Yara, "L'assassino potrebbe essere un parente"

Sarah Gino, genetista forense consulente della difesa del muratore spiega dove nascono i dubbi sul dna e suggerisce una possibilità scioccante, ma che la scienza non può escludere

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Sarah Gino, genetista forense, consulente della difesa di Massimo Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio

Carmelo Abbate

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La difesa di Massimo Bossetti ha presentato una seconda istanza di scarcerazione, in questi minuti respinta dal Gip di Bergamo.
Alla base della richiesta scritta in 13 pagine dall’avvocato Claudio Salvagni, i dubbi sul Dna e le altre prove scientifiche: dai peli alle analisi sui vestiti e furgone del muratore bergamasco in carcere per l’omicidio di Yara Gambirasio. Sarah Gino è medico legale esperto in Genetica forense, dal giugno dello scorso anno consulente della difesa di Bossetti. Alle spalle una carriera fitta di incarichi importanti, nel recente passato è stata perito del giudice nel processo a Salvatore Parolisi e consulente della difesa di Amanda Knox. Questa è la prima intervista che rilascia da quando ha assunto l’incarico da Bossetti.

Su quali basi scientifiche poggia la nuova istanza di scarcerazione?

Su tanti punti che non tornano. Per esempio ci sono sette formazioni pilifere sul corpo di Yara che appartengono a soggetti diversi da Massimo Bossetti.

Chi sono?

Non sono stati identificati. Sappiamo soltanto che due di questi hanno lo stesso dna mitocondriale.

Tradotto cosa vuol dire?

Che potrebbero appartenere allo stesso soggetto o soggetti imparentati per via materna.

 

Si possono identificare?

Sì, perché sono stati confrontati con il lavoro del dottor Emiliano Giardina svolto a Tor Vergata. Due di queste sequenze si ritrovano nei 532 campioni analizzati, quindi in teoria si potrebbe arrivare a un nome e cognome.

È stato fatto?

Bella domanda, non so risponderle.

Perché?

Perché non abbiamo a disposizione i documenti necessari. Non ce li hanno ancora forniti.

Il professore Carlo Previderè su incarico della procura di Bergamo ha analizzato una prima traccia, la numero 31G20, dove non ci sarebbe il dna nucleare di Yara, non ci sarebbe il mitocondriale di Bossetti, ma ci sarebbe il mitocondriale di un altro soggetto. È così?

Noi sappiamo soltanto che c’è il mitocondriale di Yara.

Solo il suo?

C’è un mitocondriale che sarebbe misto, con una componente maggioritaria che appartiene alla vittima e una minoritaria che secondo la prima interpretazione fatta dal colonnello Lago dei Ris era leggibile, invece secondo Previderè sarebbe non interpretabile. In ogni caso non c’è il mitocondriale di Bossetti.

Ma c’è il mitocondriale di un altro?

Sicuramente c’è quello di Yara, che è maggioritario.

E quella minoritaria, se non è di Bossetti di chi è?

Di un altro, evidentemente.

Chi?

E chi lo sa?

Secondo lei esiste davvero un Ignoto 2 o si è trattato di un errore?

Non lo so, dovrei vedere il grafico con i miei occhi per poter rispondere alla sua domanda.

Perché non lo fa?

Non posso.

Come non può?

Non dispongo della documentazione necessaria.

Quali sono i documenti in suo possesso?

La relazione dei Ris sulle tracce, la relazione sempre dei Ris sugli indumenti e i veicoli, la relazione di Previderè sulle formazioni pilifere.

Cosa le manca?

La relazione sul mitocondriale fatta dal colnnello Lago dei Ris, la relazione del professor Giardina e quella sull’attività fatta dal San Raffaele di Milano. Riguardo a quest’ultima, si figuri che non sappiamo neppure che tipo di attività è stata fatta.

Le avete chieste?

Certo.

Risposta?

Più o meno di questo tenore: questo è quello che avete in mano, e questo è quello che potete avere.

È normale?

Il diritto lo permette, il pubblico ministero può decidere pure di secretare gli atti e presentarli al momento della chiusura delle indagini.

Una inchiesta lunghissima, si parla di una sessantina di faldoni. Voi quanti ne avete a disposizione?

Due o tre.

Niente.

Sarà difficile riuscire a studiare e leggere tutto in breve tempo, saremo costretti a lavorare pancia a terra

Certo, la persona di buon senso se lo chiede: se tu accusa hai fatto tutto per bene, hai la coscienza a posto, perché non metti tutto il materiale a disposizione della difesa?

Qualche dubbio onestamente viene, e forse prima di tenere un uomo in carcere sarebbe meglio discutere e confrontarsi.

