Ci sono molti modi per essere acustici e non essere inesorabilmente pallosi. Gli ormai leggendari Wilco da Chicago tornano a sorpresa con un disco intriso di folk ballad, con un titolo apparentemente indecifrabile, ma che in realtà è un riferimento all'album del songwriter americano Harry Nilsson intitolato Nilsson Schmilsson.

La band di Jeff Tweedy brilla nella minimale e quasi decadente Shrug and Destroy che solo ed esclusivamente nel titolo richiama l'epica Search and Destroy di Iggy Pop con gli Stooges. Più che di trovate sperimentali, questo disco vive di mille raffinatezza declinate in versione acustica. Un approccio semplice all'ascolto, ma intricato dal punto di vista dell'esecuzione. Ciose che si possono permettere solo i muscisti che sanno suonare sul serio. A proposito di suoni, splendido l'organo che accompagna la conclusiva Just Say Goodbye.

Per questo è consigliato un buon paio di cuffie per godere dei mille dettagli sonori nascosti tra le pieghe di questi brani. Tra le perle, Locator, leggeremente beatlesiana, If I Ever was a child, Happiness e l'intrigante Normal American Kids.

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