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November: risate al vetriolo con Barbareschi e Noschese

November: risate al vetriolo con Barbareschi e Noschese

dal 5 al 17 maggio al Teatro Manzoni di Milano si racconta l’America cinica del Premio Pulitzer David Mamet

Poche volte a teatro si assiste a un legame così profondo di ammirazione tra autore e attore come quello tra Luca Barbareschi e David Mamet, di cui lo stesso Barbareschi ha curato le traduzioni. Una di queste, intellettualmente affine all’attore milanese, è November” in scena dal 5 al 17 maggio al Teatro Manzoni di Milano. Con lui, che ricopre il ruolo del protagonista, Simone Colombari, Nico Di Crescenzo, Brian Boccuni e soprattutto Chiara Noschese, che ne è anche la regista.

November è una commedia scritta da David Memet, vincitore di un Premio Pulitzer, nonché candidato a due premi Oscar, dove con il suo  umorismo cinico e affilato racconta i tentativi del presidente uscente Charles Smith – le cui possibilità di rielezione sono ormai in imbarazzante calo – di non abbandonare la Casa Bianca.

Con una tenace volontà di farsi rieleggere, è pronto a usare qualsiasi mezzo pur di non schiodarsi dallo Studio Ovale, sacrificando, anzi in questo caso NON sacrificando, tacchini, mosse intrepide e imprevisti eventi pubblici. Come lo recensisce il settimanale statunitense Variety: “questa è satira con il pungiglione di uno scorpione.”

La commedia è stata scritta nel 2007, anche se in realtà sembra essere stata realizzata l’altro ieri. Mamet ha la capacità di guardare nel futuro e ha predetto quello che sarebbe successo, quello che sta succedendo ora. “Vent’anni fa, quando mi ha mandato questo testo – spiega Luca Barbareschi – lui parlava della guerra in Iraq, oggi si combatte in Iran, ma sempre per il petrolio. Per me Mamet è come Mozart, un genio: non è solo uno scrittore, è un antropologo e un economista, ha una testa straordinaria. È una persona che entra dentro l’animo umano. Con una comicità in levare. Fare Mamet in Italia è un po’ una scommessa, la scommessa di insegnare un linguaggio portando un tema di contemporaneità”.

Perché la scelta di Chiara Noschese, prima come attrice e poi come direttrice dell’intera commedia? “In primis – continua Barbareschi –  è un’attrice straordinaria, e per me solo chi sa recitare molto bene può essere un bravo regista. Ho lavorato con tre grandi registi nella mia vita: uno è lo spesso dimenticato Virginio Puecher, che è un artigiano dello spettacolo come lo è Chiara, il secondo è il geniale Roman Polański; la terza, a cui io attribuisco la stessa intelligenza e capacità di quest’ultimo, è Chiara Noschese.”

Chiara Noschese che si dichiara da sempre innamorata del lavoro di David Mamet. “Lo spessore dei suoi personaggi è nelle battute stesse, e ogni battuta è un colpo ben assestato. November è come un circo dove tutto è lecito pur di continuare ad avere potere e soldi. Così l’ho immaginato e così ho cercato di restituirlo, affidandomi al testo e tutelandone significato e graffio narrativo.”

Una battuta politicamente scorretta dietro l’altra, con un istrionico Luca Barbareschi che si definisce “un manovale dello spettacolo”.

Il tutto condito da una comicità che fa ridere e riflettere allo stesso tempo, uno spettacolo che non vuole fare la morale. Vuole provocare in modo intelligente, lasciando che la risposta finale rimanga nel cuore dello spettatore.

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