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Sex and Revolution! A Reggio Emilia in mostra la trasgressione

In programma a Palazzo Magnani, dal 20 Aprile al 17 Giugno 2018, uno degli appuntamenti più attesi della XIII edizione di Fotografia Europea

Mostra che idealmente dà l'avvio al programma di Fotografia Europea 2018, l'esposizione a Palazzo Magnani - curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo, docente all’Università di Torino - offre un quadro poliedrico e completo sulle origini e gli sviluppi  della rivoluzione sessuale tra gli anni ’60 e ’70

Oltre 300 i pezzi in esposizione - dalle sequenze cinematografiche alle fotografie, dai fumetti ai rotocalchi, libri e locandine di film, dai brani musicali alle installazioni multimediali, oggetti di design, musica e molto altro - tutti rigorosamente d'epoca

Quando

"Sex and Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977)" sarà visitabile dal 20 aprile al 17 giugno 2018 nei seguenti giorni e orari

Giornate inaugurali:

venerdì 20 aprile, dalle 19.00 alle 23.00
sabato 21 aprile, dalle 10.00 alle 23.00
domenica 22 aprile, dalle 10.00 alle 20.00

Fino al 17 giugno, venerdì sabato e domenica, dalle 10.00 alle 20.00

Dove

Sede espositiva, lo storico Palazzo Magnani, in corso Garibaldi 29/31 a Reggio Emilia

Perchè è interessante

Il percorso espositivo, suddiviso per aree tematiche, attraverso una serie di oggetti simbolo analizza come la sessualità, finalmente liberata, abbia influenzato buona parte della cultura e della società: la musica (con le canzoni dal tono e dal testo esplicito come Je t’aime… moi non plus di Serge Gainsbourg e Jane Birkin), il teatro (con i musical Hair, Oh Calcutta, The Rocky Horror Show), il cinema d’autore, che va verso il sesso esplicito (Novecento di Bertolucci, L’impero dei sensi di Oshima), il fumetto (con Sukia, Jacula e numerosi altri), la letteratura (con autori quali Philip Roth e Alberto Moravia o casi letterari come i best-seller Porci con le ali e Paura di volare), la fotografia (con immagini d’archivio di alcuni tra i più significativi protagonisti di quei grandi mutamenti e con opere d’autore come quelle di Paola Mattioli e Angelo Frontoni)

Interessante la sezione sull’abbigliamento, con l’esposizione di alcuni indumenti iconici come la minigonna, rappresentata da immagini della sua creatrice Mary Quant.

L'ultima stanza della mostra - opportunamente segnalata ai visitatori - è dedicata al tema della pornografia fra anni '60 e '70 ed è vietata ai minori

©Angelo Frontoni / Cineteca Nazionale–Museo Nazionale del Cinema /Ufficio Stampa CLP
Angelo Frontoni, Jane Fonda sul set del film Barbarella (Roger Vadim, 1968)
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