Omicidio Solomon, il ragazzo è annegato. I genitori ricevuti dal Papa

L'autopsia sul diciannovenne americano trovato morto nel Tevere esclude che fosse morto prima di essere gettato in acqua

BEAU-SALOMON

Beau Solomon lo studente Usa di 19 anni spartito nella notte tra giovedì e venerdì a Roma. – Credits: Ansa/FACEBOOK - LINKEDIN

Redazione

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6 luglio

È morto per annegamento Beau Solomon, lo studente americano spinto nel Tevere da Massimo Galioto la notte tra il 30 e il primo luglio scorso. È quanto emerge dall'autopsia disposta dalla Procura di Roma. L'esame avrebbe, infatti, confermato la presenza di acqua nei polmoni del giovane, il che escluderebbe che fosse già morto nel momento in cui è stato spinto nel fiume.

"Sono stato messo in mezzo da altri quella notte ma io non c'entro nulla. Su quella banchina non ero solo". Così Massimo Galioto, il 41enne senzatetto arrestato per la morte dello studente americano, avrebbe raccontato quanto accaduto la notte tra il 30 e il primo luglio al suo difensore, l'avvocato Michele Vincelli. Galioto, a cui la procura contesta il reato di omicidio aggravato, si dichiara estraneo ai fatti e ha spiegato che quando è scoppiata la lite con Solomon non si trovava solo. L'uomo sostiene, inoltre, che le persone presenti non erano le stesse che avevano accompagnato il giovane americano sulla banchina e che gli inquirenti sospettano essere i rapinatori della carta di credito dello studente.

Questa mattina, prima dell'udienza nell'Aula Paolo VI con i pellegrini provenienti da Lione, intorno alle 9, Papa Francesco ha incontrato i genitori di Beau Solomon, "manifestando loro i sentimenti della più viva partecipazione e compassione, e la sua vicinanza nella preghiera al Signore per il giovane così tragicamente scomparso"


 

5 luglio

Dopo averlo spinto nel fiume, Massimo Galioto, il senzatetto fermato nella notte, non è fuggito ma è tornato a dormire nella tenda sulla banchina del Tevere assieme alla compagna.

Ha un nome e un volto il presunto assassino di Beau Solomon, lo studente americano diciannovenne scomparso cinque giorni fa e trovato morto nelle acque del Tevere, a Roma.

Si tratterebbe di Massimo Galioto, un romano di 41 anni che viveva con la compagna in una tenda sulla banchina del fiume, fermato dalla polizia perché gravemente indiziato di omicidio aggravato da futili motivi.

Secondo le prime ricostruzioni, all'origine dell'omicidio ci sarebbe un litigio o una rapina sulla all'altezza di ponte Garibaldi, dopodiché il giovane sarebbe stato spinto in acqua. Galioto non sarebbe poi fuggito, bensì tornato a dormire.

Sulla vicenda indagano gli agenti della Squadra mobile e del Commissariato. Il fermo del pm sarà sottoposto alla convalida del gip.

Il corpo del giovane è stato identificato dai genitori, che sono partiti per raggiungere Roma dopo avere saputo della scomparsa del figlio.

Secondo quanto si è appreso, il portafoglio del giovane è stato rubato e risultano acquisti per 1.500 dollari effettuati con la sua carta di credito a Milano, e non si esclude che possa essere anche stato preso da o ceduto a terze persone.

Il corpo del ragazzo presentava una profonda ferita alla testa, che potrebbe essere compatibile anche con una caduta. Inoltre la camicia bianca era sporca di sangue.

"Abbiamo visto un uomo che ha gettato una persona nel Tevere". Così due testimoni avrebbero visto la terribile scena in cui una persona nella notte tra il 30 giugno e il 1 luglio ha gettato nel Tevere quello che molto probabilmente era Beau Solomon. I testimoni, due italiani, hanno subito dato l'allarme la notte stessa.

Chi era Beau Salomon

Un ragazzo sportivo, bene inserito nella sua piccola comunità di Spring Green, un paese di 1.600 abitanti del Wisconsin, socievole.

Così Jack Solomon parla con i media statunitensi del fratello Beau, il diciannovenne trovato morto nel Tevere. "È amato da tutti, è lui il collante che tiene unita la nostra famiglia", ha detto a Channel3000. Beau è un ragazzo "dolce", ma anche "forte".

Quando era un bambino ha dovuto combattere contro una rara forma di cancro, affrontando una serie innumerevole di trattamenti di chemioterapia e interventi chirurgici. "E ha superato tutto questo", ha detto Jake.

Una storia che aveva fatto il giro degli States, proprio per il coraggio con cui Beau aveva affrontato la malattia.

Di quel periodo, undici anni fa, restano le foto dei giornali americani in cui quel bambino che aveva sconfitto il cancro posa insieme al suo idolo di allora, Brett Lorenzo Favre, quarterback dei Green Bay Packers.

Il suo profilo Facebook testimonia la socievolezza di Beau e la sua passione sportiva. Capelli lunghi, il volto rotondo e sorridente, in alcune immagini in tenuta da football americano, in posa o in azione (ma tra gli sport praticati anche il basket e il golf), spesso abbracciato ad amici ed amiche. Sempre con il sorriso sul volto.

Il giovane americano viene anche descritto come uno studente modello. Aveva appena terminato il suo primo anno all'Università del Wisconsin, a Madison, dimostrando una certa affinità per la politica. "Sperava di diventare un politico, un giorno". Anche la comunità universitaria è costernata per quanto accaduto.

In un comunicato diffuso dopo la scomparsa, l'ateneo americano esprimeva tutta la sua "preoccupazione" per le sorti dello studente e ai frequentatori dell'Università la direzione chiedeva di tenere Beau e la sua famiglia "nei loro pensieri e nelle loro preghiere". "Profondamente addolorata" è la John Cabot University di Roma, dove lo studente avrebbe dovuto frequentare un corso di cinque settimane: "Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia Solomon e a tutti coloro che erano vicino a Beau".

Sull'episodio, Jake Solomon conferma che il fratello stava trascorrendo la notte tra giovedì e venerdì in un bar con degli amici, poche ore dopo essere arrivato a Roma, e che quando il gruppo ha deciso di andarsene lui non c'era più. Quando Beau non si e' visto in classe, l'indomani, i compagni hanno dato l'allarme. (Ansa)


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