Gabriele Antonucci

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A luglio del 2016 lo stadio San Siro di Milano è stato teatro di un derby, a distanza di pochi giorni, tra le regine dell'r&b Rihanna, che oggi compie 30 anni, e Beyoncé, che a settembre ne compirà 37.

Un confronto, va detto, davvero impietoso, dove Queen Bey ha dimostrato per oltre due ore di avere non solo un'ugola prodigiosa, tanto che non è esagerato indicarla come possibile erede delle inarrivabili Aretha Franklin ed Etta James, ma anche una straordinaria capacità di tenere il palco, di eseguire coreografie complesse, di alternare sapientemente emozioni e di raccontare la contemporaneità in modo credibile e accessibile al tempo stesso nell'ultimo album-capolavoro Lemonade.

Pochi giorni prima Rihanna aveva cantato, in buona parte in playback, per poco più di un'ora, e il suo spettacolo, a detta di molti suoi fan, è stato tutt'altro che indimenticabile, anche( va detto) per colpa della pioggia battente, con i brani che difficilmente superavano i due minuti.

Le luci e le ombre della sua carriera

Uno dei maggiori limiti artistici di Rihanna, al di là del live poco coinvolgenti (impreziositi comunque dalla chitarra magica di Nuno Bettencourt degli Extreme), sono gli album, poco coesi e troppo condizionati dalle mode musicali del momento, mentre l'artista delle Barbados se la cava molto meglio con i singoli, che inevitabilmente salgono nei piani alti delle classifiche internazionali.

Fa una parziale eccezione il suo ultimo disco Anti, l'ottavo della sua discografia, al quale Rihanna ha lavorato per tre anni.

Un album cupo, sorprendente e poco radiofonico, che spazia dal soul alla psichedelia, dalla dancehall al funk, anche se non è ancora un lavoro pienamente compiuto e in grado di durare negli anni a venire.

L'artista, nata a Saint Michael il 20 febbraio 1988, ha alternato nel corso della sua fortunata carriera canzoni di valore come l'intensa ballata acustica FourFiveSeconds in coppia con due fuoriclasse come Paul McCartney e Kanye West a imbrarazzanti cadute di stile come Bitch better have my money.

Un brano di rara bruttezza e inconsitenza che, grazie a un video controverso, ha comunque raccolto milioni di visualizzazioni su Youtube, ormai il parametro pincipe per giudicare il successo di una canzone.

Ci piacerebbe che in futuro Rihanna sfruttasse meglio, come in alcune canzoni di Anti, la sua voce e il suo talento, senza fare costantemente leva sulla sua (innegabile) avvenenza e su video di dubbio gusto il cui unico scopo è creare dibattiti, articoli sui giornali e, in definitiva, riflettori puntati su di lei per motivi extramusicali.

Un brand trasversale tra musica e moda

Va detto che RiRia,più che una cantante, è ormai un brand trasversale di musica, intrattenimento e moda.

Basti pensare che ha venduto 54 milioni di album e 210 milioni di brani digitali in tutto il mondo, diventando l’artista con il maggiore numero di vendite digitali di sempre.

Ha pubblicato 8 album in 8 anni, ha raggiunto la vetta delle classifiche con 13 singoli e ha vinto 8 Grammy Awards.

Rihanna è l’artista con il maggior numero di visualizzazioni su Vevo/YouTube, con oltre 7 miliardi di views e 23 video certificati su Vevo. E’ anche una delle star più popolari su Facebook, con oltre 81 milioni di amici.

Per quanto riguarda la moda, la cantante ha lanciato 6 profumi, due collezioni di accessori con Armani, quattro collezioni con River Island, è stata portavoce di MAC & Viva Glam, testimonial della campagna di Secret Garden di Dior e direttore creativo di Puma.

Le sue attività filantropiche

Nel 2017 la prestigiosa Università americana di Harvard le ha consegnato il premio Peter J. Gomes per l'attività che la cantante svolge tramite la sua Clara Lionel Foundation.

Una fondazione attiva nel sociale che, tra le altre cose, si è occupata dell'educazione globale tramite borse di studio concesse a studenti che arrivano negli Usa dai Paesi caraibici e della realizzazione a Saint Michael, città natale di Rihanna alle Barbados, di un centro oncologico all'avanguardia per la diagnosi e il trattamento del tumore al seno.

Nel suo discorso di ringraziamento, Rihanna ha dichiarato: "Siamo tutti esseri umani, tutti abbiamo diritto a una chance, alla possibilità di una vita, di una formazione, di un futuro. Mentre guardo fuori da questa bellissima stanza vedo ottimismo, speranza, vedo il futuro. Tutto quello che dovete fare è aiutare qualcuno, senza aspettarvi nulla in cambio. Ciò che quella bambina che guardava la televisione non sapeva è che per fare questo non serve essere ricchi".

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