Joe Hisaishi e le note dei sogni di Miyazaki
Tony Anna Mingardi
Joe Hisaishi e le note dei sogni di Miyazaki
Cinema

Joe Hisaishi e le note dei sogni di Miyazaki

Il grande compositore giapponese in un intenso autoritratto ci ha parlato di musica, di cinema, di Fukushima e del futuro

Joe Hisaishi, uno dei più grandi compositori per il cinema dei nostri tempi, è ospite al Far East Film Festival 2015 per un concerto destinato a fare storia.

Il maestro che ha dato voce ai capolavori di Hayao Miyazaki e dello studio GhibliLa città incantata, Il mio vicino Totoro, Il castello errante di Howl, Porco Rosso, Principessa Mononoke, creando una perfetta armonia fra musica e immagini. L'artista che ha reso ancora più struggenti le atmosfere dei successi di Takeshi Kitano: L'estate di Kikujiro, Hana-bi e Sonatine. Abbiamo avuto l'onore di incontrarlo durante la sua prima ed esclusiva partecipazione a un festival del cinema italiano.

• Il concerto è stato molto apprezzato dal pubblico in sala. Sei soddisfatto di come è andato? Cosa ha significato ricevere il Gelso d'oro alla carriera?

Durante la prima parte del concerto ero un po’ in difficoltà a causa di un fastidioso raffreddore. Man mano che l'esecuzione procedeva però mi sono ripreso e alla fine è stata una bellissima esperienza. Un concerto è qualcosa che nasce dalla collaborazione tra l'orchestra e il pubblico e penso che ieri sera siamo riusciti a creare un'esperienza decisamente positiva.

Fa sempre molto piacere ricevere un premio come il Gelso d’oro. Se ciò che ho fatto durante la mia carriera viene valutato positivamente la cosa non può che lusingarmi, a maggior ragione se accade in un paese come l’Italia.

Il maestro Joe Hisaishi riceve il Gelso d'oro alla carriera Tony Anna Mingardi

• Qual è il tuo processo creativo quando lavori a una colonna sonora?

La prima cosa che faccio è visionare il copione, è estremamente importante avere un'idea chiara di quelli che sono i contenuti del film. Successivamente incontro il regista, per capire quale messaggio vuole trasmettere con la sua opera. Infine cerco di capire quali sono le tempistiche del film, come sono strutturati i movimenti. Devo vedere come si muovono i personaggi per comprenderne il tempo musicale e inserirlo nella mia composizione.

• Conduci tu stesso l’orchestra durante la registrazione delle colonne sonore?

Registro sempre le colonne sonore dirigendo in prima persona l'orchestra. E’ molto importante per riuscire a trasmettere le sfumature che creo quando compongo un’opera. Il tempo a disposizione poi è sempre molto scarso per cui faccio molto prima se me ne occuparmene personalmente.

• Quale aspetto preferisci del tuo lavoro: suonare il piano, comporre o dirigere l’orchestra?

Vado per esclusione: suonare il pianoforte non mi piace per niente. Dirigere l'orchestra ad essere sincero nemmeno, se pensate che è uno scontro fra una persona e 90 capite facilmente che non è un’esperienza così piacevole. Comporre d'altra parte è per me una delle cose più difficili e dure, di conseguenza quella che voglio fare meno. E' quasi doloroso, ci sono volte in cui non ho l'ispirazione e passo tutto il giorno senza scrivere nulla. Altre invece mi ritrovo all’improvviso a comporre durante la notte e a completare il lavoro in un attimo. In quel momento nasce qualcosa, in quel momento mi emoziono. Comporre quindi è la cosa che mi piace di più e contemporaneamente quella che mi piace meno. Proprio per questo alla fine quello che preferisco del mio lavoro è senz’altro la composizione.

• L'avanzare dello sviluppo tecnologico ha cambiato il tuo modo di comporre musica?

Senza dubbio negli anni il mio approccio è cambiato. Ancora oggi lavoro a mano durante la parte iniziale delle mie composizioni, ma per tutte le rifiniture e la stesura degli spartiti utilizzo il computer. Faccio uso della tecnologia il minimo indispensabile in modo da non diventarne mai schiavo. Il risultato deve rimanere un riflesso del mio elemento creativo, ed è per questo che cerco di rimanere il più analogico possibile.


• I capolavori di Miyazaki sono pieni di personaggi che volano. Cosa significa questo quando si tratta di raccontarlo in musica?

Tantissime opere di Miyazaki hanno scene di volo. Da un certo punto di vista potremmo dire che volare è sempre stato il sogno dell'essere umano. Quando compongo per queste opere quindi provo a trasmettere la speranza dell'uomo di riuscire a realizzare questo sogno. Adattare una musica lenta a scene di grande dinamismo può generare per esempio un contrasto emotivo molto interessante.

• Qual è il tuo rapporto con il cinema di Takeshi Kitano, un genere completamente diverso da quello dell’estetica fantastica dello studio Ghibli?

Le opere di Miyazaki sono di animazione, quindi nel momento della composizione cerco di creare una vera e propria melodia. Da quando avevo 20 anni, invece, ho sempre avuto un forte interesse per la musica minimalista, che fa parte dei generi contemporanei. Quando approccio la musica per i film di Kitano e la compongo attingo semplicemente a questa mia sfaccettatura artistica.

• Conosce il melodramma italiano. Ha avuto qualche influenza dalla sua opera?

Ascolto l’opera italiana, per esempio Verdi, Puccini e ritengo che ci siano molte composizioni che hanno una melodia estremamente chiara. Mi piacciono molto perché hanno un aspetto melodico positivo e luminoso ma hanno anche una tonalità in contrasto, con una bidimensionalità che trovo assolutamente affascinante.

• Se dovesse ricevere una proposta di lavorare con qualche registra straniero, chi potrebbe essere? Un americano, un italiano?

La cosa importante per me è che ci sia la voglia di trattare la musica come opera musicale. L'importante è che il regista voglia dare questo tipo di espressione alla sua opera. Al giorno d'oggi sono molte le opere in cui la musica viene trattata in modo secondario come se fosse una parte degli effetti sonori del film. Con questo tipo di registi per esempio non voglio avere niente a che fare.


Joe Hisaishi durante la conferenza stampaTony Anna MIngardi

• Conosciamo il tuo grande impegno sociale in seguito al disastroso terremoto del Tōhoku nel 2011. Qual è la tua opinione su Fukushima?

La mia opinione non è per niente ottimista. Ci sono delle problematiche molto radicate e preoccupanti che secondo me non sono ancora state portate all’attenzione del pubblico.
Le zone contaminate hanno subito una grossa perdita e non sappiamo ancora quando potranno essere bonificate né se sarà possibile. Io continuo a tenere a mente quelle che potrebbero rivelarsi essere le circostanze più complicate e proprio per questo come giapponese faccio il possibile per aiutare quella zona del mio paese.

• Cosa pensa dell'energia nucleare?

Sono assolutamente contrario

• Cosa vorresti che il mondo ricordasse di te tra 100 anni?

Devo essere sincero, non ci ho mai pensato. Non sono una persona che ha grande interesse per quello che ha creato in passato. Quando devo fare un concerto come quello di ieri, rifacendo brani del passato non ne sono entusiasta come quando devo fare qualcosa di nuovo. La creazione del futuro è quello che mi entusiasma. L'idea di poter creare ancora tanto in futuro è ciò che mi spinge a continuare.

Joe Hisaishi durante il concerto al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”

Tony Anna Mingardi
Joe Hisaishi apre il Far East Film Festival 2015
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