"To be or not to be" al cinema e la speranza di un'Italia migliore
"To be or not to be" al cinema e la speranza di un'Italia migliore
Cinema

"To be or not to be" al cinema e la speranza di un'Italia migliore

Quei "pazzi" della Teodora propongono in versione restaurata il capolavoro di Lubitsch del 1942. Uno spettacolo emozionante: sala piena e applausi a fine film

Quella di ieri è una serata di cinema di cui coltiverò a lungo il buonissimo sapore. Anteo di Milano, sala Duecento piena e strabordante, applauso a fine visione e tanti visi soddisfatti e quasi resi fraterni dalla magia della settima arte. Il film visto? To be or not to be (Vogliamo vivere!), la commedia culto di Ernst Lubitsch, datata 1942. Un bianco e nero da Hollywood classica, restaurato e rimasterizzato, presentato in versione originale con sottotitoli italiani. Un travolgente Jack Benny e una stupenda Carole Lombard, alla sua ultima interpretazione, prima dell'incidente aereo in cui morì.

Quei meravigliosi "pazzi" del distributore Teodora Film hanno sfidato il pubblico italiano, e il pubblico ringrazia. Il film è riproposto in sala da giovedì 30 maggio e nel primo weekend di programmazione è entrato a sorpresa nella top ten degli incassi, realizzando la seconda media copia più alta (euro 3.759,00) dopo Una notte da leoni 3.

"Riproporre il capolavoro di Lubitsch" ha detto Vieri Razzini, direttore artistico di Teodora Film,  "è stato un atto fiducia e di speranza nell'intelligenza del pubblico italiano e l'applauso che scatta nelle sale alla fine di ogni proiezione, ci riempie di gioia".

La gioia è condivisa. È una gioia poter vedere sul grande schermo un'espressione tanto arguta e geniale di cinema, ancora perfetta in tutti i suoi tempi comici. È una gioia gustarsi una così pungente e perfettamente congeniata satira sul nazismo, che si fa beffe di Hitler quando ancora il Führer non era caduto, e sentire la sala ora concentrata, ora aprirsi in un'educata esplosione di risate. È una gioia riempirsi gli occhi dei tanti spettatori entusiasti. Fa sperare quasi con commozione in un'Italia migliore, che ha voglia di conoscere e cerca la bellezza, nel senso meno superficiale del termine.

Poi... mi rendo conto però che la media età della platea è piuttosto alta. Penso a questo dato, risento l'acume delle battute più esilaranti del film ("Io sto a dieta? Tu dimagrisci"), e un dubbio amaro mi coglie: che il meglio sia già passato?

 

@simosant_

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