Musica

Jesus Christ Superstar a Roma: Ted Neeley, oltre 40 anni da Gesù

Il celebre musical torna al Teatro Sistina e ritrova il suo storico interprete. Che racconta alcuni retroscena: Paolo VI fu un ammiratore del film

Ted Neeley

Orazio La Rocca

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Torna a Roma Jesus Christ Superstar, l'opera rock più amata di tutti i tempi, scritta da Tim Rice e Andrew Lloyd Webber e interpretata da Ted Neeley nello storico ruolo di Gesù. La prima è in programma stasera 12 aprile al teatro Sistina dove sarà rappresentato, in occasione delle festività pasquali, il musical più discusso e contestato - ma solo da frange tradizionaliste più estreme - sulle ultime giornate della Passione di Cristo, diretto da Massimo Romeo Piparo.

"Jesus Christ Superstar contribuirà a diffondere la figura di Gesù attraverso la musica, arrivando in tutti i continenti, a grandi, giovani e persino bambini". Paolo VI

Il suo adattamento cinematografico del 1973, diretto da Norman Jewison e sempre interpretato da Ted Neeley, ebbe però a sorpresa tra i suoi ammiratori nientemeno che Paolo VI, malgrado i mal di pancia di qualche cattolico doc.

Papa Montini, dopo una visione riservata in Vaticano, definì Jesus Christ Superstar "un film fatto bene che contribuirà a diffondere la figura di Gesù anche attraverso la musica, specialmente tra i giovani". Un particolare di non poco conto che nel '73 le autorità vaticane evitarono di rendere pubblico, ma che Neeley ha rivelato dopo oltre 40 anni, parlandone in una lunga intervista alla Radio Vaticana. Ecco come oggi l'interesse di Paolo VI per l'opera rock rivive nel racconto del cantante-attore alla vigilia della nuova rappresentazione al Sistina.

Il commento di Paolo VI su Jesus Christ Superstar
"Posso assicurare che, sulla base della testimonianza del regista Norman Jewison che fece recapitare al papa una copia del film, il Pontefice ne rimase colpito favorevolmente", racconta Ted Neeley, musicista e cantante folck poliedrico, protagonista anche di un altro musical passato alla storia, Hair, universalmente considerato un inno contro tutte le guerre.

"Dopo aver assistito alla proiezione con grande attenzione, mi ha più volte raccontato il regista, Paolo VI fece dei commenti molto positivi. 'Questo film - disse a chi aveva assistito alla proiezione insieme a lui – contribuirà a portare e a far conoscere il cristianesimo in tutto il mondo più di qualsiasi altra cosa, in un momento storico come questo che stiamo vivendo. Raccontare la Passione di Cristo attraverso la musica, e specialmente con la musica che piace tanto ai giovani, significa poter arrivare a parlare di Gesù in tutti i 5 continenti, a grandi, giovani e persino bambini, senza distinzioni di religioni e di razze, perché la musica da sempre unisce chi l'ascolta, abbatte muri e barriere. Come vedo che avviene vedendo questo film'. Queste parole, pronunziate da un papa, per il nostro lavoro sono state di un valore infinito e ci hanno spinto a continuare nel nostro cammino".

Nessuna critica teologica da papa Montini
Ancora più incoraggiante per Neeley il fatto che Montini non fece nessun rilievo teologico sul contenuto del film dove c'è un Gesù che balla e canta rock, una Maddalena tanto sensuale, un Giuda politicizzato al massimo: "Paolo VI non sollevò nessuna critica teologica perché, con grande intelligenza, riconobbe che si trattava, in fondo, solo di un film, non di una opera teologica. Paolo VI apprezzò in particolare come in Jesus Christ Superstar vengono raccontati gli ultimi sette giorni della vita terrena di Gesù, con quella nostra particolare attenzione al suo lato umano, alle sue sofferenze terrene, a come si arrivò al sacrificio del Golgota e della crocifissione che chiude il film con la suggestiva immagine di Cristo in Croce al tramonto, mentre sullo sfondo passa un pastore che guida un gregge di pecore che avanzano verso il sole. È il preludio alla resurrezione". 

E Neeley confida: "Sono sentimenti, sensazioni ed emozioni che, per una persona profondamente credente come me, provo ogni volta che entro in scena, anche ad oltre 40 anni di distanza".

Lo spettacolo al teatro Sistina
È la terza volta che il musical viene presentato al Sistina con la regia di Piparo e con la partecipazione del Jesus Christ "originario". La prima volta fu nel 2013 in occasione del quarantesimo anniversario dell'uscita del film. La seconda nel 2014, con l'eccezionale presenza accanto a Neeley degli altri due storici protagonisti del film, Yvonne Elliman indimenticabile Maddalena, e Barry Dennen, altrettanto indimenticabile Pilato, imperdibile reunion che fu rappresentata con successo anche all'Arena di Verona.

Al Sistina accanto a Neeley si esibiranno Feysal Bonchiani nel ruolo di Giuda (personaggio per anni interpretato da Carl Anderson scomparso prematuramente nel 2004), Simona Distefano (Maddalena), Francesco Mastroianni (Caifa), Paride Acacia (Hanna), Emiliano Geppetti (Pilato), Salvador Axel Torrisi (Erode), Elia Lotauro (Simone), Mattia Braghero (Pietro).
Sul palco l'orchestra diretta dal maestro Emanuele Friello, le coreografie (24 tra ballerini e acrobati) curate da Roberto Croce, le scenografie di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

Produzione italiana, Jesus Christ "originario"
Jesus Christ Superstar
torna a Roma dopo una lunga trionfale tournèe in tutti i maggiori teatri italiani e nelle capitali europee. In Olanda è stato insignito del prestigioso premio Musicalworld Award come migliore regia dell'anno. "Lo spettacolo che da oltre vent'anni ho l'onore di firmare in varie edizioni ha senz'altro raggiunto la sua vetta grazie all'apporto fondamentale di Ted Neeley, inventore del ruolo di Jesus e grande uomo oltre che immenso artista", commenta il regista Massimo Romeo Piparo. "Il suo arrivo nella nostra scuderia, dopo quello del compianto Carl Anderson nel 2000, e insieme ai colleghi del film Yvonne Elliman e Barry Dennen nel 2014, ha reso possibile il sogno di quanti hanno contribuito in tutti questi anni affinché una produzione italiana si facesse onore laddove regna il colosso del musical mondiale che è la Stage Entertainment. Tim Rice aveva visto lontano quando lo scorso anno vedendo il mio Superstar a Milano dichiarò 'il miglior Superstar che abbia visto negli ultimi 15 anni'".

Dopo le rappresentazioni al Sistina, la tournèe del musical riprenderà a livello europeo con un tour da tutto esaurito che culminerà con il gran finale in Olanda al Rotterdam Ahoy il 5 ,6 e 7 maggio con la partecipazione, insieme a Neeley, di Yvonne Elliman e Barry Dennen.

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