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C'è un'Italia che funziona

Nel nord est molte località devastate dal maltempo sono tornate alla normalità in due settimane. E senza aiuti di Stato

Asiago Piazza foto maltempo

Redazione

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L'immagine della webcam puntata sulla Piazza centrale di Asiago oggi è quella di una città ordinata, pulita, baciata dal sole. Eppure qui, due settimane fa c'era fango, distruzione, una città, anzi, un'intera zona, colpita e ferita dal maltempo.

Il tempo, due settimane, è relativo. O forse non nemmeno interessa. Da quelle parti contano la realtà e l'atteggiamento. C'e la strada ostruita dal fango e dagli alberi? La si pulisce. E non da domani: da adesso. E bene se il Governatore della mia regione o il Sindaco della mia città chiedono l'aiuto dello Stato. Giusto. Intanto però, mentre si aspettano risposte e risorse dalla politica, non si sta fermi... noi ripuliamo, sistemiamo, perché dobbiamo andare avanti.

Non è la prima volta che dal Paese reale, dalla gente, arrivino lezioni di questo tipo. Lezioni alla politica (ma qui è troppo facile). Lezioni all'Europa e a chi ancora dipinge gli italiani come il paese dei fronzoli dove si mangia, si beve e si ride dalla mattina alla sera, sotto il sole.

C'è un Italia che funziona, con un suo concetto di ordine, di paese, di rispetto e serietà. Si trova un po' dappertutto, non ha sesso, appartenenza politica, livello culturale e la sua "burocrazia" è semplicemente il senso del dovere. Andrebbe valorizzata magari cominciando a mostrarla con orgoglio un po' più spesso a tutto il mondo.

Alla politica sono serviti tre mesi per approvare il Dl Genova. Fosse stato per la gente di Asiago già oggi si sarebbe potuto circolare di nuovo in auto sul Ponte Morandi.

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