Qual è la difficoltà più grande per lei in queste condizioni?

Fai fatica a esporti, perché se dici qualcosa hai paura di essere sconfessata nel momento in cui verranno tirate fuori tutte le carte. Ecco perché preferisci essere cauta e non ti spingi fino a parlare di errori espliciti. Non riesci a lottare ad armi pari.

Il diritto alla difesa di Bossetti è garantito?

È un diritto che viene espletato con grandi difficoltà, questo è indubbio.

Lei non si spinge a parlare di errori espliciti, ma una nuova istanza di scarcerazione si presenta soltanto sulla base di un dubbio?

Sulla base della constatazione che nella relazione di Previderè viene fuori soltanto il mitocondriale di Yara, fatta eccezione per una traccia dove dice che forse c’è una componente minoritaria diversa, che però non è interpretabile. Come mai il dna mitocondriale di Bossetti non lo trova mai?

Ma lo stesso Previderè alla fine conclude dicendo che il nucleare appartiene a Bossetti.

Sì, ma intanto anche lui si chiede: come mai vedo sempre e soltanto il mitocondriale di Yara?

Qual è la risposta scientifica a queste domanda?

Ci sono alcune risposte aperte, tranne una.

Quale?

Potrebbe essere che la vittima e l’aggressore abbiano lo stesso dna mitocondriale.

La vittima e l’aggressore hanno lo stesso dna mitocondriale?

Sì.

Tradotto, questo porterebbe a una ipotesi agghiacciante: l’aggressore non sarebbe Bossetti ma un parente di Yara.

Il percorso scientifico di Previderè porta anche a questa ipotesi, che non può essere esclusa a priori.

L’assassino potrebbe essere un parente?

Perché da questa traccia mista trovo sempre lo stesso mitocondriale? Le ipotesi sono diverse. La prima è che la vittima e l’aggressore possano essere imparentati. Oppure ci sono degli studi su fluidi biologici, diversi rispetto a quelli che noi abbiamo a disposizione, dove il dna mitocondriale di un fluido, quando è commisto con un altro, non si vede.

Domanda da profani, però non ci dovrebbe essere anche il dna nucleare dell’eventuale parente?

Certo, ma il dubbio è grosso. Perché in tutte le tracce analizzate io non vedo mai il mitocondriale di Bossetti? Una volta, almeno una volta.

Il Dna mitocondiale indica la linea materna è corretto?

Sì.

Quindi escluso il papà, si passa dalla mamma a tutti i suoi parenti.

Esatto. Eventuali zii o cugini di Yara, se la mamma ha delle sorelle.

Ma si aprirebbe una ulteriore anomalia: di questa persona c’è il mitocondriale ma non c’è il nucleare.

Oppure dovrebbe anche avere un nucleare identico a quello di Bossetti.

Questo è scientificamente possibile?

In teoria se fai il calcolo del genotipo trovato per Bossetti è impossibile, ma è un calcolo statistico.

Per contro però, c’è il nucleare di Bossetti.

È un gatto che si morde la coda. Ma c’è qualcosa che va spiegato.

E se non si trova la spiegazione quale sarebbe la sua conclusione da scienziata?

In questo momento le dico che ho dei forti dubbi, e che non ci si può fermare davanti al solo nucleare.

Per rispondere a questa domanda ha bisogno di vedere le altre carte?

Sì.

Domanda finale, di chi è questo dna?

Non lo so, vedremo.

Ai fini della valenza probatoria, comunque, la traccia di Bossetti sul corpo di Yara testimonia una presenza, un coinvolgimento.

Certo, quella traccia di dna è compatibile con Bossetti. Se non avessero fatto il mitocondriale non avrei avuto queste perplessità, ma in questo modo c’è qualcosa che non torna. Se poi dimostreranno che è così, lo vedremo, ma bisogna trovare una spiegazione scientifica chiara.

Un aspetto che non gioca a favore di Bossetti è che l’accusa non sapeva che il profilo di Ignoto 1 appartenesse a lui, quindi è impossibile che abbiano lavorato con un pregiudizio a monte.

Se ci fossimo fermati alla relazione del Ris non avremmo avuto nulla da ridire. La scienza ci può aiutare, ma ci sono volte che ci può complicare la vita. E se non sappiamo rispondere a un quesito scientifico, dobbiamo ammetterlo ed essere onesti.

Cosa chiederebbe alla procura adesso?

Di mettermi a disposizione tutto, per giocare ad armi pari, perché in fondo siamo entrambi parti del procedimento. Perché l’accusa deve essere favorita rispetto alla difesa? 

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