Gianni Poglio

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Quel che resta di uno dei concerti più iconici e suggestivi della storia del rock è l'epico film documentario, Live at Pompei, diretto da Adrian Maben e pubblicato nel 1974. Le immagini testimoniano le performance del gruppo realizzate tra il 4 e il 7 ottobre del 1971.

Le scene girate per prime iritraevano i quattro musicisti mentre camminano tra i vapori della Solfatara di Pozzuoli e mentre si esibiscono nell’Anfiteatro Romano di Pompei: ciascun brano venne suonato in sezioni separate, poi montate assieme. Dopo ogni ripresa, la band riascoltava la performance in cuffia.

Quelli immortalati nel film sono i PInk Floyd più visionari e psichedelici di sempre. Un gruppo in stato di grazia che si abbandona al piacere della musica tra armonie indimenticabili e improvvisazioni fulminanti. Vedi Echoes, brano lungo oltre 23 minuti, qui riproposto impeccabilmente. L'immagine dei capelli al vento di Gilmour mentre suona la sua chitarra è una delle più forti ed efficaci di tutta la pellicola.

Geniale anche A saucerful of secrets, che Waters ha sempre raccontato come la colonna sonora di una battaglia spezzata in quattro parti: Something Else (0:00-03:57): inizio della battaglia, Syncopated Pandemonium (3:57-07:04): sviluppo della battaglia; Storm Signal, (7:04-08:38): fine del conflitto e vista dei morti. Celestial Voices (8:38-11:52): lutto per i caduti.

Indimenticabile poi Careful with that axe Eugene, uno dei momenti incendiari di Live at Pompei, (il brano è contenuto anche nella colonna sonora di Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni), tra atmosfere cupe, suoni orientaleggianti e le indimenticabili urla sguaiate di Waters.

Non meno intensa One of these days, un pezzo dal ritmo incalzante con una sola strofa di testo "One of these days I'm going to cut you into little pieces" ("Uno di questi giorni ti ridurrò a piccoli pezzi"), pronunciata da Nick Mason. Le uniche parole della canzone sono dedicate un disc jockey della Bbc che Roger Waters riteneva antipatico e incompetente.

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