Musica

Lady Gaga a Milano: dopo ArtRAVE, io ti amo FOREVER

4 novembre 2014: la pop star regala 3 ore di grande musica

Lady Gaga - Concerto ArtRAVE

Quella di Lady Gaga oggi, è la storia di una pop star incompresa che prima la capivano tutti benissimo e poi chissà cos'è successo. Ci hanno scritto libri, le hanno dedicato canzoni, non si parlava d'altro nel mondo e qui in Italia. Lady Gaga era sulla bocca di tutti, pure troppo. E poi puff, è scoppiata come una bolla. Non lei, ma la nostra voglia di seguirla con un po' di attenzione.

Siamo alle solite, siamo un popolo di piccoli Giuda (altro che...) pronti a guardare un chilo di troppo twittando con il sedere spalmato sul divano. Ci siamo allontanati dal cavallo vincente non appena le hit diventavano un po' meno hit e l'album (in questo caso "Artpop") vendeva meno dei precedenti. Per fortuna il mondo al mondo reale non si accede previo LOGIN.

Per questo abbiamo assistito alla 64esima data del suo tour mondiale, l'Artpop Ball Tour (o ArtRAVE) che ha collezionato (nei dati provvisori) più di 60 milioni di dollari coinvolgendo quasi 700 mila spettatori in tutto il mondo. Anche se c'era la possibilità che questa fosse una delle date più stanche del tour, ricorderemo questo 4 novembre come una serata davvero speciale. Perché Milano, per Lady Gaga, è un continuo stimolo per i ricordi, per le emozioni della sua musica, grazie a un pubblico fuori dall'ordinario.

I suoi concerti sono l'unico posto dove uomini, donne, eccentrici, timidi, omosessuali orsi e meno orsi, lesbiche, transessuali, bambini, adolescenti, vip (c'era Simona Ventura che ha ripreso quasi tutto il concerto con il cellulare e ballava come una matta), travestiti, padri e madri di famiglia, neonati e anziani, convivono negli stessi metri quadrati con un solo obiettivo: divertirsi senza pietà.

«Buonasera Milano», sono le 21.18 e con un perfetto italiano entra sul palco la Germanotta. Il resto non si può raccontare, era da vedere, ma ci proviamo. Tutto l'impianto scenico è ispirato al tema marino (o sottomarino, dipende dai punti di vista) ma l'impianto dà la sensazione di atterare su un altro pianeta.

La scaletta è rapida (ma non breve, si snoda in 24 canzoni). Rispetto ai tour precedenti, è chiara la scelta di ridurre la spettacolarità del palco, puntando molto di più sul contatto con il pubblico (i metri quadri di passerella realizzata in lucite sono tantissimi) e sulla vicinanza con la band. Gli arrangiamenti hanno dato sfogo alle chitarre per un impatto rock imponente. Meno effetti speciali e riflettori puntati sulla musica e sulla voce della nostra Venere del pop. A parte i ballerini che sembravano gli addetti alle pulizie e la brevità di "Aura" nella setlist, era tutto perfetto.

Dietro il suo pianoforte nascosto da una barriera di scogli, è apparsa come un'Elsa di Frozen, principessa dotata di enormi poteri ma barricata dentro le mura della sua musica, l'unico posto dove si sente compresa e può esprimersi in libertà. Ma a differenza della principessa Disney, in quel disagio non è mai da sola. In quell'angolo "intimo" racconta della sua famiglia italiana, dei suoi sogni, della creatività come risorsa che salverà il mondo. È lì che ha dedicato a un ragazzo il brano "Born This Way", dopo aver letto una sua lettera in cui racconta il percorso verso l'accettazione della sua omosessualità e nella difficoltà nel viverla nel rapporto con le altre persone.

Il contatto con i suoi "Piccoli Mostri" è oggi più che mai il motore del suo talento. 

Dietro quella postazione che tira fuori tutta la sua voce in una versione di "Dope" da lacrime a cascata (avete presente l'emoji?). In tre ore ha dimostrato che lei non è una macchina da soldi in scadenza, non è un cartone animato, ma un essere umano al massimo ferito dall'odio di chi la vuole morta (discograficamente) perché il suo bagliore, secondo loro, non durerà ancora molto.

