Gabriele Antonucci

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Il calore del soul, la tecnica del jazz e la tradizione della musica popolare cubana, con il tocco moderno del nu soul inglese.

E’ questa la ricetta della musica di Daymé Arocena, astro nascente della scena jazz e neo-soul internazionale cresciuta a pane e Nina Simone, che si esibirà per la prima volta in Italia in due concerti, il 14 aprile al Monk di Roma e il 15 al Biko Club di Milano.

La potente e versatile voce della cantante cubana, che si veste sempre di bianco, sarà accompagnata da una solida band in cui spicca la presenza del pianista inglese Robert Mitchell e del batterista Crispin  Robinson. Prima del concerto verrà proiettato il film documentario La Clave di Charlie Inman, con la voce narrante di Gilles Peterson che ha scoperto il talento della cantante a Cuba, dove si trovava per il progetto Havana Cultura.

Cantante, compositrice, arrangiatrice, direttrice di coro e band leader, a 24 anni Daymé Arocena è stata definita da Billboard come “L’habanera che colma la distanza tra musica cubana e americana”. Nel 2010 l’artista entra a far parte del quintetto jazz fusion Sursum Corda, con cui si esibisce anche al di fuori del suo paese. La sua fama cresce fino a duettare prima con Wynton Marsalis e la sassofonista canadese Jane Bunnett e poi con Ed Motta e Roy Ayers.

A giugno del 2015 pubblica Nueva Era, prodotto tra Londra e L’Havana, il suo album di esordio per la Brownswood Records di Gilles Peterson,  un’affascinante fusione tra  jazz, musica afro-cubana e sonorità contemporanee.

Il 6 maggio uscirà One Takes, un EP con sei cover, tra cui spiccano Stuck di Peven Everett e Gods of Yoruba di Horace Silver, realizzate insieme a Gilles Peterson e Simbad, di cui Daymé presenterà alcuni brani nei suoi concerti di Roma e Milano.

 

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