Giovanni Ferrari

-

Possiamo riconoscerlo o meno, ma l'Italia deve tanto ai Pooh. La band formata da Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D'Orazio e Riccardo Fogli ha fatto compagnia alla vita della maggior parte degli italiani. Con i loro famosissimi brani - entrati di prepotenza nel repertorio musicale del nostro Paese - hanno raccontato la bellezza e la necessità dell'amore, e lo hanno fatto con una cifra stilistica tutta loro. Riconoscibile. Album dopo album.

Ora, dopo i tanti annunci, siamo giunti al capolinea. I Pooh - in occasione del loro cinquantennale - abbandonano le scene. Il punto finale della loro carriera come gruppo sarà un concerto il 30 dicembre all'Unipol Arena a Bologna, evento che sarà trasmesso in diretta via satellite - grazie a Nexo Digital - in 200 cinema del nostro Paese. Nel 1966 è stata proprio Bologna la città che li ha visti nascere: ora, a distanza di 50 anni, li vedrà salutare il loro pubblico. 


Prima del concerto del 30 dicembre, i Pooh avranno modo di dare il loro ultimo abbraccio al loro pubblico anche in altre città: Acireale (10 dicembre), Caserta (14 dicembre), Torino (17 dicembre), Roma (20 dicembre), Milano (22 dicembre), Treviso (27 dicembre). Tutte le informazioni su Ticketone qui. Infine, il 1 dicembre uscirà "Pooh50Verona", un libro fotografico pubblicato da Contrasto, che fa rivivere le emozioni dei tre recenti concerti della band all'Arena. 

Il momento, quindi, è molto particolare. E l'emozione dei Pooh nel raccontare questi ultimi momenti insieme, "da band", è tangibile. Roby Facchinetti racconta: "Ogni concerto è stata una botta per i nostri cuori. La sensazione non è bella: 50 anni non si possono cancellare in un attimo". Gli fa eco anche Dodi, che racconta l'importanza di andare per un'ultima volta nelle città in tour: "L'Italia è fatta di tante piccole città. I Pooh non si sono mai tirati indietro nell'andare a trovare le città più piccole".


"Vorrei metterla su un piano più sereno", racconta Red, "Dobbiamo essere orgogliosi di essere riusciti a portare in porto la grande nave, da soli. Credetemi: non è stato facile. Abbiamo iniziato questo viaggio da bambini. Avere il coraggio di fermarsi anche quando le luci sono accese è una grande forma di dignità".

Stefano, che già nel 2009 aveva già provato il grande abbraccio dei Pooh quando decise di lasciare la band, spieaga: "Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo. Tutto nella vita deve finire, persino i Pooh (scherza, ndr). Bisogna iniziare a guardare oltre. Io ho grossi progetti per il futuro". Sembra infatti che Stefano abbia in ballo la preparazione di un musical (e probabilmente attingerà agli amici-Pooh come autori e musicisti).

Termina Riccardo Fogli, con la sua ironia: "Con questi quattro ragazzacci ho fatto un viaggio bellissimo. Ho portato un po' di allegria. Sto provando una sensazione emozionante ed elettrizzante".

© Riproduzione Riservata

Commenti