Musica

Il successo di Sfera Ebbasta e il patrimonio degli haters

Il nuovo disco del rapper milanese ha fatto scatenare sia fan che detrattori: un fattore determinante per i suoi record

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Matteo Politanò

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Da inizio anno non si parla d'altro: il nuovo disco di Sfera Ebbasta, Rockstar, è uno degli argomenti più chiacchierati della musica italiana in questo inizio di 2018. Un album da record, già disco di platino: Sfera diventa così il primo artista italiano ad aver conquistato un posto nella top 100 mondiale di Spotify, capace di piazzare 11 canzoni del nuovo album su 11 nella classifica dei brani più ascoltati in Italia.

Sfera riesce a moltiplicare le canzoni in milioni di views e streaming ma una delle sue caratteristiche principali è un'altra, agitare chi non lo apprezza. Tra le motivazioni del successo di Gionata Boschetti c'è infatti quella di aver scatenato anche i suoi detrattori, specialisti o semplici appassionati del settore che si sono sentiti in dovere di smontare l'idolo del momento. Alla base di tutto c'è la tanto odiata trap, la variante del rap che piace ai giovani ma lascia perplessi tutti gli altri.

Lo stesso paese che per anni ha cantato senza battere ciglio La canzone del capitano di Francesco Facchinetti e Vorrei avere il becco di Povia sente così l'inspiegabile bisogno di prendere le distanze dal prodotto discografico che fa impazzire i ragazzini. "Parla solo di stupefacenti", "è un pessimo esempio", "non ha contenuti", "fa canzoni tutte uguali", è solo una selezione delle critiche più diffuse. A loro si aggiunge anche chi ha visto nel titolo Rockstar un'offesa al genere rock e a tutte le "vere rockstar". Sfera Ebbasta sorride con la sua Gold Grill sui denti, prende ogni critica, se ne nutre e la rivolge proprio contro i suoi detrattori. La sua musica, più che tutta uguale è seriale, attuazione di un progetto studiato a tavolino negli anni e perfezionato insieme a Charlie Charles, il suo produttore.

Il suo suono, i suoi messaggi, il suo stile e le sue mosse sono stati pensati per sfruttare l'ondata del nuovo suono proveniente da America e Francia. Non a caso in Rockstar è presente Quavo, star mondiale della trap a stelle strisce. Ecco perché nella costruzione del progetto Sfera Ebbasta gli haters hanno avuto un ruolo fondamentale, veri co-protagonisti del successo. Tra i milioni di occhi sul personaggio da una parte ci sono infatti gli ascoltatori e i curiosi che hanno scoperto l'artista, dall'altra invece quelli che "non capiscono come sia possibile" e che per questo motivo continuano a commentare i suoi video e post nella schizofrenica speranza che lui possa chiudere la carriera a causa dell'ipersensibilità.

Non ti piace? Non ascoltarlo, non commentarlo, non boicottarlo. Altrimenti è come andare a ristorante e ordinare un piatto che non ti piace solo per insultare lo chef. Diventerà il piatto più venduto e per tanti sarà il più buono. Rockstar, oltre a mettere su un nuovo piano internazionale la trap italiana, ha sicuramente il merito di aver portato la luce su una nuova chiave di lettura del concetto di "fanbase": per vendere non basta più solo studiare un modo per farsi amare, serve anche un piano per continuare a nutrire chi ti odia con il sorriso (dorato) sulle labbra.

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