Gabriele Antonucci

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"Le canzoni non devono essere belle, devono essere stelle, illuminare la notte, far ballare la gente".

Il refrain de Le canzoni, uno dei brani più fortunti dell'ultimo album Oh,vita!, è quasi un manifesto del Jovanotti-pensiero.

Lorenzo è stato ed è ancora un dj, prima di dischi, oggi di emozioni.

La trasversalità del pubblico dei suoi concerti (si vocifera di un ritorno negli stadi per l'estate del 2019), che va dall’adolescente con la fascetta di Jova al cinquantenne con la Lacoste blu, anche se non mancano bambini entusiasti e nonni che si divertono come e più dei loro nipoti, è il diretto riflesso della sua trasversalità musicale.

Dai brani più recenti che pompano bassi e tastiere elettroniche tipicamente EDM alle romantiche ballad, dalle sonorità latinoamericane ai ritmi sincopati dell’hip hop, dal funky a la James Brown fino all’electropop anni Ottanta.

L'energia è il filo conduttore della carriera di Jovanotti, un vitalismo che, tra alti(molti) e bassi(pochi), ha sempre attraversato e guidato la sua discografia a partire dal lontano 1987.

Chissà in quanti avrebbero scommesso allora su quel ragazzo dinoccolato, vestito con l’immancabile cappellino Boy, il chiodo, i jeans sdruciti e le scarpe da basket, che cantava brani leggeri come E’ qui la festa? e Gimme five.

Un merito che gli viene universalmente riconosciuto è quello di essere stato il primo divulgatore, in Italia, del rap americano, quasi un Virgilio delle barre: grazie al suo spazio in Deejay Television ha fatto conoscere a milioni di adolescenti artisti del calibro di Run D.M.C, Public Enemy, Eric B & Rakim e L.L.Cool J, in un periodo in cui i fondatori di Youtube erano ancora alle elementari e il rap, nel nostro Paese, era poco più che un fenomeno di costume.

Trentuno anni dopo, Jovanotti ha lasciato spazio a Lorenzo Cherubini, 52 anni compiuti il 27 settembre, artista e uomo maturo sposato con Francesca e con una figlia ormai ventenne come Teresa, che ha trovato un perfetto equilibrio tra il desiderio di divertire il pubblico, la capacità di esprimere i propri sentimenti e la voglia di lanciare messaggi importanti attraverso la musica.

Lorenzo appartiene anagraficamente a una generazione postideologica: per lui la rivoluzione più importante è sempre stata quella interiore.

 "Oggi quasi tutte le mie opinioni si sono radunate intorno a un nucleo molto solido dove si conserva una parola: energia-ha sottolineato Lorenzo- Alla fine l'unica cosa in cui credo è l'energia che è nelle persone e nelle cose".

L'evoluzione della sua musica

La sua musica è cresciuta insieme a lui nei 14 album che ha realizzato, dal rap a uso e consumo per le piste da ballo di Jovanotti for president a quello più consapevole di Lorenzo 1992 e Lorenzo 1994 (con brani straordinari come Attaccami la spina e Serenata rap), dalla world-music influenzata dai suoi continui viaggi per il mondo de L’albero e di Capo Horn al Jovanotti impegnato de Il quinto mondo.

Nel 2005 Lorenzo spariglia di nuovo le carte e torna a far ballare con l’electro-funky di Buon sangue, che mostra l’energia dei tempi migliori.

Safari e Ora rappresentano i cosiddetti album della maturità, che portano Jovanotti negli stadi.

L'apice del suo eclettismo è il forttunato album Lorenzo 2015 cc, vincitore di ben cinque dischi di platino, un vero e proprio "cloud" che si snoda attraverso 30 brani in due cd, con il secondo caratterizzato da sonorità più sperimentali, che riuniscono sotto l’alveo del pop le influenze musicali più disparate, dal funky alla dance, dal world music al pop-rock.

Il nuovo album con Rick Rubin

L'ultimo, attesissimo album di Jovanotti Oh,vita!, pubblicato lo scorso 1 dicembre, è stato prodotto da Rick Rubin, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni.

Non solo è la prima volta che il produttore vincitore di dieci Grammy Awards sceglie di collaborare con un artista italiano, ma è anche la prima volta che produce un artista che non canta in inglese.

