Cronaca

Allarme Legionella: 5 cose da sapere

Dopo le morti legate al batterio nel milanese, facciamo chiarezza con l'aiuto di un esperto

Legionella

Marta Buonadonna

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E' arrivato a tre il conto delle vittime della legionella a Bresso, un Comune alle porte di Milano, si tratta di un uomo di 94 e anni e due donne di 94 e 84. Sono già partiti gli accertamenti per capire quali siano le fonti di contagio dopo la segnalazione di un totale di 17 casi nel Milanese. In questa stessa zona si erano verificati casi di infezione dovuti al batterio nel 2014. Con l'aiuto di Massimo Galli, Direttore dipartimento di infettivologia dell'Ospedale Sacco di Milano e presidente della Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, Panorama.it ha ricostruito quel che c'è da sapere su questo batterio e sull'infezione.

Che cos’è

Legionella pneumophila, è un batterio gram negativo con caratteristiche abbastanza peculiari. È una delle tante legionelle note, ne esistono almeno 50 specie, ma in assoluto è quella che dà maggiori fastidi. La conosciamo da quando, nell’estate del 1976, in un albergo di Philadelphia che ospitava una convention di 4000 veterani dell’American Legion scoppiò un’epidemia di polmonite con circa 200 casi e una trentina di morti. Il nome deriva da quell’evento.

Chi è più a rischio?

In quell’occasione le persone colpite erano prevalentemente maschi (per ovvie ragioni, trattandosi di ex-militari), anziani con caratteristiche che poi si sono confermate essere fattori di rischio che caratterizzano chi si ammala di legionellosi. Parliamo in genere di persone che sono o sono state forti fumatori, anziani, con broncopneumopatie croniche di una certa portata, spesso immunodepressi. Questo profilo contraddistingue più spesso uomini che donne, ma nei casi registrati intorno a Milano negli ultimi giorni alcune delle persone colpite erano donne ultranovantenni, in questo caso l’età rappresenta una fragilità che va al di là del discorso di genere.

Come si presenta l’infezione?

La vera legionellosi riguarda verosimilmente una minoranza dei casi in cui c’è infezione da Legionella, e si presenta come una polmonite grave che può comportare altre patologie d’organo che possono in ultima analisi condurre alla morte del paziente. L’elemento polmone rimane quello chiave. Esiste anche una forma più blanda, la cosiddetta Febbre di Pontiac, che dopo 24-48 ore dall’esposizione si presenta con un quadro febbrile benigno e si risolve in 5 giorni. Se uno non indaga le cause specifiche può non scoprire mai che si trattava di Legionella.

Quali sono le fonti di infezione?

L’acqua. Il pericolo non consiste però nel bere acqua contaminata, perché l’acidità gastrica uccide il batterio prima che questo arrivi a causare danni. Il veicolo con cui si trasmette è l’acqua inalata. Acqua termale, delle sorgenti, dei fiumi, dei laghi, quella usata per l’irrigazione e anche l’acqua del rubinetto, inalata magari facendo la doccia. Tra gli indiziati vi sono tutte le situazioni che comportano stagnazione, impianti vecchi, con incrostazioni, condizionatori di cui non è stata fatta una corretta manutenzione. Ci si ammala inalando l’acqua vaporizzata che esce da impianti contaminati.
I casi sono più frequenti d’estate per vari motivi: il maggior uso di condizionatori, per esempio. Inoltre la temperatura ideale alla quale la Legionella si replica è compresa tra 25 e 42 gradi, sopra i 60 gradi la legionella è inattivata. In estate le acque libere tendono a diventare più calde. Le piscine termali, per esempio, devono fare particolare attenzione.

Come difendersi?

Curando la sicurezza degli impianti che producono acqua. Occorre evitare incrostazioni, dove possibile meglio evitare anche tubazioni troppo lunghe, per limitare le anse e le zone di possibile ristagno. Facendo una manutenzione periodica dei condizionatori, ripulendone i filtri. Se si utilizza un apparecchio per l’aerosol, usare solo l’acqua distillata, mai quella di rubinetto. In ogni caso il contagio avviene per inalazione dalla fonte, mentre il contagio uomo-uomo non è mai stato dimostrato. Per le persone più giovani, che non hanno problemi di immunodepressione o problemi polmonari, comunque, l’esito più probabile, anche in caso di inalazione del batterio, è che non gli succeda proprio niente.

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