Gabriele Antonucci

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Se oggi avete (come è probabile) già fatto una ricerca su Google, avrete notato come il doodle di oggi sia dedicato a B.B.King, che oggi avrebbe compiuto 94 anni.

Quattro anni fa, il 14 maggio 2015 il mondo della musica ha pianto la scomparsa di uno dei più grandi chitarristi blues di sempre.

King, nato a Itta Bena il 16 settembre del 1925, è stato il principale responsabile della diffusione della "musica del diavolo" tra il pubblico bianco americano, tanto che il suo modo di suonare l’inseparabile Lucille diventò il manuale blues dei moderni rockers.

Depositario di una lunga tradizione, che ha reinterpretato in modo personalissimo, suonando singole note a grande velocità, abbellendo e allungando le parti vocali senza tuttavia sostenerle con accordi pieni.

The King of blues ha collezionato nel corso della carriera 14 Grammy Award.

La sua carriera è iniziata nel 1949: il primo album, Singin' the blues, venne pubblicato solo nel 1957.

Vediamo insieme i suoi tre album fondamentali, di cui i migliori sono quelli incisi dal vivo.

1) LIVE AT THE REGAL (1964)

A metà degli anni Sessanta la carriera di B.B.King appariva in calo perchè il pubblico nero iniziò a voltargli le spalle. Ma il revival blues inglese, che aveva tra i suoi alfieri i Bluesbreakers di John Mayall e gli allora giovanissimi Rolling Stones, introdusse questa musica presso i giovani americani bianchi appassionati di rock. Live at the Regal inciso a Chicago nel 1964, spianò la strada alle apparizioni di King nel circuito dei concerti rock e in radio. Resta il suo disco dal vivo definitivo, con capolavori come Everyfday I have the blues, Sweet little angel, It's my own fault, How blue can you get e You upset my baby.

2) LIVE At COOK COUNTRY JAIL (1972)

B.B.King era nel pieno di una vera e propria rinascita artistica quando nel 1971 entrò nella prigione della contea di Cook a Chicago. B.B.riuscì a vincere l'ostilità dei prigionieri, come aveva fatto Johnny Cash nei suoi due leggendari album in prigione, e dimostrare perchè era lui il re del blues, grazie ad alcune tra le più belle versioni dei suoi classici, in particolare quella di The thrill is gone.

3) BLUES ON THE BAYOU (1998)

Il leggendario chitarrista ha dichiarato che Blues on the Bayou è il suo album preferito, e già questo basterebbe per rendere interessante questa incisione di fine anni Novanta, dal sound rilassato e caloroso. L'album ha vinto nel 2.000 il Grammy Award per Best Traditional Blues Album.

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