Vasco le canta a Maurizio Solieri

Il rocker di Zocca attacca lo storico chitarrista: "ti sei fermato agli anni '80"

Maurizio Solieri e Vasco Rossi durante il tour del 2009 "Il mondo che vorrei" (Olicom)

Barbara Massaro

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"Caro Solieri, parliamoci chiaro." Inizia così l'ultima uscita di Vasco Rossi, naturalmente via facebook. Il cantautore modenese in una lunga nota attacca, anzi letteralmente "manda a farsi fottore" il suo storico chitarrista Maurizio Solieri. A togliere il tappo all'ira funesta del Blasco parrebbe essere stata un'intervista poco lusinghiera rilasciata da Solieri alla stampa nella quale, oltre a non citare mai il suo (unico) pigmalione, avrebbe detto che Vasco sta male e che tra i due il rapporto è unicamente professionale ormai da tempo.

Niente di più vero a quanto pare. Maurizio Solieri, classe 1963, è accanto a Vasco dal 1977 quando, dalle frequenze di Punto Radio, il signor Rossi muoveva i primi passi nel mondo della musica.

"Caro Solieri - ricorda Vasco su Facebook- ci conosciamo dal '77 quando, vestito con una giacca  scozzese da impiegato bancario, e gli occhiali da vista neri, ti  incontrai per la prima volta insieme a Sergio Silvestri (...) Quando mi chiese di  venire a lavorare a Punto Radio per tradurre i testi delle canzoni non  ebbi dubbi e lo assunsi subito. Tu eri amico di Sergio, mi  ricordo il primo incontro sui binari del treno…e assunsi anche te perché  conoscevi molto la musica americana e inglese ed eri una specie di  esperto che a punto radio poteva dare molto. Poi ti sentii suonare la chitarra una sera al bar e rimasi stupefatto."

Da qui l'inizio di un sodalizio artistico lungo una vita. A quanto pare, però, quando le luci della ribalta si spegnevano agli abbracci fraterni veniva sostituito un gelido rapporto di lavoro.

"Ti dirò di più - continua la nota- da dieci anni, da quando è morto Massimo (Riva. Amico e chitarrista di Vasco scomparso prematuramente, ndr. ), io e Guido (Elmi, ndr) ogni volta che dobbiamo organizzare un tour e scegliere i musicisti ci dicevamo: ma Solieri. Lo lasciamo a casa? A noi serve un chitarrista ritmico non un altro solista rimasto negli anni ottanta. Poi alla fine per affetto per la storia per i fans decidevamo ogni anno di prenderti."

I fans, proprio loro, hanno sempre accolto Solieri come una sorta di mito vivente e, durante i saluti di fine concerto, l'applauso più forte è quello per lui. Leggere le dure parole di Vasco oggi fa riflettere e getta una nuova luce sul rapporto tra i due. "Da quando abbiamo cominciato nel 78  non sei cambiato di una virgola.  Non sei cresciuto…non ti sei evoluto … non ti sei mai perfezionato e sei  rimasto nel tuo mondo di assoli molto spettacolari ma poco precisi (...) Poi sei sempre stato un fuoriclasse ma non sei diventato un  professionista. Tu suoni solo come vuoi o puoi tu. Infatti non hai mai  suonato con nessuno altro. Solo con me. E a un certo punto dopo aver  scherzato giocato fatto cazzate di tutti i tipi o diventi un  professionista o vai a casa. E io sono diventato un professionista. E ho  imparato studiato cercando di migliorare"

A questo punto arriva l'affondo: "Dici che ultimamente sembra sia incazzato con il mondo?..forse non sto bene? Ma vai a farti fottere anche te insieme a tutti gli altri..Io incazzato lo sono stato sempre! Col mondo, con me e anche con te!..E non sono mai stato bene. Io sto male! Mi meraviglio che non tu l’abbia mai capito. Ma tu ascoltavi solo la tua chitarra e anche oggi in ogni intervista dimentichi che hai potuto esprimere il tuo talento solo grazie a me. Altrimenti dimmi con che gruppo avresti suonato."

E l'amara conclusione: "Questa è la verità caro Solieri. Io ti voglio molto bene. Però te l’ho detto. Se quando fai un’intervista sulla musica di Vasco Rossi sul suo mondo che poi è il tuo, riesci a non nominarmi mai, non cominci col dire che ringrazi il giorno che mi hai incontrato io che sono molto stanco della tua arroganza e della tua io ti restituisco tutto con questo mio documento che firmo e che pubblico".

Triste epilogo di un sodalizio, a quanto pare, solo di facciata. La dannazione delle rock band non ha salvato neanche il montanaro dagli occhi azzurri che a 60 anni suonati affida a facebook la fine di quegli assoli che, precisi o meno, ai fans del Blasco piacevano tanto.

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