Dave Thompson racconta Patti Smith

Lo scrittore e giornalista firma questa radiografia della rockstar - pubblicata in Italia da Odoya - tra mille storie e mille vite

Patti Smith all'auditorium Parco della Musica di Roma, il 10 aprile 2013.

Patti Smith all'auditorium Parco della Musica di Roma, il 10 aprile 2013. – Credits: TIZIANA FABI/AFP/Getty Images

Micol De Pas

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Il suo primo idolo letterario è stata Jo March di Piccole Donne, ma poi scoprì le poesie di Arthur Rimbaud. Per lei, era tutto. Da quando vide il ritratto del poeta sulla copertina di un libro esposto su una bancarella, se ne innamorò. Assomigliava un po’ a suo padre, un po’ a Dylan e un po’ al ragazzo che avrebbe voluto incontrare. È Patti Smith, raccontata attraverso le storie della sua vita, nel libro Patti Smith. Danzando a piedi nudi dello scrittore e giornalista britannico Dave Thompson, in uscita per la casa editrice Odoya. «Pensava a Rimbaud come a un suo boyfriend», scrive Thompson, «Lo ammise, scherzando, a Thurston Moore, aggiungendo con una risata: "Se non puoi avere il ragazzo che vuoi, e devi sognarlo a occhi aperti per tutto il giorno, che differenza fa se è un poeta morto?"».

E poi, l’incontro con gli Stones: «Non fu tanto la loro musica che Patti trovò interessante, quanto la loro immagine: Mick Jagger in maglione a collo alto bianco e pantaloni attillati neri, che ancora aveva un po’ l’aspetto dello studente di economia solo leggermente hip che era stato un tempo ma ancor più arrapante per i tratti di timidezza ancora distinguibili in quei suoi occhi profondi, e Keith Richards e Brian Jones in giacca e cravatta, uno dalle gambe magre e vagamente mod nell’aspetto, l’altro col suo caschetto di capelli biondi… "Fu così che feci la conoscenza dei Rolling Stones… il mio cervello si congelò"».

Poi l’arrivo a New York, il 3 luglio del 1967. L’incontro, con Robert Mapplethorpe e  la loro vita insieme, Andy Warhol e i Velvet Underground. E poi… un testo denso di aneddoti, di musica, di arte, di letteratura che arrivano fino alla Patti di oggi. A quella che ieri, a Roma per My Festival (di cui è anche curatrice, dal 9 al 25 aprile al Parco della Musica), ha stretto la mano a Papa Francesco. Per fargli sapere che ha pregato perché: «potessimo avere un Papa di nome Francesco:avrebbe potuto indicare al mondo che è venuto per servire i poveri, per avvicinarci di più alla natura, per preoccuparsi del nostro ambiente, proprio come san Francesco».

È lei, Patti Smith, la rock star dello spirito e la poetessa della chitarra, quella sacerdotessa che ha attraversato epoche diverse senza smettere mai di metterle in musica. Forse perché, si dice, non sia mai stata capace di raccontare due volte la stessa storia (e Mapplethorpe temeva fosse a rischio di schizofrenia). Un'arte, presa in prestito (naturalmente a modo suo) dalla prima donna creativa che ha incontrato sul suo cammino, Jo March.

Un assaggio, dall'introduzione del libro firmata da Tiziana Lo Porto:

«Se Gesù fosse tra noi e se io fossi una groupie, lo seguirei ovunque.
Ecco perché penso che Maria Maddalena fosse così figa. È stata la prima groupie.
Nel senso che era veramente pazza di Gesù e lo seguiva dappertutto. È un peccato
che si sia pentita: avrebbe potuto scrivere un fantastico diario».
Patti Smith intervistata da Lisa Robinson,
Hit Parader, giugno 1977

Le cose da sapere su questo libro le scrive Dave Thompson nella sua introduzione.
Le cose da sapere su Patti Smith le scrive sempre Dave Thompson in
questo libro. Le cose che scriverò adesso sono una sequenza di ricordi personali
ma non privati, in soggettiva, microscopici al confronto con la grandiosa vita di
Patti Smith ma non per questo meno veri. Miei, ora anche vostri.
#1
Se abiti a New York e ti piace un certo tipo di musica e di libri non è cosa rara
imbatterti in Patti Smith. L’ultima volta m’è capitato una mattina dello scorso
marzo. Leggeva un racconto per bambini al Lincoln Center accompagnata dalla
Little Orchestra Society. Una performance pensata per i bambini e bella anche
per gli adulti. L’ho raggiunta a fine spettacolo nei camerini. Volevo regalarle un
libro che non avevo con me. Le ho detto: voglio regalarti un libro che non ho con
me. Poi per darmi un senso ho poi aggiunto: però te lo posso spedire. Lei m’ha
sorriso e m’ha dato il suo indirizzo. Questa è Patti Smith. (Odoya Editore)

breve estratto da Dave Thompson, Patti Smith. Danzando a piedi nudi

Odoya, 320 pagine, 20 euro, In libreria dal 21 aprile

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