Musica

AC/DC: Phil Rudd rimane agli arresti domiciliari

L'ex batterista della band australiana ha perso il ricorso in appello

Phil Rudd

Gabriele Antonucci

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Phil Rudd resta ancora fuori dal gruppo. L'ex batterista degli AC/DC,  riconosciuto colpevole lo scorso luglio di minacce e possesso di droga con una condanna a otto mesi, ha perso il ricorso in appello.

Non sono bastati, ai giudici, il percorso di terapia psicologica e la riappacificazione con la vittima delle minacce, per il quale è stato disposto un congruo risarcimento. Il presidente della corte giudicante Justice Raynor Asher ha sottolineato come Rudd, nonotante la misura restrittiva, possa comunque suonare in studio e in Nuova Zelanda.

Proprio in Nuova Zelanda, a Wellington, si chiuderà il 12 dicembre il trionfale Rock or Bust Tour della band australiana, che non sembra però avere intenzione di reintegrare il batterista al suo posto, affidandosi ancora alla potenza metronomica di Chris Slade.

Ad agosto Rudd aveva manifestato a una tv neozelandese e poi a Rolling Stone la sua voglia di tornare ai tamburi: "Non appena sarò libero, tornerò a fare quel che ho sempre fatto. Mi sento bene, voglio tornare a suonare. Se riuscissi a chiudermi in una stanza con Angus Young, riavrei il mio posto senza problemi. Negli AC/DC si fa così: se hai un problema personale, te lo risolvi per conto tuo. La band non è al tuo servizio. I miei problemi li sto risvolendo, quindi tornerò con loro quando sarà tutto a posto".

Brian Johnson e Angus Young non sembrano, però, essere d'accordo.

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