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Renzi: tutti gli ostacoli verso il referendum

Promesse non mantenute, la ripresa che non c'è e un partito allo sbando. Ecco perché le amministrative fanno paura al Premier

Panorama 23

Ecco perché #Matteononstasereno
Le amministrative a Milano, Roma e Napoli sono a rischio sconfitta. Ma le elezioni comunali rappresentano soltanto la partenza della corsa a ostacoli verso il referendum istituzionale di ottobre. Per questo il settimanale Panorama, nel numero in edicola da giovedì 2 giugno, dedica la storia di copertina a Matteo Renzi, cui dedica un titolo ironico: #Matteononstasereno, contraltare dell’#Enricostaisereno che il segretario del Pd twittò alla fine del 2013 all’allora presidente del Consiglio Enrico Letta, cui stava velocemente erodendo il potere. Contro Renzi, racconta Panorama in edicola, va infatti componendosi un’alleanza eterogenea, politica e non, sempre più decisa a votare «No» al referendum. Mentre già spunta il nome del potenziale successore: è proprio Enrico Letta, l’uomo che doveva stare sereno. E che potrebbe prendersi la grande rivincita.

"Io giudice senza corrente, giudico i miei colleghi che fanno politica"
"Pare impossibile, ma si diventa capi di una procura senza una preparazione specifica: basta una domanda, una determinata anzianità, essere agganciati al carro giusto ed è fatta!". Così parla Cuno Tarfusser, magistrato senza corrente, vicepresidente della Corte penale internazionale dell’Aja, già candidato procuratore di Milano. Per quell’incarico, il 30 maggio il Csm ha scelto Francesco Greco. La procedura per la nomina, però, è stata viziata da una grave anomalia: Tarfusser non è mai stato ascoltato dal Csm. Per questo si è ritirato dalla corsa, denunciando "il ripetersi di circostanze per cui mi viene negata la possibilità di mettere a disposizione le mie esperienze". Panorama l’ha intervistato sul suo caso. E sulla crisi della giustizia.

Perché quel Lungarno col buco è la metafora del renzismo
La voragine sul Lungarno è la grande metafora dell’inconsistenza dell’amministrazione della città, che fino al 2014 ha avuto come sindaco Matteo Renzi e poi il suo ex vice Dario Nardella. Così Panorama ha fatto un lungo viaggio nelle mille bolle del "renzismo realizzato" in provincia: tra mille intrecci d’interesse, scambi di favori e milioni spesi male. Ma soprattutto fra le tante promesse mancate e le troppe opere incompiute.

Ora basta con l’immigrazione all’italiana
Quindicimila sbarchi e quasi mille morti annegato in 10 giorni. Un bilancio drammatico che supera anche le allarmate previsioni di oltre 270 mila sbarchi entro fine anno 2016. Se questo è il ritmo si arriverà a 7-800 mila arrivi. "Non è in corso nessuna invasione, i dati parlano di un numero di sbarchi inferiore all’anno scorso" afferma Matteo Renzi che si aggrappa al Migration compact, la sua proposta alla Ue sul tema dell'immigrazione, che lui stesso ha definito "semplicemente strepitosa". Ma la realtà e i numeri sono ben diversi: l'Italia non può farcela da sola. Né l'appello di Angelino Alfano alle Prefetture affinché accolgano i nuovi arrivi è sufficiente: ogni provincia (ma non erano state abolite) dovrebbe prenderne 70, ma come dicono alcuni sindaci intervistati da Panorama: "Non possiamo reggere questo ritmo".

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