Musica

Danger Mouse, il genio che ha inventato il sound del nuovo millennio

Dal leggendario Grey album a Rome, fino all'ultimo disco-capolavoro con Karen O: Lux Prima. Ritratto di un produttore cult

MUSICA: ROME; COLONNE SONORE CON JACK WHITE, NORAH JONES

Gianni Poglio

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Il sarto che cuce addosso ad ogni canzone il vestito giusto: questo è Danger Mouse, all’anagrafe Brian Joseph Burton, 41 anni, il produttore che ha inventato il sound del nuovo millennio. Un genio rivoluzionario (nato White a Plains nello stato di New York), uno dei primi a comprendere che nell’era dell’ascolto digitale i confini tra i generi musicali andavano abbattuti e superati.

Lui lo fece trionfalmente nel 2004 prendendo due album storici, il White Album dei Beatles e il Black Album del rapper Jay-Z e fondendoli in unico disco semiclandestino, il Grey Album. Centomila download in ventiquattro ore decretarono che quel progetto (tecnicamente un mash up), nato in una stanza del suo appartamento, e senza nessuna benedizione da parte delle case discografiche, era il primo decisivo passo verso il futuro della musica. 

Ha vinto sei Grammy Award Danger Mouse, ma soprattutto ha fatto vendere decine di milioni di dischi agli artisti con cui ha lavorato. Senza contare quelli che ha venduto con i progetti musicali in cui compare in prima persona. Come i Gnarls Barkley il duo composto da Mouse stesso e dal cantante Cee-Lo. Insieme incisero Crazy un brano da cinque milioni da copie che conquistò un Grammy e spiazzò tutti con un videoclip ispirato al test psicologico di Hermann Rorschach (uno psichiatra svizzero) basato su macchie d’inchiostro simmetriche che venivano sottoposte all’attenzione dei pazienti. Oggi i Gnarls Barkley non esistono più, ma sono rimasti alla storia per la performance agli Mtv Movie Awards in cui suonarono Crazy travestiti da personaggi di Star Wars. 

Sparigliare sempre e comunque è la filosofia di Danger Mouse. Per lui avere un bella canzone su cui “mettere le mani” è solo l’inizio, è la tavola bianca del pittore. Poi, arrivano i colori. Il vero lavoro inizia quando si trova a decidere come vuole che “esca” la voce, come devono suonare le chitarre, il basso e le tastiere e quanta elettronica vada utilizzata. Poi, ci sono le note “segrete”, quelle nascoste che appena si percepiscono, ma che in realtà determinano l’impatto emozionale del pezzo. Affidato al suo trattamento lo stesso brano può suonare ultramoderno e futurista oppure irresistibilmente old school. Tra le perle della sua discografia c’è Rome uno straordinario disco spaghetti western realizzato a Roma in una settimana, esclusivamente con strumenti vintage, insieme a Norah Jones e Jack White (il più ispirato chitarrista contemporaneo), al compositore italiano Daniele Luppi e ad una manciata di musicisti che avevano collaborato con Ennio Morricone. Un album cult venerato come una reliquia da centinaia di artisti di tutto il mondo, un prodotto di nicchia che nello stupore generale ha debuttato all’undicesimo posto in classifica negli Stati Uniti e al ventesimo in Inghilterra. 

Trasforma in oro quel che tocca lo schivo e riservatissimo Danger Mouse. Lo sanno bene i Red Hot Chili Peppers per cui ha prodotto nel 2016 il best seller The Getaway, gli U2 con cui ha lavorato in sette canzoni di Songs Of Innocence (il disco messo gratuitamente a disposizione degli utenti di iTunes Store, ascoltato, solo nel primo mese, da 81 milioni di persone e scaricato 26 milioni di volte) e persino Adele. Con la vocalist inglese ha scritto River Lea, una delle perle contenute in 25, uno dei dischi di maggior successo dell’ultimo decennio. Non appagato ha anche reinventato il rock and roll con i Black Keys, un talentoso duo dell’Ohio che ha trionfato ai Grammy conquistando ben due premi con una sola hit: Lonely Boy. “L’approccio al mio lavoro è totalmente cinematico, quando produco o scrivo una canzone la traduco in immagini che a loro volta evocano suoni” ha dichiarato Brian Joseph Burton in una delle sue rarissime interviste, destando l’interesse di Mister Twin Peaks, ovvero David Lynch.

Che ha omaggiato Danger Mouse curando l’artwork, la fotografia e i trailer video del suo disco capolavoro, The Dark Night Of The Soul (tra gli ospiti, Iggy Pop, Julian Casablancas degli Strokes e Suzanne Vega). Ma per il regista Danger Mouse aveva in serbo una sorpresa. Così, quando se l’è trovato di fianco in sala d’incisione, lo ha convinto a suonare la chitarra, le tastiere, a scrivere un testo e persino a cantare il brano che dà il titolo all’album. Risultato? Una delle canzoni più oscure e ansiogene di sempre. Considerato il vocalist non poteva essere altrimenti…  Conquistare le classifiche e la critica spiazzando e sovvertendo ogni regola: è questa la mission che rende unici i dischi “lavorati” da Danger Mouse. Come Lux Prima uscito il 15 marzo, realizzato con la vocalist sudcoerana naturalizzata in America, Karen O. Un disco splendido in cui il brano d’apertura suona come se i Pink Floyd avessero incontrato Ennio Morricone…

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