Lavazza e Juventus, non chiamatela sponsorizzazione. Piuttosto affinità elettive
(uff. Stampa Lavazza)
Lavazza e Juventus, non chiamatela sponsorizzazione. Piuttosto affinità elettive
Calcio

Lavazza e Juventus, non chiamatela sponsorizzazione. Piuttosto affinità elettive

Presentata la partnership tra i due brand alla ricerca di nuovi mercati. Ma dietro tutto fattori di vicinanza storica e sociologica

Definire semplicemente sponsorizzazione o partnership quella che da oggi unisce Juventus e Lavazza sarebbe riduttivo. Non fosse altro che per i motivi che uniscono queste due società, che sono pezzo di storia imprenditoriale e sportiva del nostro paese. Chiamiamola allora unione tra due brand che segna l'ingresso di Lavazza nel mondo del calcio anche italiano dopo che per anni le attenzioni sportive erano state rivolte a sport diversi come il Tennis (con grandi successi in giro per il mondo nei 4 tornei del Grande Slam e non solo) e la Formula 1.

"Con la Juventus - spiega Sergio Cravero, Chief Marketing Officer di Lavazza - ci uniscono molte cose. Per prima cosa una storia decennale, anzi centenaria dato che le date di fondazione sono molto vicine (1895 e 1897); poi ci unisce il fatto che si tratta di società diciamo a gestione "familiare", da una parte gli Agnelli, dall'altra i Lavazza. In ultimo l'amore per la nostra città, Torino, con progetti simili per la riqualificazione di quartieri di periferia. Da questo punto di vista abbiamo creato il nostro headoffice, musei, ristoranti, centri culturali, luoghi di aggregazione e di crescita sociale. Una comunanza che non poteva che sfociare in questa partnership".

Ma cosa vi ha spinto ad entrare nel mondo del calcio in Italia dopo le esperienze all'estero? Finora Lavazza aveva scelto sport diciamo più "particolari", come il Tennis... Ora anche da noi uno sport di massa.

"Lavazza sta cercando nuovi spazi, nuovi mercati. Con il tennis nei tornei del Grande Slam abbiamo fornito caffè i milioni e milioni di appassionati in tutto il mondo. Ma era giunta l'ora di fare un salto in avanti pure nel nostro paese. Il mercato del calcio in Italia e non solo è enorme per numeri e forza. La Juventus è la squadra con il maggior numero di tifosi, come Lavazza ad esempio è il brand di caffè che riempie quasi il 50% delle moke che vengono messe sui fornelli italiani. Soprattutto ci permetterà di arrivare nel mercato asiatico dove i bianconeri hanno 170 milioni di tifosi. Una fetta di potenziali clienti cui vogliamo far conoscere la nostra storia ed i nostri prodotti".

È per questo che a breve partirà a Shanghai il primo flagship store di Lavazza. Ma c'è altro dietro questa partnership. Tra le cose infatti che maggiormente rendono orgogliosa Lavazza. Oltre alla squadra maschile infatti Lavazza ha scelto di appoggiare anche la squadra di calcio femminile.

"Questo ci fa davvero piacere- spiega Cravero - le donne, il calcio femminile meritano lo stesso rispetto di quello maschile e speriamo che in fretta si arrivi anche al professionismo femminile perché di professioniste si tratta. E non solo. Abbiamo ad esempio conosciuto Sara Gama, capitana della squadra bianconera, scoprendo una persona di cuore e passione. Valori che vanno oltre lo sport fino alla nostra azienda".

Impossibile non fare un salto nel passato, andando oltre lo sport, per scoprire come Lavazza ha affrontato e vissuto il periodo di lockdown ed il Covid.

"Al di là dei risultati - conclude Cravero - la vera novità è che gli italiani hanno scoperto l'e-commerce dove abbiamo sempre investito parecchie energie e risorse. E anche ora, terminato il lockdown, i risultati del commercio digitale sono molto superiori a quanto accadeva prima. Ma la cosa più importante per noi è l'essere riusciti a mantenere attiva l'azienda, la produzione, nel pieno rispetto delle norme sanitarie".

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