Flair

Flair: Women

I protagonisti, le tendenze, la moda: il 20 ottobre esce un numero che racconta le donne che oggi, più che mai, lasciano il segno

Cover-Flair-25-Petra-Collins

Michele Lupi

-

Fin dai tempi di una Milano cupa e grigia (mentre oggi le va riconosciuto il suo carattere solare, la sua bellezza, la sua rinascita e la forza che esprime con discreta eleganza), ho dei ricordi di Anna Piaggi, giornalista e icona della moda. Mi riferisco alla Milano dei primi Anni 80: allora passavo spesso in via Pontaccio, di ritorno dal Liceo Parini, con i piedi sul marciapiede e la testa proiettata a Londra, ai suoi ruggiti punk e new wave. Non di rado incontravo questa figura eccentrica, direi colorata, che aveva un modo di vestire tutto suo ma evidentemente intelligente, mai provocatorio. Si vedeva che era un’anima gentile e curiosa e che indossava abiti come messaggi, come citazioni colte. Ai passanti distratti, sembrava semplicemente una bizzarra signora. Ma se quegli stessi passanti distratti vedessero oggi il nuovo, bellissimo film di Alina Marazzi (una regista attenta e impegnata, già autrice di opere toccanti come Un’ora sola ti vorrei, Vogliamo anche le rose e Tutto parla di te) intitolato Anna Piaggi, una visionaria della moda, s’illuminerebbero, perché capirebbero che quella signora «vestita come una pazza», sì, dicevano proprio così, era in realtà una vera e propria musa - e anche un’intima amica - per alcuni giganti della moda come Karl Lagerfeld, Gianni Versace e Manolo Blahnik. Questo editoriale è quindi dedicato a lei e alla regista Alina Marazzi, che ha avuto la capacità di descriverla con tanta delicatezza, in un numero dove Flair racconta le donne che oggi, più che mai, lasciano il segno.

39 domande a Alina Marazzi

Cosa la fa piangere? Quando gli amanti si separano. Qual è l’ingiustizia più grande a cui ha assistito in vita sua? Le immagini viste in tv dell’assalto alla scuola di Beslan nel 2004. Il nome del suo eroe civile? Joyce Lussu, partigiana e poetessa. Pena di morte: favorevole o contraria? Contraria. Per un figlio, scuola pubblica o privata? Pubblica. È più brava a fare i soldi o a spenderli? Faccio pochi soldi e sono parsimoniosa.
Prima di iniziare a girare un film qual è il suo stato d’animo? Concentrazione assoluta. Lei ha girato un film dedicato a un’interprete della moda come la giornalista Anna Piaggi. Cosa l’ha colpita del personaggio? Il suo spirito libero e la sua ironia. Una lezione di Piaggi sulla moda che supera le mode? Sorprendere senza provocare. E per lei cos’è la moda? Espressione del proprio stato d’animo. La sua vera, assoluta, dominante passione? La passionalità, per l’appunto.
Gruppo musicale o solista preferito? Un tempo i Clash, oggi il cantautore indie americano Sufjan Stevens.
Esame per la patente: dove, a quanti anni? Londra, avevo 26 anni. Lei fa cinema. Ma il teatro cosa rappresenta per lei? Sperimentazione. Che cos’è la politica per lei? Qualcosa da vivere nel proprio quotidiano, con convinzione. Il regista o attore con cui vorrebbe collaborare e perché? Michel Gondry, mi seduce la sua visionarietà e il suo romanticismo. Cosa le dà più fastidio nell’abbigliamento e nel carattere di una persona? Sugli abiti, le macchie di unto. Nel carattere, quelli che parlano troppo e a voce alta.
Se potesse legiferare, che multa darebbe a chi butta un chewing-gum per terra? Scrostare tutte le gomme appiccicate sui marciapiedi. Secondo lei, perché nei film di fantascienza non è mai rappresentata l’arte del futuro? I film di fantascienza sono già di per sé molto artistici. Applicazione più usata? Spotify. Facebook o telefonata a un amico? Telefonata. Cocktail preferito? Preferisco il vino.
L’hotel dove tornerebbe più volentieri? Pera Palas a Istanbul, a patto che cambino i letti. Il viaggio che rifarebbe? Vietnam, per conoscerlo meglio. La persona dalla quale ha imparato di più? I miei figli. A quanti anni ha fatto l’amore, la prima volta? È stato molto molto tempo fa...
La maggior ingiustizia subita personalmente? È in corso, non ne posso parlare. Cos’è il sesso? Femminile/maschile. L’amore vero esiste? Certo. Cosa le piace di Milano? E cosa no? Che esistono ancora alcune vecchie osterie. Non mi piace il traffico isterico. Di che umore si sveglia in genere la mattina? Buono. Dove vorrebbe essere tra un anno? Tra le braccia di colui che amo. Il suo film preferito? E perché lo preferisce. In questo momento Dio esiste e vive a Bruxelles di Jaco Van Dormael, perché è visionario, romantico e filosofico.
Il libro più amato? In questo momento Gli anni della francese Annie Ernaux. Campione più ammirato? Alfonsina Strada, la prima donna a correre al Giro d’Italia (nel 1924, ndr), anche se non ha mai vinto nulla. Il nome di donna che porta nel cuore? La scrittrice Goliarda Sapienza. Ristorante preferito? Pepe in Corso San Gottardo, a Milano. La cosa – a cui tiene molto – e che le manca ancora di fare? Attraversare il deserto a dorso di cammello in compagnia dei miei figli. In una parola, cosa significa per lei girare un film? Soffrire molto, poi gioirne molto..

© Riproduzione Riservata

Commenti