L'Italia è da alcuni anni un paese musicalmente autarchico, che accoglie con freddezza, se non con disinteresse, buona parte degli album internazionali, anche quelli che in Usa e in Inghilterra vendono centinaia di migliaia di copie (vedi Migos e Drake in ambito rap).

Basta dare un’occhiata alle classifiche FIMI degli ultimi cinque-sei anni per rendersi conto che la musica italiana abbia ormai soppiantato quella internazionale nelle preferenze dei nostri connazionali, esterofili in tutto, ma non al momento di acquistare un album o di ascoltarlo in streaming, mentre per i singoli la situazione è più bilanciata (qui trovi la classifica delle 25 migliori canzoni).

Il formato cd, nonostante la crescita esponenziale del vinile, rappresenta ancora la fetta maggiore del mercato della musica fisica, complici gli immancabili firmacopie, che rappresentano una boccata d’ossigeno per le major in un mercato sempre più asfittico, dove il confine tra mainstream e indie è sempre più labile.

Abbiamo selezionato, nella gallery fotografica che trovate qui sopra, i dischi italiani (qui trovi la classifica dei 15 migliori album internazionali) che ci sono piaciuti maggiormente in questi primi nove mesi dell'anno, spaziando tra pop, rock, rap, dance e cantautorato.

Una classifica del tutto soggettiva, che sarà costantemente aggiornata nel corso del 2018.

Secondo noi l'album italiano qualitativamente migliore come canzoni, produzione  e arrangiamenti è Brasil di Mario Biondi, prodotto dagli esperti da Mario Caldato e da Kassin, un'originale ibridazione tra musica brasiliana e il soul-funk tanto caro al crooner catanese, che avrebbe meritato maggiore attenzione da parte dei network radiofonici.

Sul podio salgono Mina e Max Gazzè, un gradito ritorno della prima con l'elegante Maeba, un salto di qualità per il secondo, che si è confrontato per la prima volta con un'orchestra sinfonica nel bellissimo concept album Alchemaya.

La classifica dei 15 migliori album italiani del 2018

1) Mario Biondi - Brasil

2) Mina - Maeba

3) Max Gazzè - Alchemaya

4) Calibro 35 - Decade

5) Cosmo - Cosmotronic

6) Piccola Orchestra Avion Travel -  Privè

7) Decibel – L’anticristo

8) Negrita – Desert Yacht Club

9) Thegiornalisti - Love

10) Ministri - Fidatevi

11) Black Beat Movement - Radio Mantra

12) Funk Shui Project & Davide Shorty - Terapia di gruppo

13) Ridillo - Pronti, Funky, Via!

14) Stylophonic - We are

15) Bud Spencer Blues Explosion - Vivi Muori Blues Ripeti

Gli altri dischi più interessanti

I Calibro 35 si confermano una delle migliori band italiane nel cinematico Decade, tra blaxploitation e colonne sonore, mentre Cosmo ha stupito ancora una volta mettendo insieme pop, cantautorato e dance nell’irresistibile Cosmotronic, un album che fa muovere al tempo stesso gambe e cervello.

Assai graditi i ritorni della Piccola Orchestra Avion Travel in  Privè, dove troviamo quattro brani scritti dal compianto Fausto Mesolella, dei Ridillo, gli araldi del funk in Italia dal 1991, con l’energico Pronti, funky, via! e di Stylophonic, all'anagrafe Stefano Fontana, che ha registrato a New York il nuovo disco We are, all’insegna di un electrofunk tutto da ballare, scritto a quattro mani con il talentuoso cantante Kena Anae, originario del Bronx.

Di grande qualità L’anticristo dei Decibel, tornati insieme dopo tanti anni, tra punk, glam e il rock decadente tanto amato da Ruggeri, mentre Love dei Thegiornalisti è un'orgogliosa celebrazione del pop, in perfetto equlibrio tra ironia e malinconia, che strizza l'occhio alle atmosfere degli anni Ottanta.

I Negrita confermano il loro eclettismo nel godibile Desert Yacht Club e i Ministri convincono anche nel loro album meno politico ma più introspettivo, dall’emblematico titolo Fidatevi, mentre i Bud Spencer Blues Explosion, il duo rock-blues formato da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio, si confermano una delle migliori realtà indipendenti italiane nell'adrenalinico Vivi Muori Blues Ripeti.

Tra le sorprese più belle del 2018 spiccano due lavori con una forte impronta "black", Terapia di gruppo di Funk Shui Project & Davide Shorty, che coniuga in modo fresco e sorprendente il funk del collettivo di musicisti e produttori torinesi con il rap e la voce soul del talentuoso Davide Shorty,  e Radio Mantra dei Black Beat Movement, gruppo milanese con un sound groovy che amalgama alla perfezione r&b, nu soul, funk e hip hop.

a cura di Gabriele Antonucci e Gianni Poglio

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