Essere semplicemente se stessi è un motivo di vanto. È un privilegio che pochi sanno prendersi. Ed è, di conseguenza, anche un grosso rischio. L'ultima data del "Voce Tour 2017" di Arisa è stata la prova di questo. Di fronte a un affollato Teatro Linear Ciak, la cantante ha abbandonato l'idea tradizionale di concerto. Non c'è stata una carrellata continua di canzoni. La scaletta chiaramente c'era, ma non è stata l'unica a dettare le regole del gioco. 

Il concerto è iniziato con Voce. Arisa, nel buio generale, compare dal fondo della sala, vestita da sposa e stupisce fin da subito per la sua precisione. Dopo questo momento di grande delicatezza, emerge un'altra anima della cantante, quella più grintosa e - perchè no - anche sensuale: è il turno dell'Arisa-version de La donna è mobile. Va detto che in certi momenti l'audio della sala risulta fastidioso per alcune imprecisioni tecniche (e non per colpa di Arisa che, invece, da inizio a fine concerto, è impressionante nella sua perfezione).

Alcuni brani di Arisa contengono senza dubbio qualche ingrediente magico. È il caso, ad esempio, di Meraviglioso amore mio. Il pubblico vive un momento di estasi. Poi Fidati di me, e la hit estiva Una notte ancora, che la vede correre e saltare tra il pubblico. 


"Di solito canto in teatri con cinque o sei persone", ha scherzato Arisa, "C'è troppa gente stasera, non me l'aspettavo". Subito dopo Una donna come me, cantata con un telefono vintage in mano: uno sketch divertente. Poi Cuore (Heart), dove la voce di Arisa riesce a toccare dal vivo note impensabili.

Sul palco con Arisa c'è una band decisamente valida. Ottimo il momento beatbox con Andrea D'Alessio in Malamorenò, piacevole la versione a quattro voci di Sincerità. Un esperimento riuscito che viene riproposto anche con Io non sono, Pensa così e Te lo devo dire

Dopo le sperimentazioni sul palco insieme ai coristi, Arisa torna alla sua versione più classica, e canta Controvento e Guardando il cielo. Un'intensità di interpretazione che è difficile trovare in molti artisti. 


Dopo una breve pausa, Arisa canta Gaia avvolta in una tenda illuminata con alcune luci. Il momento è suggestivo e piacevole. Altrettanto piacevoli sono le esibizioni de L'amore della mia vita e L'amore è un'altra cosa. Tra i brani però più apprezzati live c'è Ho perso il mio amore, il nuovo singolo della cantante. 

A questo punto Arisa chiede al pubblico di scrivere su alcuni foglietti cosa vorrebbero fare sul palcoscenico insieme a lei. La prima fan chiamata sul palco è Marianna, una bambina che ha espresso il desiderio di cantare Nessuno mi può giudicare insieme ad Arisa e a Caterina Caselli, presente in sala. Ma niente da fare: la celebre discografica declina l'invito. Arisa ripiega cantando Piccola Rosa alla giovane fan. 

Un fan balla il tuca-tuca con lei, un altro le dedica una canzone scritta appositamente per lei. Un momento simpatico che però, alla lunga, rischia di trasformare il concerto in una puntata di Italia's Got Talent (o Arisa's Got Talent). 

Dopo selfie con un'amica giapponese e alcune battute sull'alta percentuale di omosessuali tra il suo pubblico, Arisa finalmente torna a fare quello per cui la sua gente ha riempito il Linear Ciak: cantare. E quando canta lei, c'è poco da dire. Chiude con La notte, Poi però, Il tempo che verrà (dedicata a una fan), Per vivere ancora (con tanto di coppia gay sul palco) e Pace.

Un carnevale di sentimenti ed emozioni che - nella sua eccentricità - racconta l'anima sincera di Arisa.

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