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Rabiot verso l'addio alla Juve? Il giallo del mancato rientro

Il francese pensa alla Premier League e intanto non torna a Torino. Tra le ragioni anche una specie di sciopero contro il taglio dello stipendio causa Coronavirus

L'avventura di Adrien Rabiot alla Juventus potrebbe concludersi dopo nemmeno un anno e nel modo meno glorioso possibile. Non è sfuggito che il francese, prelevato a parametro zero nell'estate 2019, è l'unico straniero della rosa bianconera insieme ad Higuain a non aver fatto ritorno in Italia per avviare le sedute individuali e volontarie di allenamento. Ma mentre l'argentino ha questioni personali che lo trattengono a casa, per Rabiot il discorso è diverso e indiscrezioni di stampa collegano il suo rifiuto al rientro a una specie di sciopero contro il taglio di stipendio causa Coronavirus.

A scriverlo è La Stampa svelando il retroscena che sta gelando i rapporti tra società, giocatore ed entourage (cioè l'ingombrante mamma del francese). Che l'accordo per la riduzione degli ingaggi nel momento di maggiore crisi non fosse stato digerito da tutti era cosa nota e lo stesso Dybala ha raccontato di un confronto all'interno dello spogliatoio virtuale della chat di Whatsapp. Ma tutti si sono allineati, cosa che non avrebbe fatto Rabiot rimasto a casa sua fino a quando non sarà raggiunto da convocazione ufficiale e ultimativa da parte del club.

Un irrigidimento che porta come conseguenza la messa sul mercato di un centrocampista che fin qui non ha rispettato in pieno le attese di Sarri. Prima riserva, poi sempre più spesso titolare nelle ultime settimane prima del lockdown, Rabiot non ha complessivamente dimostrato di poter essere quel crack che Paratici pensava di aver strappato alla concorrenza del Barcellona dopo la rottura tra il calciatore e il Psg con rifiuto di firma sul rinnovo di contratto. Piace in Premier League, potrebbe essere un'interessante plusvalenza e togliere dal monte ingaggi uno stipendio da oltre 7 milioni netti.

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