del procuratore aggiunto Nunzia Gatto, il cumulo pene ricalcolato potrebbe arrivare a 13 anni e Corona dovrebbe restare in carcere ancora per quasi 11 anni.

"Si annulla l'ordinanza impugnata - ha scritto la Cassazione nel dispositivo - limitatamente al riconoscimento della continuazione tra i reati di estorsione e i restanti reati oggetto delle sentenze dell'8 marzo 2010 del gip del tribunale di Milano e del 7 giugno 2012 della Corte d'Appello di Milano, e si rinvia per nuovo esame al gip del tribunale di Milano. Si rigetta il ricorso di Corona Fabrizio che si condanna al pagamento delle spese processuali".

Nelle motivazioni, che saranno depositate nelle prossime settimane, la Corte spiegherà i motivi del provvedimento. Stando a quanto chiarito dall'avvocato Chiesa, in sostanza, la Cassazione ha riconosciuto la continuazione tra le pene per le due condanne riportate, a seguito delle inchieste di Milano e Torino sui cosiddetti "fotoricatti". Continuazione, invece, che non si può applicare tra le due condanne per estorsione e altre due sentenze: quella per aver corrotto una guardia carceraria, quando era detenuto nel 2007, per far entrare una macchina fotografica a San Vittore e realizzare un servizio fotografico; la condanna a 3 anni e 10 mesi per bancarotta fraudolenta documentale.

"Fabrizio continuerà comunque a combattere, ma non va lasciato solo", ha spiegato l'avvocato Chiesa che, assieme al legale Antonella Calcaterra, tra l'altro, ha chiesto alla Sorveglianza di Milano di farlo uscire da Opera e mandarlo in una comuntà, perché sta soffrendo di stati depressivi, psicosi, ansia e attacchi di panico. I giudici, intanto, hanno disposto una perizia psichiatrica (l'incarico saraà conferito l'11 febbraio). Pende anche la richiesta di grazia parziale presentata a dicembre a Giorgio Napolitano e di cui dovrà occuparsi il prossimo presidente della Repubblica. (ANSA). 

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