Cronaca

Expo: dieci arresti per gli scontri a Milano

Dopo sei mesi la polizia ha arrestato all'alba 4 squatter milanesi e 4 greci responsabili delle violenze del 1° maggio. Due a piede libero

 

Il 1° maggio 2015, in occasione della manifestazione No Expo indetta nel giorno dell'inaugurazione dell'Esposizione universale, una frangia violenta di black bloc mise a ferro e fuoco il centro di Milano, spaccando fioriere e vetrine,  dando fuoco ad auto e cassonetti, lanciando oggetti e molotov contro le forze dell'ordine. Il simbolo dei casseur - gran parte dei quali stranieri - divenne un giovane di Lacchiarella, Mattia Sangermano, largamente inconsapevole, incapace di articolare una ben che minimina argomentazione, costretto, dopo i rimproveri del padre operaio, a un pietoso dietrofront davanti alle telecamere. 

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Questa mattina, all'alba, dopo sei mesi di indagini e una dettagliata analisi di 600 GB di materiale video,  sono scattati gli arresti di dieci presunti black bloc: 5 squatter milanesi appartenenti all'area anarchica, già noti agli agenti della Digos milanese, di cui uno latitante, e cinque anarchici greci, di cui uno latitante.

Scrive il gip Donatella Banci Buonamici: "Si sono compattati in modo da formare un unico blocco nero  e hanno agito in concorso con almeno 300 soggetti". I 4 anarchici greci hanno dai 18 ai 24 anni, tutti di Atene (oltre a Kouros, Odysseas Chatzineofyton, Konstantinos Gkoumas e Nikolas Ktenas), "venuti in Italia proprio per questo".  Il "blocco nero", precisa ancora il gip, "è un'aggregazione articolata e omogenea, destinata a operare in occasione di altre pubbliche manifestazioni".

 

Le indagini sono state condotte dalla Digos della questura di Milano, con il coordinamento del Servizio investigazioni generali della direzione centrale polizia di prevenzione.

Sulla base dell'analisi dei materiali fotografici e dei video realizzati dalla polizia scientifica, dai fotoreporter e dalle varie TV pubbliche e private presenti il giorno della manifestazione della Mayday parade, la polizia è riuscita ad attribuire ad ognuno degli indagati le specifiche azioni penalmente rilevanti. Sono tutti accusati di devastazione e saccheggio,  reati per i quali sono previste pene dagli 8 ai 15 anni. I dieci, scrive il gip, erano "travisati con maschere antigas, passamontagna, caschi da motociclista, sciarpe" e "armati di bastoni, sassi, bottiglie di vetro, bottiglie con liquido infiammabile tipo molotov, razzi, bombe carta". 

Ancora, le accuse parlano di "più di un centinaio di fatti di devastazione e gravissimi atti di danneggiamento". Tra questi l'incendio di auto (44), negozi (18), banche (10). Tra gli obiettivi sensibili - programmati, ma non raggiunti, ci sarebbe stato anche il Palazzo delle Stelline.


 
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