L'elogio della bella vita
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L'elogio della bella vita

Molti di voi penseranno che a me piacciono cose impossibili ai più, invece rimarrete stupiti nello scoprire la meravigliosa quotidianità che mi attanaglia - La rubrica di "Arfio" Marchini -

L’elogio alla bella vita

 
Mi piace svegliarmi dopo mezzogiorno e più in generale amo svegliarmi a scansioni orarie dispare, tipo alle 12.15, 12.25. L’orario tondo mi infastidisce.

Mi piace il profumo che arriva dal forno sotto casa, mi piace osservare la gente che lavora.

Mi piace fare telefonate parlando a bassa voce facendo finta di essere impegnato in attività dirimenti per il pianeta.

Mi piace entrare in libreria e chiedere un libro che non è più in catalogo.

Mi piace osservare i genitori fuori dalle scuole pubbliche che abbracciano i figli, mi diverte sentire le discussioni tra genitori e figli sul motorino (io alla loro età chiedevo già il panfilo a nonno).
 

Adoro vedere Giangiacomo, il mio maggiordomo che lustra le posate in argento prima di un pranzo, mi piace presentarmi a mani vuote ad una cena, facendo credere che sono stato molto impegnato e che poi il regalo è volgare.

Mi piace andare dal sarto e farmi fare un vestito su misura, sentire le sue dita delicate che mi sfiorano con il metro. Mi piace scegliere una stoffa di alta qualità per il mio nuovo abito.

Mi piacciono le scarpe, perché credo come Nanni Moretti che “ogni piede ha una scarpa e ogni scarpa è una visione del mondo”. Mi piace moltissimo fare degli scherzi al telefono ai miei amici del Circolo del Polo.
 

Mi piace il polo, il rumore degli zoccoli del cavallo sulla ghiaia, mi piace festeggiare con i compagni una vittoria contro un team rivale, mi piace brindare con uno champagne di ottima annata.
 

Mi piace parlare di politica e criticare il medico di base, il proprietario del gatto.
 

Mi piace camminare a piedi, lasciare il cavallo nella stalla e percorrere i viali della città. Solo lì in quel silenzio rotto alle volte dallo scorrere di una fontana, da una risata di una bella donna, sento la voce di Roma, una voce lieve e sincera, che merita solo amore.
 

Mi piace imbucarmi nelle vecchie trattorie che spesso hanno più stile dei rinomati ristoranti, mi piace dopo aver consumato un pasto andare dal cuoco e fargli i complimenti.
 

Mi piace osservare la gente che torna felice dopo aver visto una partita di calcio della propria squadra del cuore, mi piace vedere le persone vestite per bene, che insieme alla città creano una meravigliosa unione tra etica ed estetica.

Mi piace l’odore del bucato (anche se non ho mai capito perché si chiami così, visto che nessun capo di vestiario presenta delle alterazioni o dei fori), mi piace la musica classica e vedere la gente ballare.

Mi piace conversare con voi, mi piace la bellezza (anche se è un po’ ridondante) e mi piacerebbe che con l’avvicinarsi del Natale fossimo tutti più buoni da non appendere pupazzi natalizi ai nostri balconi.
 

Mi piace ti uso. Roma ti amo. 
 

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