Magazine

Vi prometto un "Panorama" tutto nuovo

Il primo editoriale del neo editore e direttore di Panorama, Maurizio Belpietro

copertina Panorama La verità

Maurizio Belpietro

-

Quando nacque, 56 anni fa, Panorama era in bianco e nero, come l’Italia. Il compito che si era prefisso era di rappresentare un Paese moderno, in forte evoluzione, e ci riuscì pienamente, conquistando negli anni centinaia di migliaia di lettori e aumentando costantemente la tiratura. 

Da allora, di acqua ne è passata sotto i ponti e Panorama prima è diventato a colori, poi si è più volte trasformato, cercando di assoggettarsi alle esigenze sempre più sofisticate di una clientela composta da professionisti, professori, imprenditori, artigiani. Oggi, giunto a un’età che fino a ieri era considerata la soglia per ritirarsi dal lavoro, per lo storico settimanale degli italiani non è però giunta l’ora di andare in pensione, ma semmai di intraprendere una sfida ancora più interessante ed entusiasmante, in mare aperto.
Da questo numero, infatti, Panorama lascia la casa madre, la Mondadori, accettando un nuovo ingaggio da un editore più piccolo, ma che in questi anni ha dimostrato di essere più dinamico di tanti giganti dell’editoria. La Verità, un quotidiano nato due anni fa per volere di un pugno di giornalisti indipendenti, è il nuovo azionista e l’impegno assunto all’atto del trasloco dal grande gruppo al piccolo azionista è la garanzia di un’autonomia professionale e culturale. 
Panorama rimarrà un settimanale libero, che non dovrà rispondere a padroni o padrini, ma soltanto a chi lo comprerà in edicola o si abbonerà. Lo so, da anni c’è chi preconizza funerali anticipati per la carta stampata. Ma proprio l’esperienza de La Verità dimostra che le esequie possono essere rimandate, facendo crescere di mese in mese le vendite. Nessuno avrebbe scommesso due anni fa sulla possibilità di fare un giornale di carta contando solo sulle vendite in edicola. Eppure La Verità ha dimostrato che l’impossibile è possibile, che i giornali hanno ancora un senso e soprattutto, ed è ciò che conta, lettori. Così adesso, Panorama scommette sul progetto di un settimanale di informazione franco e senza pregiudizi né conformismi. Un settimanale nuovo, nonostante i suoi 56 anni. 
Come dicevo, dal 1962 a oggi la testata si è più volte trasformata per assecondare i gusti dei lettori, e ora lo farà un’altra volta, senza però stravolgere la sua fisionomia. Forse non sarà più il newsmagazine, il settimanale di notizie che i lettori hanno conosciuto e apprezzato, perché le notizie adesso arrivano oltre che via radio e televisione anche attraverso internet sui nostri computer e i nostri telefonini. Ma, rinunciando alla formula tradizionale, Panorama sarà un settimanale sorprendente, con inchieste e opinioni che altrove non sarà possibile trovare. Sarà una rivista di approfondimento, che pubblicherà senza fronzoli, imbarazzi o chiacchiere inutili quello che c’è da pubblicare. Sulla politica, la cultura, la scienza, la medicina, l’economia e gli spettacoli. L’idea alla base del progetto è dare ai lettori il meglio, evitando di allineare il settimanale all’onda conformista e scontata che sta travolgendo la stampa italiana e non solo. 
Quello che oggi avete tra le mani, ovviamente, non è ancora il nuovo Panorama, ma se avrete la pazienza di seguirci, già nei prossimi numeri vi riserveremo delle sorprese. Molti di voi mi conoscono, avendo io diretto questo giornale oltre un decennio fa, e sanno che sono abituato a mantenere la parola data. Dunque non mi resta che augurarvi un arrivederci al prossimo numero, con grandi firme e grandi inchieste.

© Riproduzione Riservata

Commenti