Gabriele Antonucci

-

Joe Barbieri è un piacevole unicum nel panorama musicale italiano, nel quale si è ritagliato un posto d’onore con uno stile sofisticato e confidenziale, nel quale canzone d’autore, jazz e world music trovano un perfetto equilibrio tra di loro.

In soli cinque album in studio e uno dal vivo, Barbieri ha dimostrato come sia possibile veicolare le emozioni senza ricorrere a produzioni ipertrofiche o a ritornelli a presa rapida, coniugando in modo eccellente eleganza a comunicativa.

Dopo il caloroso omaggio a Chet Baker nell'album Chet Lives!, che metteva in evidenza la notevole somiglianza tra la voce di Joe e quella sottile ma straordinariamente intesa del leggendario cantante-trombettista, il cantautore napoletano lanciato da Pino Daniele celebra la figura di Billie Holiday nel 60° anniversario della sua scomparsa con il disco Dear Billie (Microcosmo Dischi, distribuzione Warner Music).

Una vita a dir poco travagliata, quella di Billie Holiday, leggenda del canto jazz, violentata a 10 anni e poi prostituta in un bordello di New York, per non parlare della dipendenza da alcool e stupefacenti successiva ai primi grandi riconoscimenti.

Come tutte le grandi artiste, Billie è riuscita a trasformare quel dolore quasi insostenibile in arte, dando vita a uno stile vocale inimitabile e ricco di blues.

“Due sono i pilastri che nel jazz mi hanno più di ogni altri forgiato:” – ci illustra lo stesso Barbieri – “Chet Baker e Billie Holiday. Al primo ho dedicato un album alcuni anni fa dal titolo “Chet Lives!”; mi rimaneva un debito morale nei confronti di Lady Day, che con questo progetto vorrei provare non tanto ad estinguere (quello è impossibile) ma quantomeno a sublimare. Sin da quando ero ragazzo, ascoltare le canzoni di Billie mi permetteva di entrare in una dimensione emotiva ‘altra’, mi dava accesso ad una gamma di percezioni che erano già mie pur non avendone coscienza. E grazie a lei, grazie al suo modo di cantare al mondo, mi sentivo compreso, curato, perdonato”.

L'album, impreziosito dalla poetiche illustrazioni di Valentina Galluccio, è stato anticipato il 12 aprile dal brano inedito Dear Billie, accompagnato dal video girato da Tato Strino e Yulan Morra che potete vedere qui sotto.

La voce onirica ed evocativa di Barbieri si muove con libertà e intensità in una ideale lettera rivolta a Billie Holiday: "Can you hear me? Satin girl, I'm calling you".

Il cantautore è affiancato in questa nuova avventura da tre artisti di primo piano del jazz italiano: il clarinettista Gabriele Mirabassi, il contrabbassista Luca Bulgarelli e il pianista Pietro Lussu.

I tre jazzisti, nelle originali reinterpretazioni di brani come I’m A Fool To Want You, The End Of A Love Affair e I’ll Be Seeing You, danno prova di misura, intensità e grande interplay, con assoli sempre puntuali che non coprono, ma esaltano la maiuscola prova vocale di Barbieri, abilissimo nell' esplorare ogni singola sfumatura, anche la più recondita, che un brano è in grado di offrire.

Dear Billie è un tributo sincero, personale e ricco di poesia a un'artista che merita di essere conosciuta e riscoperta anche dalle nuove generazioni.

Mai come in questo periodo, dominato dal nichilismo della trap, da scialbo indie-rock e da vuote canzoni pop-dance, c'è bisogno di musica di qualità, destinata a durare nel tempo.

Per questo Dear Billie è un album riuscito, emozionante e necessario.

© Riproduzione Riservata

Commenti

Cookie Policy Privacy Policy
© 2018 panorama s.r.l (gruppo La Verità Srl) - Via Montenapoleone, 9 20121 Milano (MI) - riproduzione riservata - P.IVA 10518230965