Gabriele Antonucci

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Ricky Martin sarà stasera il primo ospite internazionale della 67esima edizione del Festival di Sanremo, condotta dalla coppia  Carlo Conti e Maria De Filippi, dove proporrà un medely dei suoi brani più popolari.

Martin è ormai un veterano della manifestazione, a cui ha partecipato già quattro volte: nel 1986, giovanissimo, con la boy band dei Menudo(indimenticabile, nell'accezione peggiore del temine, la canzone Baci al cioccolato), poi da solista nel 1998, nel 1999 e nel 2001, all’apice della carriera.

Chi frequentava in quel periodo i locali notturni non poteva evitare di imbattersi in scene stile Il Ciclone che provocavano immancabilmente le sue canzoni, con, in verità, più emuli di Pieraccioni che tentavano improbabili giochi di bacino che sensuali sosia di Natalia Estrada sulle piste da ballo.

Dopo gli exploit di fine  anni Novanta, però, la popstar portoricana non è più riuscita a ripetere i successi delle hit Maria, La copa de la vida e Livin' la vida loca, ritagliandosi una seconda carriera come giudice di talent show di The Voice Australia e La Voz México, attore di Broadway (dove nel 2012 ha interpretato il ruolo di Che Guevara in Evita) e perfino di scrittore.

Nel 2010 il cantante ha pubblicato un libro autobiografico, intitolato Me nella versione in inglese e Yo in quella spagnola, nel quale ha affrontato, manco a dirlo, la sua omosessualità, suscitando incontenibili Ola di entusiasmo nella stampa LGBT, per la quale un coming out vale quasi più di un Grammy Award.

Il libro è dedicato ai figli Matteo e Valentino Martin (“La mia luce, il mio centro, la mia forza, i miei piccoli maestri, loro che, con un semplice sguardo, sanno come dirmi: ‘Non ti preoccupare, papà. È tutto a posto’), avuti da una madre surrogata.

La presenza di Ricky Martin al Festival ha fatto scattare, come un riflesso pavloviano, le Sentinelle in Piedi, associazione a difesa della famiglia tradizionale che  sabato 11 febbraio manifesterà  alle 15 sul lungomare di Sanremo  contro la presenze di Ricky Martin e di Tiziano Ferro, artisti dichiaratamente gay e favorevoli all'utero in affitto “pagati con i soldi nostri”.

Facile prevedere che voleranno contumelie via social tra i sostenitori della famiglia allargata, dell'immancabile bandiera arcobaleno e dell’ "amore non ha sesso" contro le rigide vestali della morale cattolica, uno scontro al calor bianco che darà pepe alle lunghe e sfibranti giornate sanremesi. LEGGI ANCHE Sanremo 2017: le canzoni dei Big che ascolteremo stasera

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