Gabriele Antonucci

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Da almeno vent'anni, da quando il grunge, l'ultima, vera rivoluzione della musica popolare di fine Novecento, ha esaurito la sua spinta propulsiva, si suonano periodicamente le campane a morto per il rock.

I dj sono ormai le nuove rockstar del terzo Millennio e percepiscono cachet astronomici per dj-set di pochi minuti, spesso già preregistrati sul Mac Pro.

Il rap, soprattutto nella sua lugubre variante trap, continua a macinare milioni di ascolti in streaming e a generare fatturati monstre, mentre il rock appare sempre più una musica vintage, conservatrice, ascoltata principalmente dagli over quaranta, rigorosamente in vinile su uno stereo che costa quanto mezza automobile.

Dati di fatto supportati da fior di numeri e statistiche, che però vengono smentiti clamorosamente ogni volta che i Pearl Jam (o il solo leader Eddie Vedder) tornano ad esibirsi in Italia, come accadrà il prossimo 5 luglio 2020 nel concerto-evento all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, unica data italiana del tour della band americana: forse l’unico gruppo il cui impatto live si può accostare a quello, inarrivabile, di Bruce Springsteen & E Street Band.

L'apertura sarà affidata a una band cult dell'alt rock, i Pixies.

I membri del Pearl Jam Ten Club avranno accesso alle prevendite prima di tutti dalle ore 11.00 di lunedì 2 dicembre fino a giovedì 5 dicembre.

La messa in vendita generale avrà invece inizio a partire dalle ore 11.00 di sabato 7 dicembre su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

I Pearl Jam suoneranno in 13 date in giro per l’Europa a partire da giugno del prossimo anno.
L’apertura del tour avverrà il 23 giugno a Francoforte, dove la band non si esibiva dal 1992 e si concluderà il 22 luglio ad Amsterdam.

Il gruppo farà tappa anche a Budapest dopo 23 anni e a Zurigo (l’ultimo concerto qui fu nel 2000).

Questa nuova serie di show includerà diverse tappe in alcuni dei festival più celebri al mondo come il Lollapalooza a Stoccolma e Parigi, il Rock Werchter e BST Hyde Park.

I Pearl Jam, nati a Seattle nel 1990 e da poco entrati nella Rock and Roll Hall of Fame, dal vivo sono ancora una gioiosa macchina da guerra, oltre che tra i gruppi più influenti degli anni Novanta, con oltre 70 milioni di dischi venduti, di cui 30 soltanto negli Stati Uniti.

Capostipiti del movimento grunge, che ha collocato Seattle al centro della scena musicale per una manciata di anni, i Pearl Jam sono caratterizzati, rispetto a Nirvana e Alice in Chains, da uno stile più affine al roots rock degli anni Settanta.

Eddie Vedder, vera e propria icona del grunge, è un frontman di straordinario carisma, in grado di portare il pubblico dove vuole lui e di incatenarlo per oltre tre ore senza un passaggio a vuoto o un calo di intensità.

Il cantautore è ancora in prima linea nelle cause sociali e in grado di custodire la fiamma del rock and roll come strumento universale per prendere posizione, brandendo la sua chitarra consunta come un'arma benevola per risvegliare la coscienze assopite di una società sempre più indifferente e iperconnessa.

La voce di Vedder è ancora intensa, piena e baritonale, i suoi testi, spesso cupi e introspettivi, raccontano storie di ordinario disagio e di solitudine con grande capacità poetica, alternandosi tra chitarra e ukulele in alcuni brani acustici.

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