Musica

J-Ax al Medimex: "A gennaio il nuovo album"

Il rapper ha incontrato a Bari centinaia di fan parlando di musica, talent show e progetti discografici

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J-Ax – Credits: Ufficio stampa Medimex

La seconda giornata del Medimex, il Salone dell'innovazione musicale ospitato alla Fiera del Levante di Bari, si è aperta con centinaia di ragazzi delle scuole accorsi per ascoltare J-Ax. Intervistato da Gino Castaldo, l’ex frontman degli Articolo 31, elegante e rilassato, ha parlato a trecentossessanta gradi di musica, talent show, colleghi e progetti futuri.

Ax ha annunciato che il suo prossimo album uscirà a gennaio del 2015.Una buona occasione per parlare della scena rap italiana, mai così popolare quanto oggi: “Ho un rapporto di odio e amore con la nostra scena hip hop. Gli Articolo 31 erano odiati dall’ambiente underground, la stessa cosa che oggi capita a Fedez e a Emis Killa. I centri sociali hanno contributo alla nascita del rap all’inizio degli anni Novanta, ma noi facevamo parte di quelli che sono cresciuti nella propria cameretta, ascoltando musica. Ho notato che, a partire dal Duemila, la nuova generazione dei rapper citava sempre gli Articolo 31 come punti di riferimento, la stessa cosa è capitata a Max Pezzali”.

Inevitabile una domanda su come è nata la sua partecipazione a The voice: “Mi avevano già contattato per un talent, ma avevo rifiutato. Quando mi hanno chiamato per The voice era un periodo particolare: avevo mollato la mia etichetta dopo vent’anni, erano due anni che non facevo un disco, non mi divertivo. Ero in attesa di un segno dal cielo, che puntualmente è arrivato. Avevo paura di fottermi la carriera, ma volevo lavorare a tutti i costi con una leggenda come Raffaella Carrà e anche testare il pubblico italiano. Era il momento giusto per rimettermi in gioco e gli italiani mi hanno premiato. I miei fan, che non sono certo dei sentimentali, mi hanno perdonato anche le lacrime per Suor Cristina”.

La chiacchierata con Castaldo ha virato sulla nuova etichetta che J-Ax ha aperto insieme a Fedez: “Quando ho iniziato con gli Articolo 31 eravamo fuori sia dal circuito delle case discografiche che delle etichette indie, per fortuna un privato ha scommesso di tasca sua su due pazzi come noi. L’industria della musica non va alla giusta velocità rispetto al mondo di oggi, velocissimo. Io e Fedez ci siamo creati una nostra struttura, Newtopia, che ci permette di lavorare alla velocità che vogliamo noi. Abbiamo rischiato tutto,ma è andata bene”.

Rivolto ai ragazzi presenti in sala, Alessandro Aleotti (questo il suo vero nome) ha dispensato alcuni preziosi consigli: “Prima di essere scoperti, dovete capire voi qual è il vostro media. Non firmate contratti di nessun tipo, se prima non avete una base solida. Oggi non serve più qualcuno che investa su di te per diventare un musicista,basta un computer. Non seguite quello che c’è: più distruggete lo status quo,meglio è!”.

Un solo rimpianto, in oltre vent’anni di carriera: “Non ho mai avuto un album al primo posto. Quando usciva il mio disco, in contemporanea arrivava nei negozi l’album di Bruce Springsteen, di Madonna o dei Red Hot Chili Peppers. Sono un eterno numero due, mi sento un po’ Fantozzi”.

J-Ax ha chiarito i suoi rapporti con il collega Jovanotti, non sempre buoni: “Io e Lorenzo oggi abbiamo un ottimo rapporto, in Decadence canto “io sono Jovanotti for president”. Tanti anni fa ruppi provocatoriamente quell’album durante una serata, ma poi me ne sono pentito. Ho detto a Lorenzo: ‘Tutto quello che pensavo allora io di te, oggi la gente lo pensa di me, scusami’. Ho capito che non ha senso parlar male di un artista, è più utile impegnarsi a fare qualcosa meglio di lui”.

Vent’anni di carriera per l’ex Articolo 31, costellati da tanti incontri: “Durante i miei viaggi in Usa ho conosciuto Danny Fresh,uno dei miei idoli, e ho cenato con Quincy Jones, però i migliori incontri li ho fatti grazie a Giorgio Armani, che mi ha presentato Dennis Hopper e il mio più grande mito, Sophia Loren. Gli incontri più importanti in Italia sono stati quelli con Lucio Dalla e con Enzo Jannacci, mi hanno cambiato la vita”.

Dopo aver sottolineato la necessità di un sistema di protezione della musica italiana, un po’ come avviene in Francia, Ax si è dichiarato soddisfatto del suo libro: “Il libro era solo un pretesto per riunire insieme pensieri e frasi di canzoni, mi piace che qualcuno abbia chiamato aforismi le mie cazzate: a volte il sole batte anche sul culo di un cane”.


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