Musica

1980-2020: venti album leggendari usciti quarant'anni fa

Da Nero a metà di Pino Daniele a Remain in light dei Talking Heads a Back in black degli Ac-Dc...

Sono trascorse quattro decadi dall'uscita di una manciata di dischi che hanno fatto la storia della musica contemporanea. Album pubblicati nel 1980, ovvero all'inizio di una decade che ha segnato un profondo e radicale cambiamento rispetto alle sonorità e alle "vibrations" degli anni Settanta. 

Ne abbiamo scelti 20, a cominciare da un capolavoro senza tempo dei Clash...

1) Clash - Sandinista! 

Jazz, dub, punk, reggae e ska in tre vinili. Uno dei migliori album del secolo scorso. Tra i brani cult, The magnificent seven, Police on my back, cover di un vecchio brano di Eddy Grant contro il regime dell'apartheid in Sudafrica, Washington Bullets, l'unico in cui nel testo compare la parola Sandinista e Ivan Meets G.I. Joe, surreale storia di un incontro tra un soldato americano ed uno russo in una sala da ballo. 

2) Lucio Dalla - Dalla

Un best seller grazie a canzoni indimenticabili come Balla balla ballerino, Cara, Futura e Siamo dei. Bellissima anche Meri Luis, in cui l'inizio strumentale è ispirato a Milestones di Miles Davis.

3) Ac-Dc - Back in black 

Uno dei dischi rock più famosi di sempre. Ad oggi ha venduto oltre 50 milioni di copie. La copertina totalmente nera scelta venne scelta in segno di lutto per la morte del cantante del gruppo Bon Scott. A rendere l'album immortale una straordinaria sequenza di brani come la title track, Hell's Bells, Shoot to thrill, You shook me all night long e Rock and Roll ain't noise pollution.

4) Pino Daniele - Nero a metà

Il primo grande capolavoro del bluesman. Canzoni straordinarie e un band di musicisti stellari (Agostino Marangolo, Enzo Avitabile, James Senese, tra gli altri) fanno di questo disco uno dei gioielli della musica italiana del Novecento. Nella trackist, I say  i'sto ccà. Quanno chiove, Nun me scoccià. 

5) Joy Division - Closer

Pubblicato il 18 luglio del 1980, due mesi dopo il suicidio del frontman Ian Curtis, è una delle pietre miliari della new wave e del dark. Closer ricevette un'accoglienza trionfale da parte della critica. Dopo l'uscita dell'album, gli altri membri del gruppo sciolsero la band per dare vita ai New Order. 

6) Iron Maiden - Iron Maiden

Un must assoluto per chiunque voglia conoscere le origini dell'heavy metal, un album seminale come pochi altri nella storia del rock. Alla voce Paul Di'Anno che abbandonerà la band dopo l'uscita del secondo disco, Killers. Tra le perle di Iron Maiden, Prowler, Remember Tomorrow, Phantom of the opera e Running Free. 

7) Motorhead - Ace of spades 

Insuperabili nel loro genere, il power trio più potente ed iconico di sempre, molto più di una semplice metal band. Impressionante la tracklist con Ace of Spades, Love me like a reptile, Jailbait, Bite the Bullet e (We are) the road crew.

8) Kurtis Blow - The Breaks

The Breaks, considerato ancora oggi un inno generazionale per gli appassionati di cultura hip hop, è anche il nome del primo album di Kurtis Blow, uno dei padri putativi del rap. Tra le altre canzoni memorabili del disco ricordiamo Christmas Rappin’, primo brano rap dedicato al Natale, e Hard Times, pezzo a tema sociale.

9) Dire Straits - Making movies

Potente, ispirato, con il miglior sonwriting di sempre del gruppo. In Inghilterra è rimasto in classifica per 252 settmane, mentre in Italia ha superato il milione di copie. Il sound della chitarra di Knopfler e una band perfettamente a fuoco sono i tratti distintivi di pezzi memorabili come Tunnel of Love, Romeo and Juliet ed Expresso Love.  

10) George Benson - Give me the night 

Uno dei massimi vertici della fusion, con qualche concessione alle sonorità disco, Give me the night ha segnato il magico incontro tra il cantante/chitarrista George Benson e il produttore Quincy Jones. Oltre all’irresistibile singolo che dà il titolo all’album, sono indimenticabili anche Love x Love, Off Broadway, Moody’s Mood e Dinorah, Dinorah.