"Just Dance" è del 2008 e sono passati sei anni dal suo esordio. Le sue hit, risentite sul palco in sequenza rapida, hanno mostrato molto bene le fondamenta di un albero ben radicato nel terreno e nel cuore di chi la ascolta. Lady Gaga è una donna che ha deciso di camminare con dei tacchi più alti di tutte le altre dive del pop. L'inciampo, è cosa nota, fa parte del gioco. Ma quando questa donna alta meno di un metro e 60 si rialza in piedi, è ancora un gigante.

Lady Gaga in Milan: after ArtRAVE, I will forever love you

The story of Lady Gaga - today - is the story of a misunderstood pop star. The same pop star everyone used to know so well and then… who knows what happened. Someone wrote books about her, dedicated songs to her, the whole world chattered about her and so we did in Italy. Lady Gaga was on everyone's lips, maybe too much there. And then poof, she popped just like a bubble. Actually, she did not: our interest did.

Here we go again, we are many little Giudas ready to notice that one kilogram more than usual, tweeting with our bum safely on the sofa. We drifted away from the winner horse as soon as the hits became less and less hits and the album ("Artpop" in this case) wasn't selling as much as its predecessors. Luckily, you do not log in into the real world.

For this reason we attended the 64th date of her world tour, the Artpop Ball Tour (or ArtRAVE) which racked up more than 60 million dollars (as first data show) and involved almost 700 thousands spectators all over the world. Even if this date might have been one of the most washed out ones of the tour, we will remember this November the 4th as a very special soirée. For Lady Gaga, Milan is an endless incitement because of the memories, the emotions of her music, thanks to an extraordinary audience.

Her shows are the only place where men, women, eccentric and shy people, homosexual bears and not so bears, lesbians, transexuals, children, teens, VIPs (Simona Ventura was there and filmed almost the whole show with her smartphone while she was dancing like crazy), transvestites, fathers and mothers, infants and elderly men and ladies, they all live side by side in the same square meters and they all have one purpose: have fun, without mercy.

«Buonasera Milano», it's 9:18pm and with some perfectly spoken Italian words the Germanotta goes in the stage. You can't describe the rest, you must be there but we're going to try anyway. The sea (or undersea) is the theme of the whole scenic structure but the main sensation is to land on another planet.

The playlist is quick (but not short, it includes 24 songs). Compared to past tours, it is clear they chose to decrease the spectacular nature of the stage and to aim for the contact with the audience (the forestage made in acrylic glass is huge) and for the closeness with the band. The arrangements let the guitars vent, for an imposing rock effect. Less special effects and focus on the music and the voice of our Pop Venus. If we don't consider the dancers, who looked like a clean up crew and the brevity of "Aura" in the set list, the rest was all perfect.

Behind her piano, hidden by a reef, she appeared like Elsa from Frozen: a princess who is gifted of huge powers but is enclosed in her music walls, the only place where she feels understood and she can freely express herself. Unlike the Disney princess though, she is never alone in that discomfort. In that "intimate" corner she talks about her Italian family, her dreams, about a creativity which can save the world. There she dedicated the song "Born This Way" to a boy, after she read a writing where he describes his path towards the acceptation of his own homosexuality and the difficulty of living it among the others.

The contact with her "Little Monsters" is today more than ever, the engine of her talent.

Behind that spot she frees her whole voice in an arrangement of "Dope" which brings huge tears fall from the eyes (yep, just like that emoji). In those three hours she proved she is not a dollar machine just before its expiry date, she is not a cartoon. She proved she is a human being hurt by the hate of the ones who want her out of the discography world because, according to them, her glare will not last much longer.

"Just Dance" is dated 2008 and six years passed since her debut. The series of her hits, quickly performed on stage, showed very well the basis of a tree which is deep rooted to the ground and to the listeners' hearts. Lady Gaga is a woman who decided to walk on high heels, higher than those of any other pop diva. The stumbling is part of the game, we all know it. Nonetheless, when this woman, less than 1.60m tall, stands again, she is still a giant.

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