Gabriele Antonucci

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Il mondo del rock è da ieri in subbuglio per il rincorrersi di voci su una possibile reunion di Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones, i tre superstiti dei Led Zeppelin. Sono passati ormai trentasette anni dalla tragica morte di John “Bonzo” Bonham, che ha provocato lo scioglimento degli Zep, il più importante e influente gruppo hard rock di sempre.

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Soprannominato God of Thunder, il dio del tuono, Bonzo è universalmente riconosciuto come il miglior batterista della storia del rock.  Un gigante buono e irascibile, amante dell’alcool e delle auto di lusso, esuberante e al tempo stesso umile, Bonham per anni si è mantenuto facendo il carpentiere, prima di entrare negli Yardbirds con Jimmy Page e John Paul Jones, poi nei Led Zeppelin, contribuendo in modo decisivo alla definizione del loro sound.

Un mix irripetibile di tecnica e potenza, originalità e feeling, edonismo ed esoterismo che è alla base del successo del Dirigibile, un mito che non è mai tramontato, ma che, anzi, è cresciuto ad ogni nuova ristampa da parte del chitarrista-manager Jimmy Page, come ha dimostrato l’entusiasmo che ha accompagnato le versioni rimasterizzate ed estese degli  album della band.

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Robert Plant, definito da Rolling Stone “il più grande cantante solista di tutti i tempi”, continua a perpetrare il mito Zep nei suoi concerti insieme ai travolgenti Sensational Space Shifters, formati da Justin Adams, John Baggott , Juldeh Camara,  Billy Fuller, Dave Smith e il barbuto Liam “Skin” Tyson.

Sono passati quasi dieci anni da quel settembre 2007, quando fu annunciato un solo concerto dei Led Zeppelin all’O2 Arena Londra, il 10 dicembre 2017,  per commemorare Ahmet Ertegun, leggendario fondatore della Atlantic Records. Oltre un milione di persone partecipò all’estrazione dei 17.000 biglietti disponibili per quello che è stato il concerto rock più ambito di sempre.

L’esibizione di Robert Plant, Jimmy Page,John Paul Jones e Jason Bonham(figlio del compianto Bonzo) è stata elettrizzante e superiore alle aspettative, decisamente migliore rispetto a quelle, piuttosto deludenti, nel 1985 in occcasione del Live Aid e nel 1988 per il concerto celebrativo dell’Atlantic Record.

Plant e Page si sono poi ritrovati insieme negli anni Novanta per incidere gli album No Quarter: Jimmy Page and Robert Plant Unledded (1994) e Walking into Clarksdale (1998), seguiti da altrettante trionfali tournee.

“Tutte le volte che in passato veniva fuori l’idea di suonare insieme dicevo sempre: ‘Fanculo ai Led Zeppelin’ -ha dichiarato Plant a Rolling Stone nel 1995- E purtroppo, quando lo abbiamo fatto, il risultato ha rafforzato quella idea. Il Live Aid è stato atroce. Suonare Stairway to heaven con due batteristi, mentre i Duran Duran ci guardavo e piangevano a bordo palco è stato abbastanza surreale. Ho pensato: ‘Cosa siamo diventati? Frank Sinatra? Questa è la nostra My way?”.

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Nel 2014 Robert Plant sembrava aver messo la parola fine all’idea di tornare insieme, affermando che “un tour dei Led Zeppelin sarebbe stato un insieme di interessi privati.”

Dopo aver rifiutato lo scorso anno (a differenza dei colleghi Paul McCartney, Rolling Stones, The Who, Bob Dylan, Neil Young e Roger Waters) 14 milioni di dollari per partecipare alla prima edizione del Desert Trip, ospitato a Indio, nella stessa location del Coachella Festival, è bastata ieri una criptica scritta bianca in campo nero, "Any time now...", ovvero "Da un momento all'altro...", sul sito ufficiale di Robert Plant per riaccendere le speranze di una reunion proprio al festival californiano, ribattezzato maliziosamente “Oldchella” per l’età non più verde dei partecipanti.

A favore della reunion giocano due fattori: le possibilità economiche pressoché illimitate degli organizzatori del Desert Trip (gli stessi del Coachella Festival,il più importante festival rock al mondo) e il fatto che nel 2018 si festeggerà il 50ennale dei Led Zeppelin: soprattutto la seconda circostanza potrebbe far cedere Plant, che non ne ha mai fatto una questione economica, dal suo ostinato rifiuto.

Secondo LedZepNews si sarebbero già tenute alcune session top secret del gruppo in studio a Llanuwchllyn (in Galles), nei Real World Studios di Peter Gabriel a Wiltshire (in Ingfhilterra) e negli Electric Lady Studios di New York.

Bisogna ricordare, però, che da mesi Robert Plant è al lavoro su un nuovo album insieme ai Sensational Space Shiters, quindi il messaggio comparso sul sito del cantante potrebbe anche riferirsi “solo” al nuovo progetto discografico del cantante, che è sicuramente interessante, ma non ha la suggestione di una reunion dei Led Zeppelin. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi.

Chissà che la lunga e appassionante saga dei Led Zeppelin non si arricchisca di un nuovo, sorprendente capitolo.

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