Dopo il successo di Lorenzo 2015 cc, Jovanotti si trovava di fronte a un bivio: o incidere un album più minimale o tornare all'amato rap di Una tribù che balla e Lorenzo 1992.

In Oh,vita!, Lorenzo ha abbracciato entrambe le possibilità, grazie al sapiente labor limae del produttore Rick Rubin, dando vita a una sorta di cantautorap, con suoni scarni, meno strumenti, più italianità e una maggiore attenzione al suono delle parole.

Il libro Sbam!

L'album è statao affiancato dalla pubblicazione del libro Sbam!, che prende il titolo da uno dei brani più trascinanti del nuovo album. Un lungo diario di lavorazione del nuovo disco, "180 pagine di avventure ai confini della realtà", ma anche una raccolta di racconti e visioni di autori di diversi mondi: Andrea Bajani, Franco Cava, Giovanni Soldini, Davide Toffolo, Michele Lupi, Bombino, Vasco Brondi, Paolo Benanti, Francesca Valiani, Federico Taddia, Mariangela Gualtieri, Sergio Ramazzotti, Vasilij Grossman, Dave Eggers, Zadie Smith, Gabriel Garcia Marquez, Telmo Pievani, Donatella Di Pietrantonio, Paolo Baldini, Iacopo Barison e Emma Rathbone.

"Il filo conduttore di SBAM! è la voglia di lasciarsi sorprendere, di avere visioni, di interpretare i segni, di non omologarsi, di essere liberi. E' un'opera pensata e realizzata con lo scopo di accendere un fuoco nella notte, e di radunarcisi intorno, arrivando ognuno dal suo percorso, e raccontando storie scoprire che è ancora tutto da fare".

Jovanotti non è nuovo alla scrittura: ha pubblicato nel 1998 il diario di viaggio Il grande boh! (Feltrinelli) e nel 2013 la autobiografia Gratitude (Super ET), in cui racconta venticinque anni di musica, la sua vita, la carriera, i dischi, la famiglia, l'amore e il futuro tutto da reinventare.

Lorenzo ha già maturato esperienze anche nell'editoria: il 5 dicembre del 2015 l'artista di Cortona è stato direttore per un giorno de "La Stampa", dando vita a uno speciale di 20 pagine di cultura, arte, spettacoli e società.

Oh,vita!

La title track Oh,vita! è la sua Amarcord, un modo per guardare indietro ai suoi 30 anni di carriera, ma con lo sguardo rivolto al futuro.

La canzone rappresenta la summa della sua carriera, in cui ritroviamo il rap di Una tribù che balla, Lorenzo 1992 e Lorenzo 1994 insieme al cantato di Safari e Ora, dando vita a un qualcosa di completamente nuovo, ma, al tempo stesso, familiare.

Una delle canzoni migliori dell'album è In Italia, che si apre con una poderosa sezione di fiati alla Earth Wind & Fire, introducendo un flusso sonoro ricco di groove dominato dal suono della chitarra indiavolata di Riccardo Onori, dal basso galoppante di Saturnino e dalla batteria suonata dal gigante dell'afrobeat Tony Allen.

L'unico brano con la cassa dritta, che richiama le atmosfere electropop di Lorenzo 2015 cc, è il contagioso Le canzoni, un autentico riempisita con le sue tastierone alla Alan Parsons e con il suo ritmo irresistibile.

Jovanotti ha dimostrato anche in Oh, vita! (che dovrebbe essere ripubblicato nel periodo natalizio con l'aggiunta di un dvd con le immagini dell'ultimo tour e forse di alcuni remix) di avere fame di novità, di nuovi suoni, lontani da quelli stereotipati e plasticosi che dominano le classifiche, di mettersi in gioco ancora una volta con un produttore esigente come Rick Rubin, a cui si è affidato completamente, perdendo per la prima volta la leadership in studio.

"E’ inutile girarci intorno, per me è la realizzazione di un sogno che faceva parte dei sogni che pensavo rimanessero sogni per sempre” -ha dichiarato Jovanotti a proposito di Rubin- "Nessun produttore nella storia dei dischi ha avuto su di me l’impatto di Rick Rubin. Quando ascoltai 'Licenced to ill' dei Beastie Boys ero un dj in piccoli locali e con quell’album ebbi un'esperienza di chiaroveggenza, vedevo il mio futuro: era confuso ma pieno di musica".

Una previsione decisamente azzeccata.

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