Enrico Fagone: l'arte del contrabbasso

Uno dei musicisti con cui Martha Argerich ama fare musica

Enrico Fagone (foto ufficio stampa)

Nazzareno Carusi

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Il problema di molti contrabbassisti d'oggi è credere che il loro strumento sia solo un più grosso violoncello e non abbia una propria assoluta identità. Così suonano anche benissimo, ma con risultato artefatto. Una plastica, che nulla rende della nobiltà inaspettata del più grande degli strumenti ad arco.

In questo tranello non cade (anzi, ci gioca) Enrico Fagone, primo contrabbasso dell'Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano e solista così impressionante da essere uno degli "amici" coi quali la divina Martha Argerich si bea di fare musica. Con gioia senza remore (che Enrico è grande da molto prima di conoscermi), vi dico che il Fago è mio amico fraterno da un bel po'.

Per la Stradivarius, due anni fa, registrò il Concerto in si minore per contrabbasso e orchestra di Giovanni Bottesini con la sua orchestra diretta da Christoph-Mathias Mueller. Il disco che lo contiene è Duets, perché ci sono anche il Duetto per clarinetto e contrabbasso, il Gran Duo Concertante per violino e contrabbasso e la Passione Amorosa per violino e contrabbasso (tutti dello stesso Bottesini, registrati con Walter Zagato, gran violinista, e quell'Apollo al clarinetto che è Corrado Giuffredi).

Il Si minore è opera fondamentale, insieme col Concerto di Koussevitsky. Una sfida al limite dell'umana bravura, come pure i duetti in programma. Ecco perché questo disco racconta perfettamente, registrato benissimo ed eseguito ancora meglio, ciò che all'inizio dicevamo. L'Orchestra della Svizzera Italiana è bravissima, tutti i partner strepitosi. Tecnicamente, Enrico è perfezione assoluta. Musicalmente, magia. Giuro. Sennò non suonerebbe con la Argerich, no?!

Twitter: @NazzarenoCarusi

Crediti:

DUETS
Enrico Fagone, contrabbasso
musiche di Giovanni Bottesini
Orchestra della Svizzera Italiana
Walter Zagato, violino
Corrado Giuffredi, clarinetto
Cristoph-Mathias Mueller, direttore
(STRADIVARIUS, 2011)

 

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