11) The Sugarhill Gang - The Sugarhill Gang 

Un anno dopo il clamoroso successo di Rapper’s Delight, il cui merito va più alla base strumentale di Good Times degli Chic (che, dopo una disputa legale, videro riconosciuti i loro diritti) che alle doti dei tre rapper, la Sugarhill Gang pubblica il convincente album eponimo, con gemme come Sugarhill Groove, Rapper's Reprise e Bad News (Don't Bother Me).

12) Talking Heads - Remain in Light 

Nati in pieno boom della New Wave alla fine degli Settanta, i Talking Heads di David Byrne sono stati tra i primi ad operare una reale contaminazione tra il sound della White America e quello della Black America. Prodotto dal genio di Brian Eno, Remain in Light tiene insieme la poliritmia africana, il funk e la musica elettronica in gioielli come Crosseyed and Painless, The Great Curve, Once in a Lifetime e Houses in Motion.

13) Stevie Wonder - Hotter than July

Stevie Wonder, vincitore di 25 Grammy Awards, ha scritto alcune delle pagine più belle nella storia della musica black. Ne è un perfetto esempio Hotter Than July, un album ricco di calore e di classe, dove spiccano gli inni Master Blaster(Jammin’) e Happy Birthday, dedicati rispettivamente a Bob Marley e a Nelson Mandela, oltre alle romantiche ballad Lately e Rocket Love.

14) Bob Marley - Uprising

L'ultimo album del re del reggae (morto nel 1981) contiene due delle sue canzoni più note e celebrate: Redemption Song e Could You be Loved. Il disco venne pubblicato il 10 giugno. Diciassette giorni dopo andò in scena a San Siro lo storico concerto di Marley davanti a centomila spettatori. In scaletta, nei bis, Redemption song e Could you be loved. 

15) John Lennon - Double fantasy

Settimo ed ultimo disco in studio registrato da John Lennon, Double fantasy, pubblicato tre settimane prima del suo omicidio, segnò il ritorno sulle scene dell’ex Beatles dopo cinque anni di silenzio discografico in seguito alla nascita del figlio Sean. Nell’album troviamo classici del suo repertorio come (Just Like) Starting Over, Woman e Watching the Wheels, quest’ultimo pubblicato come singolo dopo la sua morte.

16) Bruce Springsteen - The River 

Pubblicato in un periodo dominato dagli ultimi fulgori della disco music, dall'oscurità del post-punk e dalla diffusione della musica elettronica, The River di Bruce Springsteen era un album meravigliosamente fuori tempo e, proprio per questo, ancora attualissimo a 40 anni di distanza. In esso Bruce racconta con maestria l’altra faccia dell’America, quella proletaria e inquieta che, più che in cerca del Sogno Americano, era in fuga dall’incubo della quotidianità.

17) Edoardo Bennato - Sono solo canzonette

Bennato è stato uno dei primi artisti italiani, fin dal suo esordio discografico nel 1973, a coniugare il rock'n'roll e il blues americani con le sonorità mediterranee, le tammurriate e l’operetta. Sono solo canzonette, un concept album ispirato alla storia di Peter Pan, fu l’album più venduto dell'anno, nonostante sia uscito quindici giorni dopo un altro disco dello stesso autore, Uffà! Uffà!

18) Ramones - End of the century

L'incontro tra i padrini del punk rock americano e il mitico produttore Phil Spector, inventore in studio di registrazione del cosiddetto "wall of sound", noto per aver lavorato, tra gli altri, con i Beatles. Tra le chicche del disco Baby, I Love you. Do you remember rock and roll radio?, This ain't Havana e Rock and Roll High School

 19) Cure - Seventeen seconds 

Da molti considerato, insieme a Disintegration, il capolavoro dei Cure, Seventeen Seconds è una pietra miliare della new wave. Dal basso incalzante di Play for today al requiem di A Reflection, dall’oscura At Night all’indimenticabile A Forest, Seventeen Seconds è un luminoso viaggio attraverso le tenebre.

20) Peter Gabriel - Peter Gabriel

Peter Gabriel, mente e cuore del periodo migliore dei Genesis, nel 1980 ha stupito tutti con il suo terzo album, la cui iconica copertina è merito del compianto Storm Thorgerson, trascinato dai singoli Games Without Frontiers, ispirato dai Giochi senza frontiere televisivi, e dall’inno contro l'apartheid Biko, scritto in memoria dell'attivista politico Sudafricano Stephen Biko.

A cura di Gianni Poglio e Gabriele Antonucci

p.s. non è una classifica...

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