Cronaca

Bullismo a Napoli, i numeri della crescita

Oltre 3 mila adolescenti campani subiscono vessazioni nelle scuole, + 16% negli ultimi due anni. L'allarme del Garante dell'infanzia

bullismo ragazzi

Nadia Francalacci

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Schiaffi, insulti, vessazioni. Per oltre 3 mila adolescenti campani la scuola è diventata un incubo, un luogo dove non esistono compagni di classe ma solo dei coetanei “carnefici” capaci di infliggere loro “torture” e umiliazioni tali da indurli, in alcuni casi, a pensare al suicidio come unica soluzione.

L’allarme arriva dal Garante dell’Infanzia della Regione Campania, Cesare Romano che dopo aver effettuato una ricerca in tutti gli istituti scolastici di ordine e grado presenti sul territorio regionale, ha tracciato un quadro sconvolgente.

I numeri della crescita

“Il bullismo in Campania è aumentano del 16% in meno di due anni - dichiara Romano - Solo da settembre 2016 a giugno 2017, dunque, nell’arco di un anno scolastico abbiamo individuato 616 casi conclamati gravissimi di bullismo che vedono vittime ragazzi di tutte le età”.

Il garante dell’infanzia campano ha riscontrato, tra i casi più gravi, anche violenze ad opera di bambini delle prime classi delle scuole elementari. Dunque, studenti di 7 o 8 anni capaci di picchiare, insultare ed umiliare i compagni di classe.

“Ai vertici della black list delle scuole campane - prosegue il garante- ci sono due istituti superiori, uno nella provincia di Caserta e l’altro in quella di Napoli, dove sono stati individuati con certezza 90 e 70 casi di bullismo gravissimo dall’inizio alla fine dell’anno scolastico”. 

Il ruolo delle famiglie

L’ultimo studio sul bullismo nelle scuole era stato effettuato dall’Università Federico II di Napoli nel 2015 e già all’epoca, la situazione tra gli adolescenti campani era preoccupante. “Occorre agire, investire e sostenere le famiglie - continua Romano - non possiamo pensare che la scuola possa risolvere questa piaga da sola perché non può essere sufficiente il solo intervento, se pur qualificato, degli insegnanti”.

"Purtroppo la Campania rispecchia, con dati ancor più preoccupanti del passato, un fenomeno in crescita in tutta Italia - puntualizza Francesco Emilio Borrelli, il consigliere regionale di Campania Libera - Psi - Tra le vittime ci sono incredibilmente anche bambini di 5 anni. Il 10% degli adolescenti vittime, ha tentato di togliersi la vita mentre il 30% ha commesso atti di autolesionismo”.

Secondo i dati 2016 del Telefono Azzurro, infatti, l’età che coinvolge i ragazzi vittime di bullismo si è abbassata considerevolmente, tanto che il 22% dei casi segnalati vedono come vittime bambini che non hanno ancora raggiunto l’età scolare, quindi, con un’età inferiore ai 6 anni.

“Per cercare di arginare il fenomeno del bullismo non solo fisico ma soprattutto quello virtuale che coinvolge ragazzi in età pre-adolescenziale, è essenziale il controllo e l’intervento familiare - conclude Borrelli - In questi casi i genitori devono essere presenti e attenti a svolgere adeguatamente il loro ruolo di educatori per fermare il bullismo ma soprattutto per evitare che questi atteggiamenti violenti si trasformino in devianze criminali in età adulta”. 

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