Brexit: che cosa cambia (concretamente) per gli italiani
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Brexit: che cosa cambia (concretamente) per gli italiani
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Brexit: che cosa cambia (concretamente) per gli italiani

Telefonia, aerei, permessi studio, espatrio, lavoro: gli effetti pratici dell'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea

Superato il primo momento di incredulità è giunto il momento di capire quali saranno le conseguenze pratiche dell'uscita dalla Gran Bretagna per quei cittadini italiani che già lavorano in Inghilterra, per gli studenti che intendono fare un'esperienza di studio all'estero, per coloro che intendono recarsi qualche giorno a Londra per turismo. L'impatto di questi cambiamenti - va detto - lo vedremo almeno nel 2018, quando il Regno Unito dismetterà Trattato di Lisbona, e rimane una grande incertezza anche su quali accordi bilaterali potrebbe instaurare Londra con gli altri Paesi Ue una volta terminato il percorso che sancirà l’uscita definitiva. Rimane il fatto che qualche previsione è già possibile oggi.

Gli effetti sul turismo italiano

Per andare in vacanza in Gran Bretagna saranno necessari il passaporto e il visto salvo accordi speciali che potrebbero rendere più semplice l’ingresso degli europei nel Paese. Fino al 2018 si continuerà ad accedere con la carta d’identità. È anche prevedibile che, con la svalutazione della sterlina, viaggiare nel Regno unito sarà più conveniente ancora per qualche anno.

Studio: rischia il progetto Erasmus

Sarà necessario gli accordi di scambio e di cooperazione tra gli atenei della Ue e quelli inglesi. A rischiare è  il progetto Erasmus, che permette agli studenti universitari (lo scorso anno sono stati circa 200mila) di continuare gli studi in uno dei Paesi membri. È vero che l’Agenzia Erasmus+ Indire hà già spiegato che già oggi partecipano al programma anche università di Paesi extraeuropei. Quello che è certo è che - in assenza di una relamentazione coordinata a livello europeo - i giovani che decideranno di andare a studiare nel Regno Unito, potrebbero vedere raddoppiare le già carissime rette, salvo decisioni differenti dei singoli atenei inglesi. 

Che cosa cambia per chi lavora in UK

Sono più di mezzo milione gli italiani che lavorano in Gran Bretagna dove, attualmente, si può chiedere la cittadinanza dopo essere stati residenti per cinque anni e avere versato le tasse. Con l’uscita dalla Ue, salvo accordi particolari, bisognerà chiedere il permesso di soggiorno.

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Sanità e obbligo di assicurazione

I cittadini Ue, in caso di malattia in uno degli Stati che fanno parte dell’Unione, hanno il diritto a ricevere le stesse cure dei residenti, grazie alla tessera sanitaria europea. Con la Brexit, in quanto extracomunitari, gli italiani dovranno prevedere di stipulare un’assicurazione sanitaria prima di partire.

Telefonini e rincari

Con il mese di giugno 2017 finisce l’era del roaming. Questo vuol dire che telefonare e navigare quando ci si trova in un Paese che fa parte del mercato unico costerà di meno. Più precisamente, si continuerà a pagare la stessa tariffa dell’Italia. Ma, una volta definita l’uscita dalla Ue, usare il telefonino in Gran Bretagna costerà di più.

Volare costerà di più

AncUna volta  che il Regno unito sarà fuori dall'Europa, le tariffe potrebbero subire pesanti rincari soprattutto per quanto riguarda le compagnie low cost che dovranno compensare le perdite a causa di una prevista riduzione dei profitti dovuta alla svalutazione della sterlina.

Le case costeranno di meno

L’acquisto di una casa in Gran Bretagna da parte di stranieri non prevede particolari vincoli o limitazioni. E oggi, con il cambio favorevole, è possibile investire a costi più convenienti.

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