In mezzo ai ghiacci tropicali

La nave Costa neoRomantica ha passato lo Stretto di Magellano, il Fiordo di Aysén e Valparaíso, prima di raggiungere l’Isola di Pasqua

Il giro intorno al mondo della Costa neoRomantica è arrivato al fiordo di Aysén

Al mondo esistono tanti posti sperduti, ma sono quasi certa che di territori impenetrabili e selvaggi come i fiordi cileni non ce ne siano poi tanti. Qui, all’estremità del Sud America, le terre emerse si sgranano in migliaia di isolette, mentre sottili insenature ricamano il continente: uno scenario labirintico e mutevole, cesellato nel corso dei millenni dai ghiacciai che scendono dalla Cordigliera delle Ande.

Arrivarci a bordo di una nave da crociera, guardando questi paesaggi ancestrali attraverso un oblò, può rivelarsi un’esperienza quasi surreale. Bisogna davvero provare cosa vuol dire avere un posto in prima fila per vedere scorrere davanti a sé, nell’ordine: lo Stretto di Magellano, poi le onde del Pacifico (non sempre così amichevoli, a dire il vero), infine lo spettacolo di una lingua di ghiaccio che si tuffa nelle fredde acque australi. Sì, perché, dopo una serie di immagini del genere, l’unica cosa che la maggior parte delle persone riesce a dire è semplicemente «wow».
Succede a quasi tutti noi, passeggeri della Costa neoRomantica, quando agli inizi di novembre arriviamo al cospetto del ghiacciaio Amalia: siamo nel territorio della Patagonia cilena, più precisamente all’interno del Parco nazionale Bernardo O’Higgins.
Dopo aver percorso il Canale Sarmiento, vediamo spuntare, tra la nebbia e le nuvole, un fronte ghiacciato di un color azzurro traslucido. Come era successo solo pochi giorni prima a Capo Horn, ci ritroviamo tutti sui ponti esterni, armati di macchine fotografiche e videocamere. Per non parlare dei tablet e degli smartphone, naturalmente: può apparire un po’ fuori luogo, lo ammetto, ma quando si fa un viaggio di questo genere (una crociera intorno al mondo di 122 giorni) le persone hanno una gran voglia di mostrare ai loro amici quello che stanno facendo.

"Cosa possibile tramite il wifi di bordo, presente nelle cabine come nelle aree comuni, che permette di connettersi a internet e di accedere a qualsiasi servizio, dalle email fino a Skype" chiarisce Giannino Bernobich, It officer della nave, spiegando come le esigenze dei crocieristi siano cambiate nel giro di pochi anni.
Così, tramite una serie di antenne paraboliche poste sul tetto della nave e connesse a un satellite geostazionario, molti passeggeri si concedono un piccolo peccato di vanità, pubblicando scatti spettacolari sulla propria pagina Facebook (giusto per fare un esempio). Intanto la navigazione prosegue attraverso luoghi altrettanto incontaminati, anche se avanzando verso nord il paesaggio incomincia ad addolcirsi e la primavera a farsi sentire. Sperimentiamo per l’ultima volta l’eccitazione di trovarci nel bel mezzo del nulla quando percorriamo l’incantevole fiordo Aysén, tra vulcani incappucciati di neve e baie silenziose. Ma ormai all’orizzonte spuntano già i ripidi cerros (colli) e i palazzi coloniali di Valparaíso, la città più bohémienne e anticonformista di tutto il Cile: giusto una parentesi di civiltà, prima di lanciarsi di nuovo verso posti sperduti.

La prossima destinazione (purtroppo l’ultima per chi scrive) è infatti l’Isola di Pasqua: c’è da scommettere che, questa volta, a essere taggato su Facebook sarà il volto enigmatico di qualche moai. Nel mio cuore rimarrà invece impressa ogni emozione della magia Costa.

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